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Belfast, ex militante dell'Ira: “Combattevamo contro l'imperialismo inglese”

Belfast – “Sono entrato a far parte dell'Ira nel 1964 perchè la comunità repubblicana in quel periodo non aveva un futuro”. 

 Photo REUTERS/Cathal McNaughton

 

A parlare, davanti ad una tazza di caffè al Cultúrlann – una struttura che si occupa di promuovere la lingua e la cultura gaelica situata nel quartiere nazionalista di Falls Road, a Belfast – è Jack Duffin, sessantaquattrenne, ex militante dell'Official Irish Republican Army, l'esercito repubblicano irlandese della prima ora. “La nostra comunità era continuamente attaccata da gruppi lealisti e gli irlandesi avevano grosse difficoltà nel trovare casa e lavoro”.

E' in questo contesto che a soli sedici anni, quando ancora frequenta la scuola, Daffin entra nell'Official Ira, prima della scissione che portò alla nascita della Provisional Irish Republican Army (Pira), più nazionalista, e quella di ispirazione marxista dell’Irish National Liberation Army (Inla). “Per noi non era una questione di essere cattolici o protestanti”, precisa subito Duffin. “Noi combattevamo per la giustizia sociale, contro l'imperialismo britannico”.

“All'inizio l'Official Ira non era molto organizzata, aveva la sede generale a Dublino e molti la consideravano troppo moderata. Anche io ero uno di quelli, mi consideravo un rivoluzionario socialista e credevo che fosse necessario iniziare una vera lotta di liberazione”. “Per far questo - continua Duffin mentre sta per finire di bere il suo caffè nero - bisognava riorganizzarsi per bene”. “Quel periodo storico era il momento giusto per farlo”, nella meta degli anni sessanta, infatti, “anche in Irlanda del Nord arrivava l’eco delle lotte dei movimenti studenteschi e di quelli per i diritti civili”.

“La prima azione a cui ho partecipato non era un’azione militare vera e propria. Era di disturbo e serviva per vedere se ero la persona giusta da prendere”. La voce di Duffin si fa più seria: “C’eravamo appostati nelle vicinanze di un pub e al passaggio della Ruc bisognava prima incendiare una bandiera britannica davanti a loro e poi lanciargli delle molotov”.

La Ruc (Royal Ulster Constabulary) è il corpo di polizia dell’Irlanda del Nord nato nel 1922 dalla fusione del Royal Irish Constabulary e delle polizie cittadine di Belfast e Derry, rimasto attivo fino al 2001. Durante gli anni più duri del conflitto nord-irlandese sono stati più di trecento i poliziotti rimasti uccisi e oltre novemila i feriti.

L’azione contro il blindato della Ruc ha permesso a Duffin di entrare ufficialmente nell’Ira. “A quell’epoca avevamo una vecchia struttura militare basata sul modello britannico. C’erano diversi battaglioni e delle compagnie combattenti. Io sono entrato a far parte del Battaglione Belfast, nell’unità D-Company nel quartiere di Ardoyne”.

Duffin dopo gli accordi di pace del 1998, ha aderito allo Sinn Féin, secondo partito dell’Irlanda del Nord. Come molti suoi ex compagni di lotta, non condivide le popsizioni dei vertici del partito, ma crede che lo Sinn Féin sia l’unica realtà che gode dell’appoggio popolare e questo, “è molto importante per il nostro scopo”. “La Gran Bretagna - continua Duffin - ha sempre puntato sul settarismo da una parte e dall’altra. E noi, bisogna sconfiggere proprio questo”.

“Non rinnego il mio passato, voglio ancora un'Irlanda libera e sovrana”, dice prima di alzarsi dal tavolo. “Un’Irlanda libera sia dagli inglesi, sia dall’Unione europea”.

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