L’Airbus precipitato, il silenzio di Putin e l’ipotesi bomba

Il volo 7K9268 Metrojet caduto il 31 ottobre nella penisola del Sinai potrebbe restare un interrogativo per sempre, anche dopo la lettura delle scatole nere. La Russia potrebbe non avere interesse a un’indagine trasparente. Intanto, ecco tutto quello che gli esperti hanno scoperto finora.

Un minuto dopo che la notizia del disastro si era diffusa tra i media, il pensiero di molti è andato al volo Malaysia MH17 abbattuto da un missile russo Buk in Ucraina. Ma questo è un caso completamente diverso. Molti mezzi d’informazione lo definiscono un mistero, in realtà il campo è disseminato di indizi che dicono già molto agli esperti. La lettura delle scatole nere, che dovrebbe avvenire in tempi brevissimi, potrebbe svelare le cause del disastro. C’è il timore, però, che sia la Russia che l’Egitto potrebbero avere poco interesse a diffondere una scomoda verità – ossia l’attacco terroristico.

Tutto quello che sappiamo finora ci aiuta a escludere l’ipotesi del missile terra-aria. I dati di volo dell’A321 fino al momento del disastro sono pubblici e facilmente reperibili su siti internet come Flightradar o Planefinder.

La quota alla quale volava l’aereo quando è scomparso dai radar era di 33mila piedi, circa 10mila metri, ossia la quota di crociera. L’Isis, il principale indiziato nel caso di attacco terroristico, non possiede sistemi antiaerei capaci di colpire così in alto. È un dato certo. Inutile perderci altro tempo, a meno di non voler gettare fumo negli occhi.

Tanti piccoli indizi

Questo però non ci aiuta a scartare del tutto l’ipotesi terroristica. Negata fortemente fin dal primo momento sia dalle autorità egiziane che da quelle russe, non è per niente irrealistica. L’Isis, come sappiamo, ha rivendicato immediatamente di aver abbattuto l’aereo russo. E ha anche diffuso un video amatoriale in cui si vede un aereo di linea esplodere in cielo. Il video è quasi certamente un fake. La sagoma dell’aereo non sembra quella di un A321 (lo si intuisce soprattutto dalla posizione delle ali rispetto alla lunghezza della fusoliera). Inoltre qualcosa non quadra nella prospettiva: o l’aereo del video volava molto più basso di 10mila metri, o è stato ripreso da un altro aereo. Inoltre, l’Isis ci ha abituato a filmati estremamente curati, molto diversi da quello postato in rete. E, del resto, se avessero avuto la possibilità di preparare una postazione antiaerea certamente avrebbero curato più attentamente l’aspetto mediatico.

Eppure, anche se il video è un falso, l’ipotesi della bomba a bordo non è così peregrina. La scena del disastro è compatibile con un’esplosione in quota. I resti dell’aereo sono disseminati su diversi chilometri quadrati. La fusoliera si è spezzata in due e la coda si trova a distanza dal resto dei rottami. Indiscrezioni che trapelano sui forum di discussione dalla prima lettura delle scatole nere non riferiscono di nessun allarme in cabina fino all’improvvisa interruzione delle registrazioni. Insomma, tutto lascia pensare che l’aereo si sia spezzato in volo e non con l’impatto a terra.

Bomba o non bomba

Non c’è solo la bomba. L’aereo potrebbe aver subito un cedimento strutturale. Metrojet-Kogalymavia, la compagnia aerea dell’Airbus, ha diffuso in rete tutti i documenti di conformità dell’apparecchio, per dimostrare che non c’erano problemi segnalati e che i permessi erano tutti in regola. Ma c’è di più. Alcune foto mostrano dei frammenti dell’A321 con segni di bruciature. E il canale russo Life News – non un campione di autorevolezza, va detto – ha diffuso ieri in serata delle indiscrezioni sull’autopsia di alcuni passeggeri: quelli seduti nella parte posteriore avrebbero ferite da esplosioni e bruciature, mentre gli altri sarebbero morti per traumi o emorragie. Infine, e non è da poco, il Pentagono ha detto che suoi satelliti hanno captato un picco di calore mentre l’Airbus era in volo.

Ma forse c’è un indizio ancora più importante che potrebbe far propendere per l’ipotesi bomba, il silenzio di Putin. Il presidente russo aveva parlato in tv alla nazione poche ore dopo l’abbattimento del volo Malaysia MH17, mentre finora si è guardato bene dal farlo. Se la causa del più grave disastro aereo della storia russa e sovietica fosse una ritorsione dell’Isis per l’intervento militare in Siria, potrebbe essere un duro colpo per l’immagine di Putin in patria.

@daniloeliatweet

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