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La morte di Putin

Il presidente russo è stato dato per morto già un paio di volte. Puntualmente è risorto. Ora, una fantomatica intervista alla sua ex moglie, Ljudmila Putina, rivela che è stato ucciso già da tempo e sostituito da un gemello. Oltre la fantascienza, Putin diventa mito. Vivente.

La notizia l’avrebbe data il rispettabile e autorevole giornale tedesco Die Welt, pubblicando un’intervista esclusiva a Ljudmila Putina, ex moglie del presidente russo. “Mio marito è morto da tempo”, avrebbe detto la donna. “Ora devo dirlo pubblicamente perché non posso più sopportare cosa stanno facendo a suo nome. Sono persone terribili, non si fermano davanti a niente. Ora ho paura che possano uccidere anche me e le mie figlie”. A uccidere Putin sarebbero state le élite che si stava rifiutando di accontentare. “Il suo assassinio era preparato da tempo, e lo hanno compiuto quando il suo gemello era pronto a prendere il suo posto. Quando l’ho visto, sono rimasta sconvolta. Gli somiglia moltissimo, ma è una persona molto diversa”.

Lo scoop è stato ripreso da decine di siti d’informazione e si è diffuso in rete. Tutti citano la fonte tedesca, ma basta un veloce controllo per verificare che Die Welt non ha mai realizzato l’intervista. A una ricerca più approfondita, sembra che il primo ad aver dato la “notizia” sia il sito ucraino d’informazione militare Dyvannaja Sotnja. Insomma, una balla.

Gemello

È la trasformazione dell’uomo in mito. Un destino che a molti personaggi è toccato dopo la morte. Putin è più fortunato. Può vedere star hollywoodiane indossare magliette con la sua immagine, leader politici delle destre d’Europa inneggiare a lui come al salvatore, busti di bronzo che lo ritraggono come Giulio Cesare, schiere di fan che manco a un concerto rock. E può divertirsi a sentire le storie inventate dai suoi detrattori. Morto, malato, in fin di vita, sostituito da un clone, deposto da intrighi di palazzo. Già a marzo scorso, durante un’assenza di più di 10 giorni dalla vita pubblica, i giornali di mezzo mondo si erano scatenati nelle ricostruzioni più fantasiose. Ci siamo cascati un po’ tutti, compresi cremlinologi di esperienza e tutto rispetto. Poi, lui un giorno è riapparso sornione, e ha detto qualcosa come “lasciateli pure dire, altrimenti come dovrebbero impiegare il loro tempo?”

La sua riapparizione non era bastata a convincere tutti. Secondo Andrey Illarionov, ex consigliere del presidente, la lotta per il potere si è già consumata. Putin continuerebbe ad apparire come presidente ancora per un po’, mentre qualcun altro comanderebbe nell’ombra. Fino al giorno in cui un annuncio alla nazione dirà che “il leader ha bisogno di un meritato riposo”. E ora la balla del gemello.

Mito

Il fatto che la falsa notizia sembri partita da fonti ucraine dice molto sul perché sia stata immessa nel tritacarne della disinformazione sul web. E ci riporta indietro ai tempi della cortina di ferro. Quando le informazioni che filtravano dal Cremlino erano o false o non vere. Quando un segretario generale del Pcus poteva sparire per sei mesi un raffreddore. Come nel 1983, quando il portavoce di Juri Andropov, che non era apparso alla parata del Primo maggio, comunicò che il leader aveva “un raffreddore”. Andropov riapparve sulla piazza Rossa solo a febbraio dell’anno successivo, in una bara scoperta.

La falsa notizia è il riflesso di un potere avvolto da una coltre impenetrabile di (pseudo)informazione ufficiale e la trasparenza è un che non si applica nemmeno alle finestre. Il torbido sistema del Cremlino resta impenetrabile allo sguardo dell’opinione pubblica e dei media, e il leader lontano e irraggiungibile. Come un mito.

@daniloeliatweet

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