Crimea, anche la Repubblica di Kazantip è stata annessa

C'era un popolo in Crimea che cercava la libertà, ma non erano né i russi né i tatari. La repubblica di Kazantip esisteva prima del referendum, prima dell'annessione. Effimera e surreale come i suoi abitanti, si materializzava in questi giorni d'agosto sulle coste del Mar Nero. Ma quest'anno no.

Il festival di Kazantip non era solo il più grande e travolgente rave d'Europa (e forse del mondo). Era qualcosa di più. Ogni anno, nelle prime due settimane di agosto, sulla costa della Crimea si materializzava il sogno del popolo dei party di tutto il mondo. La repubblica di Kazantip, come la chiamavano, era una terra effimera il cui inno pompava i bassi della trance e cui abitanti ballavano tra fumi e laser, 24 ore al giorno. La repubblica di Kazantip quest'anno è sparita, e chissà se tornerà mai in Crimea.

"Le bombe sono per la pace come la pioggia per l'amore", hanno scritto i suoi fondatori sul sito del festival, riferendosi alla guerra nell'est dell'Ucraina. Ma è possibile che la decisione di saltare almeno per quest'anno il party – presa prima ancora che la situazione nel Donbass precipitasse nel conflitto di queste settimane – sia dipesa da altre ragioni, legate all'annessione della Crimea da parte della Russia.

Un visto per Kazantip

Per avere diritto d'ingresso a Kazantip serviva un "Viza", ossia "visto". Ovvio che si trattava del semplice biglietto, e bastava comprarlo, ma quest'anno per entrare in Crimea tutti i cittadini stranieri hanno veramente bisogno di un visto, quello russo. È una complicazione burocratica non da poco, e tra le cause del crollo di presenze turistiche sulle spiagge della penisola. Anche l'ondata di turisti russi che si aspettava non c'è stata, almeno non nelle dimensioni raccontate da Mosca. Nel passaggio dalla grivnia al rublo – e con le maggiori difficoltà di approvvigionamento ora che le merci arrivano dalla Russia attraverso lo stretto di Kerch – i prezzi di molti beni sono raddoppiati o anche triplicati. Dal pane alle medicine.

Al di là delle considerazioni economiche, deve aver pesato anche la situazione politica nella regione. Una retorica sciovinista che fa aperto riferimento alle glorie sovietiche sta sommergendo la Crimea. Città gloriose come Sebastopoli – devono aver pensato le autorità locali – sono più adatte a rievocazioni patriottiche che a rave party in cui si inneggia alla gioia e all'amore. Roba da femminucce.

I lupi della notte

E allora, meglio una dimostrazione muscolare come quella che si è tenuta qualche giorno fa, ufficialmente un bike show, in realtà una stucchevole messinscena per celebrare la "liberazione" della Crimea dai "nazisti di Kiev". Il gruppo di bikers "Lupi della notte", ha fatto fumare le ruote delle proprie moto mentre soldati russi distruggevano una svastica composta da uomini vestiti di nero (allegorico riferimento agli ucraini). La voce registrata di Obama si mescolava a quella di Hitler nel momento in cui una mappa dell'Ucraina ha cominciato a grondare sangue. E quando i fuochi d'artificio hanno illuminato la notte di Sebastopoli, Aleksandr Zaldostanov, capo dei Lupi e amico intimo di Putin, ha chiamato i russi, collegati in diretta tivù fino a Vladivostok, alla nuova guerra contro il nazifascismo.

Secondo i fondatori di Kazantip, la repubblica si prende un anno di pausa – la prima volta in 22 anni – ma se la Crimea continuerà a essere sbandierata da Mosca come il vessillo del nazionalismo più antioccidentale, sarà difficile che sulle sue spiagge si torni a ballare come prima.

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

banner fest sidebarbanner fest unicredit

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA
GUALA