I prossimi omicidi di Stato in Russia

A un anno dalla morte di Nemtsov, la retorica contro gli oppositori di Putin si sta facendo sempre più violenta. Il piccolo dittatore ceceno Kadyrov ha minacciato apertamente alcuni critici del Cremlino. Non è la prima volta che succede, e le altre volte non è finita bene.

Kadyrov non si smentisce. Il dittatorello che ama farsi ritrarre more mafioso mentre spara con un mitra o brandisce una pistola tutta d’oro, ha pubblicato su Instagram un video di due personaggi critici del Cremlino centrati da un mirino. Sono l’ex primo ministro russo Mikhail Kasyanov e l’attivista Vladimir Kara-Murza. “Chi non ha capito, capirà”, ha scritto a commento del video. Il post è stato rimosso dagli amministratori di Instagram perché “contiene credibili minacce e incitamento all’odio verso singoli individui”.

Il video è solo l’ultima di una serie recenti di uscite di Kadyrov contro l’opposizione politica russa. Il fatto che questi annunci si stiano ripetendo con frequenza a quasi un anno dalla morte di Boris Nemtsov getta una luce inquietante sul clima politico in Russia. Proprio in questi giorni si è conclusa l’indagine sul suo omicidio. Assassinio su commissione, incriminati cinque ceceni, tra cui la "mente" del gruppo Ruslan Mukhudinov, membro delle forze di sicurezza del presidente ceceno Ramzan Kadyrov e tuttora latitante.

Quinta colonna

Nelle scorse settimane, Kadyrov aveva attaccato le forze liberali del Paese, scrivendo sul quotidiano Izvestia che “odiano la Russia, sono traditori della patria e nemici del popolo”. Nel suo lungo articolo ha ripetuto più volte il concetto, prendendosela anche con la stampa non allineata al Cremlino. “L’opposizione è diventata così insolente da usare i media nazionali per promuovere le proprie idee di distruzione dello Stato. Radio Ekho Moskvy, Dozhd Tv, Rbk Tv e altri trasmettono allegramente le loro false, ipocrite affermazioni imbevute di profondo odio per la Russia”.

I toni sono alti anche per un personaggio sopra le righe come Kadyrov. E per molti è il segno di un’ondata di violenza – non necessariamente solo verbale – contro l’opposizione.

Alcuni giorni prima, il presidente del parlamento ceceno Magomed Daudov – che in passato ha parlato dell’opposizione come della “quinta colonna” –, aveva pubblicato su Instagram una foto di Kadyrov mentre aizzava il suo cane Tarzan. “Al nostro amico non piacciono i cani che gli ricordano delle cagne bastarde”, ha scritto Daudov con un gioco di parole che può significare anche “puttane”. E poi ha fatto i nomi: Igor Kalypin, direttore del comitato contro la tortura, Ilya Yashin, attivista politico, Aleksei Veneditkov, direttore della radio Ekho Moskvy e Lev Ponomaryov, attivista per i diritti umani e membro di Solidarnost.

Quello che fa venire i brividi è che sia Venediktov che Ponomaryov erano raffigurati insieme a Nemtsov in quei grossi manifesti, affissi nel centro di Mosca poco prima della sua morte, dal titolo “Quinta colonna”, dietro cui sembra esserci il Cremlino.

La lista si allunga

Gli altri nomi – e volti sui manifesti – di solito presenti nella lista dei nemici dello Stato sono Aleksey Navalny, da molti considerato il leader dell’opposizione a Putin, e Mikhail Khororkovsky. Ora Kadyrov col suo video, aggiunge Kazyanov e Kara-Murza. Quest’ultimo, che circa un anno fa è stato ricoverato urgentemente per una misteriosa malattia, è convinto che abbiano cercato di ammazzarlo col veleno.

Nel suo proclama pubblicato da Izvestia, Kadyrov conferma di essere pronto a tutto. “Come patriota e soldato al comando del presidente della Russia, Vladimir Putin, non perderò tempo con gli assassini e i traditori del mio Paese. Sono pronto a eseguire i suoi ordini, non importa quanto difficili”, ha scritto.

Per rendersi conto di quanto pericolose siano le sue parole, basta considerare che nei giorni successivi in migliaia sono scesi in piazza a Grozny in suo supporto, mentre a Mosca una manifestazione organizzata dal partito Yabloka contro di lui è stata vietata dalle autorità cittadine. Intanto, durante un incontro a Stavropol il 25 gennaio, Putin ha pubblicamente encomiato Kadyrov. “Grazie alla Cecenia e al suo capo. Sta facendo un ottimo lavoro”.

@daniloeliatweet

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