I bambini russi sanno un’altra storia

Il 9 maggio, il giorno della Vittoria, è la festa più grande in Russia. Una festa anche per famiglie e bambini. A cui però viene raccontata un’altra storia.

A cominciare dal nome. Perché quella che per tutto il mondo è stata la Seconda guerra mondiale, in Russia è ricordata come la Grande guerra patriottica. Un nome che è tutto un programma.

E infatti di patriottico c’è davvero molto in questa festa, a partire dalla grande parata sulla piazza Rossa di Mosca, fino ai gadget che vanno a ruba già da molti giorni prima: bandiere dell’Armata rossa, berretti con la stella rossa, mini divise militari per i bambini.

C’è qualcosa che va oltre la festa stessa. La celebrazione della fine di una guerra che ha causato qualcosa come 25 milioni di morti in Russia si sta trasformando da momento di ricordo di una immane tragedia collettiva a esaltazione pura e semplice delle gesta belliche dell’Unione Sovietica.

E la storia sta cambiando. A cominciare da quella che viene insegnata ai bambini.

Riscrivere la Storia

Lo scorso anno ben tre libri di testo per le elementari sono stati emendati dal ministero dell’Istruzione perché davano troppo rilievo al patto dell’Urss con la Germania nazista, a differenza degli atri testi approvati. Da allora, praticamente tutti i libri di testo per le scuole russe si sono adeguati al modello, il manuale di storia “ufficiale” pubblicato dall’ex editore di Stato, Prosveshchenje, la cui narrativa si concentra quasi esclusivamente sulla gesta eroiche dei soldati sovietici.

In un interessante articolo comparso sul Moscow Times, Ola Cichowa ricorda che l’insegnamento della storia non è mai stato facile in Russia, dove gli archivi sono segreti e non esiste un sereno dibattito sul passato sovietico.

Per i russi la Seconda guerra mondiale non è iniziata come nel resto d’Europa nel 1939, ma nel 1941 con l’invasione nazista. Tutto quello che è successo prima resta in un limbo che il Cremlino ha interesse a insabbiare, a cominciare dal patto di non aggressione tra l’Urss e la Germania nazista.

Lo stesso Putin, durante un incontro con Angela Merkel in Polonia nel 2015, che «il Patto Molotov-Ribbentrop aveva senso per garantire la sicurezza dell’Unione sovietica».

Milioni di morti

E così I libri di testo si sono adeguati. Il più diffuso nelle scuole glissa sui protocolli segreti del Patto in cui Germania e Urss si spartivano l’Europa orientale. Non usa mai la parola “aggressione” ma si spinge a dire che «L’Armata rossa ricevette l’ordine di attraversare il confine occidentale e liberare l’Ucraina e la Bielorussia». E quando si arriva ai Baltici afferma che l’invasione e l’annessione dei tre Paesi avvenne come conseguenza di elezioni democratiche.

Lo stesso trattamento con i guanti di velluto è riservato sempre più spesso a Stalin. I libri glissano sui suoi crimini. Nemmeno una parola sull’Holodomor, le carestie indotte in Ucraina che fecero morire di fame milioni di persone.

Il sanguinario dittatore che a causa della sua paranoia causò la morte di decine di milioni di persone; l’uomo che non esitò a lasciar morire il proprio figlio nelle mani dei nazisti; colui che portò il sistema Gulag a parte integrante del Grande terrore, viene sempre più spesso ritratto come il più patriota tra i patrioti russi.

Ma è chiaro che con la guerra ideologica che oggi il Cremlino combatte contro i fantasmi del nazifascismo in Europa, la memoria della Grande guerra patriottica contro Hitler non può essere rovinata da qualche dettaglio.

@daniloeliatweet

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