Concerti, workshop e mostre tra i colpi di mortaio in Siria

Nel giugno del 2013 un gruppo di giovani siriani si è riunito per costituire “Nehna” – “Noi” in italiano -, un’associazione che ha l’obiettivo di incoraggiare il dialogo e la stabilità fra i giovani di tutte le comunità, attraverso la musica, la pittura, il teatro e la fotografia.

Children play on swings along a street in the al-Fardos neighbourhood of Aleppo on the first day of Eid al-Adha October 4, 2014. REUTERS/Mahmoud Hebbo


“Dopo poco più di un anno dall’inizio della nostra attività siamo riusciti a costituire due gruppi musicali, un gruppo teatrale, un gruppo di pittura e fotografia e abbiamo organizzato diversi eventi importanti”. A parlare a East è il giovane avvocato Rami Jalbout, un siriano di origine palestinese che vive a Damasco, portavoce dell’associazione. “L’anno scorso abbiamo organizzato nove concerti tra la Siria e il Libano, quattro mostre fotografiche all’Università di Damasco, un workshop cinematografico con alcuni dei migliori registi siriani e due corsi di fotografia.

La sede dell’associazione “Nehna” si trova a Al Qassaa a Damasco, “una zona molto pericolosa”. “In questo quartiere – riferisce Jalbout – ogni giorno arrivano colpi di mortaio e, in un attacco, cinque dei nostri associati sono rimasti feriti”. “Ormai – racconta Jalbout – ci siamo abituati a questa situazione, per noi è diventato quasi normale. Stiamo cercando di andare avanti. Dobbiamo accendere una candela in mezzo a tutto questo buio”. Al Qassaa è una zona a maggioranza cristiana, “ma la nostra associazione è aperta a tutti i Siriani indipendentemente dalla religione, il sesso, la razza o il colore della pelle”.

Jalbout nel conflitto siriano ha perso amici e familiari. “Alcuni sono morti, altri sono stati arrestati e diversi sono stati rapiti e non abbiamo più notizie”. Il giovane avvocato, minacciato spesso perché contro l’estremismo religioso, sta continuando a lavorare ma confessa che “è molto difficile prendere dei casi in questo periodo”.

“I ribelli siriani - racconta Jalbout - controllano alcuni distretti intorno a Damasco e bombardano in modo casuale. Sono alleati con gruppi fondamentalisti che hanno volontari jihadisti provenienti da tutto il mondo”. Uno di questi gruppi è l’Isis (Stato islamico) che, secondo il giovane avvocato, “è un gruppo che è stato sostenuto da molti paesi e che ora è diventato ingestibile”. E Assad? “Assad è sicuramente migliore di tutti questi terroristi assetati di sangue”.

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

banner fest sidebarbanner fest unicredit

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA
GUALA