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Conferenza di pace e sicurezza in Iraq: Francia in prima fila contro l’ISIS

Al vertice di Parigi presenti ministri degli esteri di una trentina di stati, tra i quali anche l’Italia. Hollande: «ISIS minaccia globale». Partiti i primi voli di ricognizione francesi. Iran il grande escluso.



 Photo REUTERS/Michel Euler/Pool

Nessuna informazione d’ordine strettamente militare è trapelata nel comunicato finale che ha chiuso lunedì la conferenza sulla pace e la sicurezza in Iraq organizzata dalla Francia a Parigi per definire una strategia comune anti-ISIS. Nel documento conclusivo del vertice – al quale hanno partecipato i ministri degli esteri di una trentina di paesi tra i quali anche l’Italia ed il presidente iracheno Fu’ad Massoun – si riafferma l’idea che lo Stato Islamico rappresenti una minaccia non solo per l’Iraq ma per tutta la comunità internazionale.

ISIS minaccia globale

Il testo insiste sulla necessità di offire un aiuto militare appropriato al governo di Bagdad senza però fornire informazioni più dettagliate in merito. «Gli Stati Uniti hanno agito per formare una larga coalizione – ha ripetuto il presidente della Repubblica François Hollande – e la Francia farà la sua parte». Non citando mai la Siria e spostando il discorso dalla dimensione regionale a quella internazionale, François Hollande ha insistito particolarmente sul tema della minaccia globale rappresentata dallo Stato Islamico tanto che una parte della stampa francese ha visto nel suo intervento addirittura echi della retorica di George W. Bush quando, sulla scìa degli attentati dell’11 Settembre, inaugurò una vera e propria guerra globale contro il terrorismo. « Se la minaccia è globale – ha detto il presidente francese – allora anche la risposta deve essere globale ». Hollande ha rimarcato la necessità di colpire al più presto militarmente l’ISIS e di sostenere con tutti i mezzi necessari il nuovo governo iracheno nella lotta contro la minaccia jihadista.

Partono i primi voli di ricognizione francesi

Intanto dalla mattina di ieri lunedì sono partiti i primi voli di ricognizione francesi con l’accordo delle autorità irachene e emiratine. I voli di ricognizione partono dalla base militare di Al-Dhafra, a una trentina di chilometri da Abu Dhabi, negli Emirati, dove è di stanza un battaglione di circa 200 soldati francesi e piloti di caccia ‘Rafale’ che da qui prederanno il volo per bombardare le postazioni Isis nella regione. Sei caccia Rafale, un Boeing C-135 per il rifornimento in volo ed un aereo di ricognizione della marina militare francese stazionano attualmente nella base militare di Al-Dhafra dalla quale è già partita il 31 Agosto scorso una missione aerea che ha fornito tre tonnellate di aiuti umanitari alle popolazioni civili a Nord di Bagdad.

Iran, il grande escluso

L’Iran è il grande escluso del vertice. La sua presenza, in linea teorica possibile data la sua profonda ostilità nei confronti dello Stato Islamico, è stata giudicata “non adeguata” dagli Usa nonostante s’intravedessero i barlumi di un disgelo dei rapporti con gli Usa proprio sullo scottante problema ISIS. L’Iran sostiene che la maniera più efficace di lottare contro l’ISIS e la minaccia jihadista nella regione non è formare una coalizione internazionale ma sostenere i governi iracheno e siriano nella lotta contro il terrorismo. Ciò però appare inconciliabile con la linea dettata da Obama. Nonostante ciò discussioni riguardanti l’ISIS in Iraq sono già state avviate tra l’Iran e gli Usa a margine dei negoziati sul nucleare a Vienna, ha ricordato la portavoce della diplomazia americana Jennifer Psaki, dunque tutte le opzioni sono sul tavolo. L’Iran ha comunque smentito, per bocca della sua guida suprema l’ayatollah Khamenei, di aver posto il veto ad un’eventuale partecipazione al vertice di Parigi.

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