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La lunga missione dei soldati svizzeri tra le due Coree

Da oltre 60 anni, una missione schierata lungo il 38° parallelo assicura il rispetto dell'armistizio. Oltre alla Svizzera partecipano Svezia, Polonia e Repubblica Ceca. Il Generale elvetico Patrick Gauchat che la guida racconta cosa fanno per evitare una nuova guerra

Cartelli direzionali presso la sede centrale della Neutral Nations Supervisory Commissions (NNSC) in Corea del Sud. REUTERS/Kim Hong-Ji
Cartelli direzionali presso la sede centrale della Neutral Nations Supervisory Commissions (NNSC) in Corea del Sud. REUTERS/Kim Hong-Ji

Luglio 1953. Al termine di un sanguinoso conflitto costato quasi 2 milioni di morti e ingenti distruzioni, a Panmunjeom Corea del Sud e Corea del Nord firmano il cessate il fuoco, al quale segue la costruzione di una zona demilitarizzata fra Nord e Sud.

Ma a sei decenni di distanza la pace fra Pyongyang e Seoul pare essere ancora cosa impossibile, in particolare dopo il duro scontro a distanza fra Kim Jong Un e il Presidente USA Donald Trump.

Pericolo di olocausto nucleare in vista? Le tesi degli esperti di geopolitica hanno riempito le pagine dei principali quotidiani nazionali e internazionali; eastwest.eu ha invece raggiunto il Maggiore Generale dell' Esercito Elvetico Patrick Gauchat che guida una singolare e semisconosciuta missione, la Neutral Nations Supervisory Commission (Nnsc) schierata lungo il 38° Parallelo e che dal '53 assicura il rispetto delle clausole armistiziali.

Generale Gauchat, perché e da quanti anni ormai siete fra le due Coree?

"Alla fine del 1953 le parti belligeranti hanno deciso di creare un ente neutrale capace di supervisionare, osservate, ispezionare e investigare. L'Onu aveva preso parte al conflitto e, quindi, non poteva presentarsi come realtà imparziale. Allora, ciascun belligerante scelse due paesi neutrali e, dopo una reciproca accettazione, la parte sud (Seul, nda) indicò Svizzera e Svezia, quella nord (Pyongyang, nda) Polonia e Cecoslovacchia".

Gli osservatori quanti anni trascorrono presso la missione e quali sono i loro obiettivi?

"Da uno a due anni. Il Maggiore Generale, comandante della delegazione, è di solito designato per un periodo che va dai due ai cinque anni. Allo stato attuale i nostri principali compiti sono il monitoraggio dell'armistizio anche se, dal 1995, ciò avviene solo per il lato sud (Corea del Sud, nda). A partire dal 2010, il Nnsc ha anche assunto una vasta gamma di funzioni con compiti aggiuntivi che mirano principalmente a promuovere la trasparenza e la costruzione della fiducia.

Oltre a una più ampia comunicazione delle informazioni, questi compiti (rivisti e confermati nel maggio 2016) includono la partecipazione alle ispezioni della Commissione Ceasefire sul lato meridionale, l'osservazione di esercitazioni militari sudcoreane e le forze armate statunitensi e indagini speciali della Ceasefire Commission quando si sospetta la violazione del cessate il fuoco".

Quale opinione hanno Corea del Sud e Stati Uniti in merito alla vostra attività?

"Il lavoro che svolgiamo e la presenza continua sulla linea di demarcazione sono considerati molto positivamente sia dagli Stati Uniti sia dalla Rok (Forze Armate Coreane). E' stato persino chiesto al Nnsc di aumentare le sue attività, come l'osservazione di grandi esercitazioni militari durante tutto l'anno".

La Corea del Nord non partecipa da anni agli "incontri" con il Sud, perché?

"I motivi sono diversi: alcuni sono legati alle decisioni unilaterali del Sud o agli eventi del passato, altri alla volontà della Corea del Nord di volersi impegnare nel confronto con gli Usa e il vicino senza ricorrere alla Nnsc e alla Mac (Commissione militare Armistizio); tuttavia, sono convinto del fatto che in futuro ricorrerà ancora alla Nnsc".

Un'attività, dunque, importante ma profondamente segnata dal mutamento degli eventi: tre dei quattro paesi che 60 anni fa costituivano il nocciolo della Commissione sono oggi membri Nato (Repubblica Ceca e Polonia dalla fine dei '90, la Repubblica Slovacca dal 2004); quanto alla Svezia aver intensificato la partnership con l'Alleanza Atlantica ne mette in discussione la neutralità.

Ma continuare la missione è importante: per le due Coree che possono contare su un interlocutore capace e impermeabile a condizionamenti esterni e per la Confederazione stessa che, così operando, può rafforzare la sua posizione e aumentare la propria credibilità sullo scacchiere internazionale.

@marco_petrelli 

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