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Perché non va bene se l’Ucraina mette al bando gli artisti pro Putin

Il ministero della Cultura di Kiev ha diffuso l’elenco di 14 personaggi dello spettacolo che saranno messi al bando in Ucraina per aver espresso approvazione alla politica di aggressione del Cremlino. Sono solo i primi in una lista di 115 nomi proposti e sono tutti russi. Fra di loro c’è anche Gerard Depardieu. Per ora manca Al Bano.

La lista dei 14 comprende solo cittadini russi. Depardieu lo è dal 2013. Gli altri nomi, meno noti dalle nostre parti, vanno dal cantante Mikhail Boyarsky, che ama duettare con Toto Cutugno, al crooner Iosif Kobzon, nato ucraino e colpevole di un duetto persino più sfrenato, quello con il leader separatista dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, Aleksander Zakharchenko. Il provvedimento è stato adottato in base alla nuova legge su cinema e televisione, promulgata a febbraio da Petro Poroshenko. La legge, la numero 18 del 2015, prevede tra le altre cose che “L’organo esecutivo centrale che implementa la politica statale nel campo della cinematografia, si rifiuta di rilasciare il certificato di stato per la distribuzione e la proiezione dei film in presenza di almeno uno dei seguenti motivi: […] presenza nei materiali della pellicola (dichiarazioni, azioni, ecc.) che promuovono la guerra, la violenza, la crudeltà, il fascismo e neofascismo per danneggiare l'indipendenza dell'Ucraina, incitamento all'odio etnico, razziale o religioso, l’umiliazione della nazione, il disprezzo dei simboli nazionali e religiosi […]”.

La legge poi vieta “la distribuzione e la proiezione di film che contengono propaganda di un Paese aggressore o di azioni individuali che creano un’immagine positiva dei propri dipendenti statali o dei dipendenti della sicurezza dello Stato sovietico tale da giustificare o riconoscere l’occupazione del territorio dell’Ucraina”.

Il divieto si applica anche se “Uno dei partecipanti al film è una persona fisica inclusa nell’elenco delle persone che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale”, cioè proprio l’elenco pubblicato qualche giorno fa dal ministero della Cultura.

Obelix al bando

La pubblicazione della lista è il primo provvedimento con effetti pratici e immediati. Vuol dire che da oggi è vietata la distribuzione e proiezione di qualsiasi film in cui compaia Gerard Depardieu. Giusto per citare il nome più famoso da noi. Non è chiaro dalla lettura della legge se il divieto si estenda anche alla tv e alla radio. Se cioè in Ucraina non si possano più ascoltare canzoni di Kobzon o di Boyarsky.

La lista più estesa di 155 non è stata invece ancora pubblicata, ma solo consegnata dall’Sbu – il servizio di sicurezza interna – alla Rada.

I 14 nomi noti si sono invece macchiati di varie colpe, dall’aver cantato in Crimea le glorie del putinismo all’aver espresso appoggio in varie forme a zar Vladimir Vladimirovich. Per l’Ucraina rappresentano una “minaccia alla sicurezza nazionale”. Al Bano può cominciare a tremare.

Ora, quanto Depardieu rappresenti una minaccia alla sicurezza degli ucraini se non lo si fa bere troppo o guidare una delle sue moto non è del tutto chiaro. L’attore francese è in buona compagnia tra un manipolo di star internazionali che nell’ultimo anno si sono lasciate ammaliare dal fascino discreto di Putin. Da Mickey Rourke a Steven Seagal, una manciata di macho over-sixty con una fulgida carriera alle spalle rallegra la corte dello zar. Ma è sufficiente per inserirli nella lista nera?

Reati d’opinione

Il provvedimento promulgato da Poroshenko puzza. Puzza come una lista di proscrizione mediatica, puzza di censura preventiva, puzza di propaganda alla Minculpop. Per quanto sgradevoli e moralmente condannabili, questi personaggi si trovano ad affrontare una messa al bando per aver manifestato il proprio (a volte limitato) pensiero. Sono insomma puniti per un reato d’opinione.

Ed è un grosso errore per l’Ucraina in cerca di riscatto democratico agli occhi occidentali. Oltre a fornire un assist alla stampa di Mosca, che non si è infatti lasciata sfuggire l’occasione per dare grande eco alla notizia. Alimentando ancor di più l’immagine (distorta e funzionale alla retorica putiniana) di un’Ucraina antidemocratica in mano alle forze estremiste.

Diciamocelo chiaro e tondo, come diamine si tutela la sicurezza nazionale vietando i film di Obelix?

@daniloeliatweet

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