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Le truppe russe in Siria

Che ci siano, si dice da tempo. Ora un filmato diffuso da una tv siriana sembra provare che la Russia abbia mandato un contingente in supporto di Assad. Presto, però, Mosca potrebbe fare le cose più in grande e alla luce del sole.

Photo: Lovai Beshara/AFP/Getty Images
Photo: Lovai Beshara/AFP/Getty Images

Il video mandato in onda dall’emittente ufficiale della National defense force siriana potrebbe essere un’involontaria testimonianza della presenza di soldati russi al fianco delle forze governative di Damasco. Durante una sequenza di combattimenti viene mostrato un veicolo blindato che spara dall’alto di una collina nei pressi di Latakia. Il mezzo sarebbe un BTR-82, in dotazione all’esercito russo. Inoltre nel filmato si sentono alcune voci in russo dare comandi al personale all’interno del BTR.

Non è la prima informazione relativa alla presenza di militari russi né è un segreto che ci siano mezzi militari di Mosca – anzi, proprio dei BTR-80, un modello simile – impiegati in Siria. È però la prima volta che qualcosa compare in un video. Il BTR-82 che compare nel video è poi verniciato con colori mimetici, a differenza di quelli ufficialmente presenti per l’operazione di smaltimento dell’arsenale chimico di Assad, verniciati in verde oliva.

L’uso di un mezzo così nuovo e avanzato fa escludere che si tratti di semplici contractor e fa propendere per l’ipotesi di personale dell’esercito russo.

Un altro dato recente collima con questa ipotesi. Il sito turco Bosphorus naval news aveva pubblicato il 22 agosto le foto della nave russa Nikolaj Filchenkov, appartenente alla flotta del Mar Nero, mentre attraversava lo stretto verso una destinazione segreta nel Mediterraneo. A bordo si distinguevano chiaramente dei camion militari Kamaz e dei BTR coperti da teli mimetici.

La nave Nikolaj Filchenkov mentre attraversa il Bosforo, foto Shonquis Moreno/Turkishnavy.net

Salto di qualità

Se l’impiego diretto di forze armate nella guerra in Siria rappresenta un salto di qualità del ruolo russo sullo scenario mediorientale, la notizia in sé non dovrebbe stupire. E potrebbe, anzi, essere solo il primo assaggio di un intervento militare in larga scala.

La Russia non nega la presenza di addestratori e consulenti militari al fianco delle forze di Assad. Ma nessuno dice dove sia esattamente il confine tra l’addestramento e la partecipazione attiva in azioni di guerra.

Mosca ha di certo anche inviato personale dei servizi segreti già da tempo in aiuto del regime alleato. Già alla fine dello scorso anno, il Free Syrian Army aveva conquistato una base dell’esercito governativo in cui ha trovato prove della presenza di forze del Gru, l’intelligence militare russa, postandone il video su Youtube.

Fonti giornalistiche, che riportano informazioni del Pentagono, riferiscono che gli americani – che pur qualcosa in più dei giornalisti dovrebbero sapere – non negano né ammettono di avere prove. Il che equivale a dire che sanno.

La pulce nell’orecchio l’ha messa però il giornale siriano Al-Watan, vicino al regime di Damasco, che appena qualche giorno fa – proprio quando compariva il video col BTR82A – ha rivelato che la Russia sta valutando “tanto un’operazione militare autonoma, quanto una congiunta nell’ambito dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva [il CSTO, erede del Patto di Varsavia e risposta russa alla Nato, nda], che si riunirà il prossimo 15 settembre a Dushanbe, in Tagikistan”.

Non resta che aspettare.

@daniloeliatweet

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