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Putin ha paura dei russi

La nuova legge approvata dalla Duma è la peggiore finora tra le leggi liberticide in Russia. Con il termine “orgnizzazione non gradita” può colpire chiunque, dalle associazioni fino ai singoli cittadini, senza alcun limite.

Photo: AP/Dmitry Lovetsky

È passata quasi in sordina. Eppure è persino peggio della legge sulle Ong straniere e di quella contro la “propaganda” gay, che pure hanno fatto le prime pagine dei giornali. Il progetto di legge 662902-6 “Modifica di alcune leggi della Federazione russa” è stato votato in terza e ultima lettura dalla Duma. Non c’è stata battaglia, 440 sì contro 3 no. Vale la pena di ricordarli i tre del partito Russia giusta, Sergej Petrov, Dmitry Gudkov e Valery Zubov.

Da oggi (o meglio, da quando sarà promulgata dal presidente Putin) chiunque, singolo o associazione, potrà essere dichiarato “organizzazione non gradita”. Con conseguente messa al bando, multa e congelamento dei beni. Cosa bisogna fare per diventare “non graditi”? Be’, nessuno lo sa di preciso.

Niente di certo

Il pericolo maggiore di questa legge è la sua vaghezza. Saranno colpite le “organizzazioni ‘non commerciali’ straniere o internazionali che rappresentino una minaccia alla sicurezza dello stato, alla difesa nazionale e all’ordine costituzionale”. Da nessuna parte però è detto cosa si intende per “minaccia”. La sua applicazione è un po’ come un cortocircuito. Le autorità decidono quando un’organizzazione è “non gradita” semplicemente inserendola in una lista pubblicata su internet. Le organizzazioni che rappresentano una minaccia per lo Stato sono quelle inserite nella lista. Da quel momento non potranno più avere uffici in Russia, e se li hanno saranno chiusi, non potranno distribuire materiale nemmeno sul web né partecipare ad alcun evento pubblico, dai convegni alle manifestazioni. Le banche dovranno interrompere ogni rapporto con loro e informare le autorità se proveranno ad aprire un conto.

La procedura per l’inserimento nella lista non è definita, la decisione è immediatamente valida e non c’è alcuna possibilità di appello. Un bel lavoro.

Tutti “non graditi”

E c’è un aspetto persino più inquietante, che rende la legge la più liberticida finora. Chi continuerà a essere “coinvolto” nelle attività di un’organizzazione “non gradita” sarà punito con una multa fino a 10mila euro. E se beccato più di due volte nello stesso anno, rischia fino a sei anni di carcere. Nemmeno i singoli cittadini sono quindi al sicuro. In più, la legge non specifica cosa voglia dire essere “coinvolto”. In teoria, anche solo distribuire dei volantini o postare qualcosa sul web potrebbe portare alla condanna.

Eppure, la legge appena approvata non ha avuto la stessa eco mediatica delle altre norme recentemente approvate contro le Ngo. Segno che la svolta autoritaria e liberticida di Putin è percepita sempre più come assodata, e fa meno notizia. Ma dietro questo silenzio si nasconde il pericolo più grande per la società civile russa, già indebolita e marginalizzata dalla propaganda nazionalista e dalle repressioni. Sono in molti membri attivi della società a cominciare ad aver paura del proprio governo. Ma queste leggi sono anche il segno che chi governa la Russia ha paura dei propri cittadini.

 @daniloeliatweet

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