La Lituania oscura la tivù russa. Una brutta mossa.

La commissione statale sulle telecomunicazioni ha oscurato l’emittente russa Rtr Planeta, con l’accusa di fare disinformazione e incitare all’odio contro l’Ucraina. Un provvedimento che solleva molti interrogativi. Intanto si rafforza l’asse Vilnius-Kiev

Le tivù russe hanno un concetto a dir poco discutibile di informazione. Questo è un dato di fatto. Ma come si combatte la cattiva informazione? Oscurare i media non è certamente il metodo migliore, anche perché è lo stesso adottato, per esempio, proprio dalle autorità d’occupazione russe in Crimea. La Lituania c’è cascata in pieno, con un provvedimento che oscura completamente la tivù russa Rtr Planeta per sei mesi, un’emittente registrata in Svezia ma con programmi interamente realizzati in Russia e in lingua russa. Da aggiungere, una tivù che parla ai 200mila russi che vivono in Lituania, il 6,6% della popolazione (il 12%, nella capitale). Non era meglio lasciar decidere a loro se cambiare canale?

Zhirinovsky

La colpa decisiva di Rtr è stata quella di aver dato parola a Vladimir Zhirinovsky, vicepresidente della Duma e personaggio a dir poco colorito, nella trasmissione Sunday Night condotta da Vladimir Solovyov. “I nostri comandanti dovrebbero fare a brandelli le uniformi straniere con le sciabole”, ha detto Zhirinovsky in quell’occasione. “L’unico modo per convincerli al tavolo dei negoziati è puntare una pistola alle loro teste, farli sedere e firmare gli accordi”. E ancora, “Dobbiamo minacciare Bruxelles, Varsavia e Vilnius e farli cominciare a scavare trincee”. Tutto sommato, considerati i suoi exploit, niente di sensazionale.

Ora, ogni volta che penso a Zhirinovski per associazione di idee mi viene in mente Roberto Calderoli. Chi ha presente il politico ultranazionalista, xenofobo e maleducato russo, sa cosa intendo. Bene, cosa rimarrebbe in onda se in Italia oscurassimo tutte le tivù che hanno dato facoltà di parola a Calderoli?

Secondo Mantas Martišius della commissione sulle telecomunicazioni, sono minacce belle e buone. “Prima provano a intimidire che guarda la trasmissione, poi lasciano intendere che scoppierà una guerra in cui la Russia sarà costretta a compiere attacchi preventivi contro l’Occidente”. Ce n’è abbastanza per parlare di paranoia?

Metodi repressivi

Per fortuna, alcune voci contro il rischio di limitare la libertà d’espressione si sono levate all’interno della stessa società civile lituana. “Forse non dovremmo combattere la propaganda russa con gli stessi metodi repressivi usati in Russia”, ha detto lo storico e politologo Šarūnas Liekis.

La decisione della commissione lituana sulle telecomunicazioni solleva al riguardo inquietanti interrogativi. Chi decide cosa è propaganda? Quale sarà il prossimo mezzo d’informazione a essere censurato? E non è molto chiara nemmeno negli intenti. Se cioè sia volta a tutelare l’integrità dell’informazione, la comunità russa che vive nel Paese, oppure sia una mossa di ritorsione nei confronti della Russia. In quest’ultimo caso, il ruolo svolto dal Dipartimento di comunicazioni strategiche dell’esercito lituano (chiamato a dare consulenza alla commissione per decidere dell’oscuramento) potrebbe non essere del tutto casuale.

La Lituania si è mostrata finora il più strenuo sostenitore della causa ucraina contro la Russia, dando prova di una disinvoltura che poco si addice a una (seppur giovane) democrazia e membro dell’Ue. Come quando la sua presidente, Dalia Grybauskaitė, ha definito la Russia uno “Stato terrorista”.
Se l’Europa vuole dare lezioni di democrazia, forse farebbe meglio a cominciare dai suoi giovani e grintosi membri.

@daniloeliatweet

 

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