eastwest challenge banner leaderboard

La Corte penale internazionale può indagare sui crimini di guerra in Ucraina. E ora?

L’8 settembre l’Ucraina ha chiesto alla Corte penale internazionale di estendere la propria competenza sui crimini commessi sul proprio territorio dal 20 febbraio 2014. Significa che da oggi la procura dell’Aja può indagare sugli eventi più neri della guerra in Donbass, dall’abbattimento del volo Malaysia MH17 al bombardamento delle zone abitate da civili.

“Si tratta di un passo fondamentale per assicurare giustizia a tutte le vittime in Ucraina. Il procuratore generale della Corte penale internazionale potrà adesso indagare non solo gli eventi della Maidan, ma anche tutti i crimini successivamente commessi nel resto dell’Ucraina”, ha commentato Karim Lahidij, presidente della Federazione internazionale per i diritti umani, Fidh.

Non è detto però che lo farà. È in fatti una possibilità solo teorica ancora lontana dal realizzarsi, se non altro per i lunghi tempi della Cpi. Si tratta comunque di un passo politico importante in una fase delicata del processo di pace. Deferire infatti i crimini di guerra e le gravi violazioni dei diritti umani commessi in Ucraina – vale a dire in Donbass – dall’inizio della guerra collide con uno dei punti fondanti della road map di pace prevista dagli accordi di Minsk 2, ossia l’amnistia totale per i ribelli.

Ma implica anche un secondo aspetto, quello dei crimini di guerra commessi dall’esercito governativo nei bombardamenti di Sloviansk, Luhansk e da alcuni battaglioni volontari come il battaglione Tornado, o l’uso di bombe a grappolo. Per certi versi, un boomerang.

E adesso?

L’Ucraina non ha ancora ratificato lo Statuto di Roma sulla Corte internazionale, che quindi non ha giurisdizione sul suo territorio. La richiesta delle autorità di Kiev è stata fatta in base all’art. 12 dello statuto, che prevede l’accettazione della giurisdizione di un Paese non membro su base volontaria. In precedenza l’Ucraina aveva dato mandato alla corte di indagare solo sui crimini commessi da Yanukovich durante la rivoluzione di Maidan. Ora, almeno in teoria, la Cpi potrebbe aprire un file sull’abbattimento del Boeing Malaysia che è costata la vita a 298 persone innocenti, oppure cominciare a indagare sui casi di tortura e sulle esecuzioni sommarie di prigionieri di guerra da parte delle milizie separatiste o, ancora, sull’uso massiccio di artiglieria pesante da parte delle forze di Kiev su Slaviansk e sui bombardamenti aerei all’inizio dell’Ato, l’operazione militare in Donbass, su Luhansk.

Tutto in teoria. Perché, in ogni caso, la competenza della Cpi è sempre complementare alle autorità locali e scatta solo in caso di inerzia dei tribunali nazionali. Le indagini sull’abbattimento del volo MH17 sono al momento gestite da un comitato investigativo internazionale sotto la guida olandese e – dopo il veto russo su un tribunale speciale presso l’Onu – è probabile che il caso sia fatto proprio da un tribunale di Amsterdam. Inoltre, la Cpi si dovrà avvalere della collaborazione degli organi ucraini ed è molto probabile che le attenzioni di questi si concentrino sui crimini attribuiti ai separatisti dell’Est.

Resta da capire come fare a conciliare questa nuova mossa con l’amnistia chiesta dagli accordi di Minsk 2.

@daniloeliatweet

Scrivi il tuo commento
@

La voce
dei Lettori

Eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città. Invia la tua domanda a eastwest

GUALA