Il tribunale dell’Aja indaga i crimini di guerra tra Russia e Georgia

I giudici della Corte penale internazionale hanno autorizzato l’indagine sui crimini di guerra e contro l’umanità commessi nel 2008 durante la guerra tra Russia e Georgia in Ossezia del Sud. Che ne sarà?

A woman mourns at the grave of a Georgian soldier killed during Georgia's conflict with Russia over the breakaway region of South Ossetia in 2008 during a ceremony at the memorial cemetery in Tbilisi, Georgia, August 8, 2015. REUTERS/David Mdzinarishvili

La procuratrice Fatou Bensouda avrà a che fare con la guerra più sporca che l’Europa abbia visto dopo quella nella ex Jugoslavia. Il suo ufficio ha raccolto le denunce relative a 6.335 vittime di omicidi, deportazioni, persecuzioni, attacchi sulla popolazione civile e pulizia etnica commessi tra luglio e ottobre 2008. Sono tutti reati previsti dallo Statuto di Roma, che ha istituito la Corte penale internazionale.

“Il mio ufficio ha chiesto di indagare sulla base di una valutazione attenta delle informazioni disponibili e affidabili di crimini commessi in Georgia da tutte e tre le parti coinvolte, l’esercito georgiano, le forze dell’Ossezia del sud e l’esercito russo”, ha detto la procuratrice in un videomessaggio.

Pulizia etnica

Bensouda aveva chiesto l’autorizzazione ai giudici lo scorso ottobre, come previsto dal regolamento del tribunale secondo cui è necessario un pronunciamento dei giudici per avviare un’indagine formale. Questo non vuol dire che finora non si siano raccolte delle prove. L’autorizzazione a procedere firmata dai giudici cita un lungo elenco di accuse formulate dall’ufficio del procuratore. Gran parte dei crimini riferiti riguarda la popolazione civile di etnia georgiana dell’Ossezia del Sud. Anche dopo la veloce guerra, durata solo cinque giorni, e la firma degli accordi di pace i civili sono stati oggetto di violenze, saccheggi, deportazioni e omicidi. “Questi atti sarebbero stati commessi con l’intento di espellere la popolazione di etnia georgiana dal territorio dell’Ossezia del Sud, con l’obiettivo di cambiare la composizione etnica del territorio”, hanno scritto i giudici nell’autorizzazione a procedere. “Gli attacchi contro la popolazione civile hanno causato tra le 51 e le 113 uccisioni di etnici georgiani e la deportazione di un numero compreso tra i 13.400 e i 18.500 abitanti di villaggi e città dell’Ossezia del Sud e della zona cuscinetto. Azioni volte a creare un’atmosfera di paura e terrore”.

Indagini lunghe

Sia in Georgia che in Russia sono stati avviati diversi processi per accertare le responsabilità di tali atti. Le indagini in Georgia sono state sospese a marzo, mentre “nessun passo avanti concreto è stato fatto dalla Russia per accertare le responsabilità degli individui coinvolti”, ha scritto la procuratrice Bensouda nella sua richiesta ai giudici.

Le indagini saranno lunghe e coperte dal segreto. Se gli investigatori della procura dovessero raccogliere sufficienti elementi di prova su singoli individui responsabili dei crimini (la Cpi non può condannare gli Stati, ma solo gli individui), ci sarà un processo. Sarebbe il primo processo della corte per una guerra in un continente diverso dall’Africa. È la seconda iniziativa della Cpi che investe la Russia, dopo l’indagine sui crimini di guerra in Ucraina, tuttora in corso. È però difficile pensare che qualcuno pagherà. La Russia non ha infatti ratificato lo Statuto di Roma e non ci sarebbero strumenti legali per far estradare eventuali imputati, mentre l’Ossezia del Sud è uno Stato de facto privo di riconoscimento internazionale.

@daniloeliatweet

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