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La donna che ha sfidato Putin

Olga Li è un deputato della duma regionale di Kursk. A marzo ha pubblicato su YouTube un video di accusa contro Putin. Ora è sotto processo per istigazione all’odio e rischia due anni di carcere.

Olga non è il tipo di oppositore a cui è abituato Putin. È una giovane giornalista e deputata regionale, madre di due figli, che abita in un condominio sovietico nella periferia di Kursk, 500 chilometri a sud di Mosca e non lontano dal confine con l’Ucraina. Olga a marzo ha pubblicato su YouTube un video di sei minuti in cui accusa Putin di chiudere entrambi gli occhi davanti alla corruzione che dilaga nel Paese. «La tua politica sia estera che nazionale, se ne hai una», dice nel video rivolgendosi direttamente a Putin,

«ha portato al collasso l’economia russa e alla distruzione dello Stato di diritto». Olga se la prende poi con il «complotto criminale» del governo contro i russi e con la corruzione delle procure, a tutti i livelli. «Perfino chi è influenzato dalla propaganda, chi odia l’Occidente, non sopporta l’abuso di potere dei procuratori che tu difendi».

Il video è diventato subito virale sul social network Vkontakte ed è stato visto 381mila volte su YouTube, ricevendo quasi 15mila “like”.

Incitamento all’odio

Dopo la pubblicazione del video, Olga ha dovuto affrontare l’ostilità dei suoi colleghi deputati regionali. Il presidente della duma di Kursk ha detto di provare dispiacere per lei. «Ha due figli, dovrebbe pensare al loro futuro», le ha detto durante una seduta. E il comitato investigativo russo, la superprocura alle dirette dipendenze del Cremlino che si occupa dei casi politici, ha aperto un procedimento penale per aver «diffuso informazioni intese a incitare l’odio e l’ostilità nei confronti dei pubblici ufficiali e delle istituzioni dello Stato». Secondo la procura, si tratterebbe di un comportamento criminale e pericoloso, che ricadrebbe nell’articolo 282 del codice penale.

Negli stessi giorni, un secondo procedimento per diffamazione è stato avviato contro Olga per aver pubblicato sul suo giornale, Narodniy Zhurnalist, accuse di corruzione contro alcuni politici regionali. I due procedimenti andranno avanti indipendentemente e, se si dovesse fare un processo, Olga rischierebbe fino a due anni di carcere.

Una Russia diversa

«L’apertura di un procedimento penale contro di me è semplicemente assurda», ha detto Olga. «Invece di chi deruba il popolo russo si ritiene responsabile chi ne informa la gente».

Curiosamente, Olga dice di non aver ancora ricevuto la comunicazione ufficiale da comitato investigativo. La notizia, però, è stata comunicata pubblicamente durante una seduta della duma dal suo vice presidente, Viktor Karamyshev, del partito Russia unita di Putin. «Siamo concorrenti nello stesso collegio elettorale, e lui è amico del procuratore. Secondo me sapeva del procedimento prima ancora che fosse avviato», ha detto Olga.

Dall’inizio dei questa storia, Olga ha ricevuto moltissime approvazioni, soprattutto online. Nella vita vera, invece, le cose si sono fatte più difficili. Minacce e aggressioni si sono già verificate. «Mi hanno sparato, hanno tagliato i tubi dei freni della mia macchina, mi hanno assalito con un coltello».

Lei però non ha alcuna intenzione di fermarsi. «Ovviamente ho paura, soprattutto per i miei bambini. Ma non voglio andarmene dalla Russia, voglio solo vivere in una Russia diversa, dove i diritti umani non sono solo sulla carta».

@daniloeliatweet

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