A Gaza si cercano libri d’evasione

Nella Striscia, isolata dal mondo, è difficile anche far arrivare un romanzo. Un giovane attraverso i social chiede la collaborazione di tutti per far crescere la sua piccola biblioteca pubblica.

Photo credit http://libraryforgaza.com/

GAZA (Palestina). Mossa Toha non è mai potuto uscire dalla Striscia di Gaza, la sua unica via di fuga dal minuscolo territorio palestinese praticamente assediato è la lettura.

Da un  po’ di tempo sta impegnando tutte le sue energie nel tentativo di realizzare una biblioteca in lingua inglese della Striscia.

Mandateci libri in lingua inglese, nuovi o usati, romanzi o saggi.” È l’appello che dalla sua pagina Facebook e dagli altri social lancia e ripete a tutto il mondo il ventiquattrenne palestinese affamato di lettura.

Mossa, come tanti abitanti di Gaza intrappolati nell’enclave dai blocchi ai confini attuati da Israele ed Egitto, sogna di potersi muovere senza barriere.

“La libertà ha inizio quando un uomo riesce a liberare la propria mente. A questo serve leggere” Ha detto il giovane, laureato in letteratura inglese all’Università islamica di Gaza e che insegna Shakespeare in una scuola delle Nazioni Unite.

La Striscia di Gaza è un fazzoletto di 360 km², incastrata tra Israele, Egitto e il Mar Mediterraneo. Nel 2007 il movimento Hamas vince le elezioni politiche e prende il governo della Striscia al posto di al-Fata. Da allora Israele ha sigillato le frontiere di terra e di mare e l’Egitto apre a singhiozzi il Valico di Rafah, unico accesso alla Striscia non controllato da Tel Aviv. Da quasi un decennio più di 1.700.000 persone, sono, così, costrette a vivere in un’enorme prigione a cielo aperto. In questi anni disoccupazione e povertà sono continuamente cresciuti e la popolazione ha dovuto affrontare tre sanguinose guerre con Israele. Solo nell’ultimo conflitto del 2014 persero la vita 2.200 civili palestinesi.

In un territorio dove anche la fornitura di beni di prima necessità è tutt'altro che semplice, la letteratura è una delle tante vittime della politica.

“Qui si trovano pochi libri in inglese - ha detto Mossa - e arrivano molto dopo la loro pubblicazione a causa del blocco.”

Anche la possibilità di leggere le versioni elettroniche dei libri è difficilmente praticabile. “L’elettricità manca troppo spesso e troppo a lungo.”

Più di 2.500 persone, europei e americani in maggioranza, seguono su Facebook la sua pagina “Library & Bookshop for Gaza”, lanciata nel luglio scorso. “Abbiamo avuto offerte per 2.000 dollari USA e più di 200 libri. Ma riceverli è stato ancora una volta un problema.”

Per mesi nel 2016, Israele ha bloccato completamente l’arrivo di ogni pacco nella Striscia di Gaza, perché le sue forze di sicurezza temevano che contenessero materiali e attrezzature per la costruzione di armi.  Questa situazione sembra essersi sbloccata a dicembre e Mossa ha subito comunicato ai suoi amici su Facebook: “Ora potete inviare i libri!!”

Per il momento i 200 libri ricevuti e la libreria personale di Mossa, di circa 400 volumi, costituiscono la biblioteca, aperta a tutti e allestita sugli scaffali della sua casa di famiglia a Beit Lahia, nel nord di Gaza. Il suo primo obiettivo è di raggiungere i mille libri. Tra i tanti volumi è particolarmente orgoglioso dei tre che il filosofo americano Noam Chomsky ha inviato a lui personalmente.

Nel 2014, l'esercito israeliano ha lanciato il suo terzo attacco a Gaza da quando Hamas è salito al potere nel 2007. Tra i siti colpiti c’è stata l’Università islamica, con la sua biblioteca inglese gravemente danneggiata.

“Sono rimasto scioccato: L'esercito israeliano, appoggiato dall’Occidente, ha bombardato libri in inglese.”

Secondo Mohammad al-Sherif, del Ministero della Cultura di Hamas, circa 30 biblioteche sono state parzialmente o totalmente distrutte durante le tre guerre di Israele.

Oggi ci sono 18 librerie nella Striscia, la stragrande maggioranza dei libri è in arabo. Israele ha permesso di importare i libri a Gaza soltanto l’anno passato, sono, però, ancora vietati i libri politici.

“Ho avuto la fortuna di poter leggere centinaia di libri in lingua inglese. Grazie a questi amici ho viaggiato, e viaggio, in tutti i paesi del mondo e attraverso tutti i periodi della storia dell’uomo. A volte mi sembra di vivere in un altro mondo fuori dai confini di Gaza e, soprattutto, senza confini.”

@MauroPompili 

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