L’Ucraina deve risolvere la questione delle milizie private

Pochi giorni fa la milizia del Pravy Sektor ha sparato con lanciarazzi e mitragliatrici pesanti contro la polizia. Uno scontro a fuoco violentissimo, a più di mille chilometri di distanza dal Donbass e dalla guerra vera. E che ripropone prepotentemente il problema delle milizie volontarie in Ucraina.

Photo:  ALEXANDER ZOBIN / AFP
Photo: ALEXANDER ZOBIN / AFP

Sembrava una scena del fronte, come se ne vedono quasi ogni giorno. Due morti, auto in fiamme, lanciarazzi e mitragliatrici pesanti. Solo che la battaglia si è svolta a Mukacheve, una cittadina della Transcarpazia a un passo dalla frontiera con l’Unione europea e a più di mille chilometri dalla guerra che si combatte nell’est. E, soprattutto, che ha coinvolto la polizia e la milizia del Pravy Sektor, organizzazione ultranazionalista, partito politico e battaglione volontario che risponde a un uomo di governo, Dmytro Yarosh.

Secondo il portavoce di Pravy Sektor Oleksiy Byk, i loro uomini hanno agito da veri patrioti, sostituendosi alle autorità corrotte per contrastare il lucroso business del traffico illegale attraverso la frontiera. Un traffico che riempie le tasche di poliziotti, politici locali, giudici e pure di qualche membro del parlamento.

L’episodio ripropone con urgenza il problema non ancora risolto delle milizie volontarie formatesi all’indomani di Euromaidan. Poroshenko è impegnato già da tempo a mettere ordine in questa selva di battaglioni armati fino ai denti, incorporandone molti nell’esercito regolare e smantellando gli altri. Ma è un lavoro tutt’altro che facile.

Tornado

Solo poche settimane fa, alla notizia che il loro gruppo sarebbe stata sciolto, i miliziani del battaglione Tornado si sono asserragliati nel loro quartier generale, minato il perimetro e minacciato di sparare sulla guardia nazionale se si fosse avvicinata. Si tratta di un manipolo di un centinaio di uomini la metà dei quali con una fedina penale lunga come un elenco telefonico. Alcuni di loro sono noti membri di associazioni criminali e su tutto il battaglione –nato dalle ceneri del già disciolto battaglione Shakhtersk – gravano pesantissimi sospetti di violenze, crimini, torture e rapimenti. Secondo Hennady Moskal, il governatore della regione di Lugansk in cui operavano, i membri del Tornado “hanno preso la strada del crimine, cercando di coprire le loro attività con la facciata di una guerra immaginaria al contrabbando”.

Non è l’unico episodio di rivolta alle autorità. Lo scorso aprile uomini della milizia privata dell’Oligarca Ihor Kolomoisky avevano assaltato il quartiere generale della compagnia petrolifera statale UkrTransNafta. Miliziani incappucciati in mimetica e armati con AK-47, nella capitale. Una dimostrazione di forza di Kolomoisky, allora governatore della regione di Dnipropetrovsk, nei confronti di Poroshenko. È chiaro come tutto questo ponga un grosso problema di democrazia e stato di diritto.

I conti con Pravy Sektor

La sera della battaglia di Mukacheve, alcune centinaia di persone hanno manifestato a Kiev in supporto di Pravy Sektor. L’organizzazione gode di un discreto supporto popolare, in particolare nelle province dell’ovest e nella città di Leopoli. Ma soprattutto, la sua immagine anche tra coloro che non lo supportano direttamente è quella di un’organizzazione patriottica che opera per il bene del Paese. E per molti ucraini il fatto che i suoi uomini abbiano aperto il fuoco contro la polizia corrotta è tutto sommato un bene.

Visto da qui, Pravy Sektor appare un po’ diverso. Un partito ultranazionalista, xenofobo e omofobo, che ha sin dai tempi di Euromaidan sfruttato gli eventi per portare avanti la propria causa, anche contro la componente russa e russofona del Paese. Il suo braccio armato che combatte nell’est si è macchiato – stando a quanto dice Amnesty International – di gravi crimini di guerra, rapimenti e torture di civili innocenti. È evidente che un’organizzazione così non può operare fuori dalle regole dello stato. È evidente che Dmytro Yarosh non può allo stesso tempo ricoprire incarichi pubblici e comandare una milizia che non risponde agli organi dello stato. È evidente che Poroshenko non può rinviare oltre i conti con Pravy Sektor.

@daniloeliatweet

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