Brasile, serve una Lava-Jato internazionale per superare la morte del giudice Zavascki

L’operazione Lava-Jato vive uno dei momenti più critici degli ultimi anni. La mega operazione anti-corruzione si avvicina al terzo compleanno - da festeggiare il 17 marzo - senza uno dei suoi grandi protagonisti. Lo scorso 19 gennaio è infatti morto Teori Zavscki, il giudice relatore della Corte Suprema, che si occupava della gestione dei processi contro i parlamentari brasiliani. Nel frattempo, la “Mani Pulite” brasiliana si snoda ulteriormente, coinvolgendo nelle investigazioni altri 37 paesi del Mondo.

Da Sinistra: Osmar Terra, Cezar Schirmer, Alexandre de Moraes, Michel Temer, José Sartori, Eliseu Padilha e José Serra. In seconda fila a destra, Rodrigo Maia e Alckmin
Da Sinistra: Osmar Terra, Cezar Schirmer, Alexandre de Moraes, Michel Temer, José Sartori, Eliseu Padilha e José Serra. In seconda fila a destra, Rodrigo Maia e Alckmin

La morte di Zavascki, avvenuta in seguito a un incidente aereo, ha subito destato sospetti e alimentato il complottismo dell’opinione pubblica. L’operazione Lava Jato è nata nella Procura di Curitiba, città a sud del Brasile, ma la legge prevede che sia la Corte Suprema di Brasilia ad occuparsi dei processi in cui sono coinvolti i politici. Un foro privilegiato per deputati e senatori della Repubblica. Zavascki si stava recando in ferie a Paraty, a nord di Rio de Janeiro, ma a breve avrebbe dovuto omologare la maxi collaborazione di giustizia dell’Odebrecht, colosso dell’edilizia. Dopo anni di resistenza e negazioni, il board dell’Odebrecht aveva deciso di mettere per iscritto tutto lo schema di tangenti che le aveva permesso di ottenere numerosi appalti pubblici. La stampa brasiliana l’ha ribattezzata la «Delação do fim do mundo» («La collaborazione della fine del Mondo», ndr) per la portata delle future rivelazioni. L’accordo preliminare è stato sottoscritto da Marcelo Odebrecht, presidente dell’impresa e già condannato a 19 anni di reclusione, e da circa altri 80 manager dell’Odebrecht. Alcuni numeri trapelati rendono l’idea della consistenza: nella collaborazione comparirebbero i nomi di 130 parlamentari, almeno 20 governatori ed ex governatori, oltre a sindaci, ministri e sottosegretari. Esiste la concreta possibilità che il Presidente Temer e alcuni suoi alleati di governo siano al centro delle deposizioni dei manager, così come la cupola del Psdb, la socialdemocrazia, e ciò che resta del Pt, il partito di sinistra duramente colpito dall’operazione anticorruzione. Nel mirino ci sono grandi nomi: il presidente Temer, l’ex presidente Lula, il Ministro degli Esteri José Serra, e Eliseu Padilha, Ministro Casa Civil.

Zavascki avrebbe dovuto analizzare le accuse e scegliere di omologare le collaborazioni di giustizia che riteneva veridiche. Questo avrebbe comportato una riduzione di pena ai manager, ma avrebbe messo nei guai quasi tutta la classe politica di Brasilia. In questo contesto ha cominciato a insinuarsi il sospetto che l’aereo del giudice possa essere stato sabotato. Non esiste alcun prova in tal senso e si tratta solamente di illazioni. L’aereo, secondo la versione ufficiale, è caduto poiché nella regione c’erano forti precipitazioni e il pilota non è stato in grado di orientarsi con gli strumenti di bordo. Oltre a Zavascki sono morte altre 4 persone: il pilota, due donne e un amico. Francisco Zavascki, figlio del giudice, ha detto di non aver dubbi sul fatto che «molta gente abbia festeggiato la sua morte». Adesso spetta al Presidente Temer nominare un nuovo giudice per la Corte Suprema, che dovrà poi stabilire un nuovo relatore del caso. In un’immagine molto evocativa compaiono Temer, José Serra, Eliseu Padilha e altri esponenti di governo costernati attorno al feretro del giudice. Si tratta di politici citati più volte negli atti della Lava-Jato. E così, sorge un interrogativo nell’opinione pubblica: è giusto che l’investigato nomini un nuovo investigatore?

Di certo c’è che i procuratori della Lava Jato stanno cercando di resistere con tutte le forze agli attacchi trasversali da parte della politica. Una contromisura è proprio l’internazionalizzazione di un processo che ormai non riguarda più solamente il Brasile.

I paesi coinvolti sono 33, per circa 159 accordi di cooperazione internazionale. Alcune regioni - come Uruguay, Caraibi, Singapore o Svizzera - ricorrono con una certa frequenza, ma esistono tracce di tangenti e riciclaggio anche in Italia e in altri paesi europei. Finora, dall’estero, sono rientrati capitali illeciti pari a 550 milioni di reais (circa 161 milioni di euro), mentre nei 10 anni precedenti ne erano stati portati solamente 45 milioni (13 mln di euro). Dopo la morte di Zavascki, la Lava Jato teme di subire uno stallo di 2-3 mesi, consentendo così al Parlamento di legiferare in proprio favore. L’attenzione dei media e di tante magistrature straniere consentirebbe di continuare a tenere i fari puntati su uno dei più grandi scandali di corruzione al Mondo. 

@AlfredoSpalla

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