Julian Assange deve avere paura del ballottaggio in Ecuador?

La permanenza di Assange nell’ambasciata ecuadoriana a Londra dipende, in gran parte, dal risultato delle prossime elezioni presidenziali. La sinistra di Correa l’ha protetto, ma non potràfarlo a oltranza. Il candidato di destra, invece, gli ha dato un ultimatum di 30 giorni per fare le valigie.

Il fondatore di WikiLeaks Julian Assange mostra la copia di una sentenza dell'ONU mentre fa un discorso dal balcone della Ambasciata dell'Ecuador, nel centro di Londra, Gran Bretagna 5 Febbraio 2016. REUTERS/Peter Nicholls
Il fondatore di WikiLeaks Julian Assange mostra la copia di una sentenza dell'ONU mentre fa un discorso dal balcone della Ambasciata dell'Ecuador, nel centro di Londra, Gran Bretagna 5 Febbraio 2016. REUTERS/Peter Nicholls

0,64%. Questa è la percentuale che dal 19 febbraio scorso tormenta il sonno di Julian Assange, rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana di Londra e legato a doppio filo alle prossime elezioni presidenziali in Ecuador. Uno 0,64% in più di preferenze e Lenin Moreno, candidato di sinistra e successore del progetto di Rafael Correa, avrebbe conquistato la vittoria già al primo turno, forse garantendo un soggiorno prolungato ad Assange. E invece nulla: il 2 aprile si terrà il ballottaggio e tutto lascia intendere che per il co-fondatore di Wikileaks il futuro è incerto.

Julian Assange è ospite dell’ambasciata ecuadoriana da circa 5 anni. È accusato di violenza sessuale in Svezia, ma il governo di Correa ha sempre spalleggiato la versione secondo cui l’australiano sarebbe un “perseguitato politico”  e gli offre protezione onde evitare una possibile estradizione negli Stati Uniti. Adesso, però, Correa non può affrontare un terzo mandato e quindi la sfida fra la sinistra di Moreno e la destra di Guillermo Lasso diviene cruciale per le sorti di Assange. Lasso, imprenditore e leader del movimento CREO (Creando Oportunidades), ha ottenuto il 28,09% delle preferenze al primo turno e, in una recente intervista al The Guardian, si è detto favorevole all’estradizione di Assange: «Il popolo ecuadoriano ha pagato un costo che non avrebbe dovuto affrontare. Cordialmente, chiederemo al signor Assange che lasci l’ambasciata trenta giorni dopo l’inizio del mandato». Moreno avrebbe potuto vincere al primo turno se solo avesse conquistato quello 0,64% in più, che gli avrebbe permesso di arrivare al 40%. La legge ecuadoriana prevede infatti che la vittoria al primo turno possa avvenire anche se un candidato ottiene il 40% dei voti e ha il 10% di margine sul secondo candidato più votato. Lasso, come detto, si è fermato al 28,09% e quindi lo scarto ci sarebbe stato.

La sinistra non ha vinto, ma ha comunque ottenuto più voti ed è al governo dal 2006: perché mai Julian Assange dovrebbe preoccuparsi?

La prima risposta arriva da un recente sondaggio di Cedatos ripreso anche dal Washington Post. Al ballottaggio, Lasso sarebbe in vantaggio del 52,1% contro il 47,9% di Moreno. Ci sono poi dei risvolti politici di natura interna, di cui è necessario tenere conto. Moreno aveva investito molte energie sul successo al primo turno e il ballottaggio è stato visto un po’ una sconfitta. Lasso, invece, ha subito esultato e, mettendo le mani avanti, ha detto che una sua sconfitta al ballottaggio potrebbe derivare solo da eventuali brogli elettorali. La destra è convinta di vincere anche perché al fronte di CREO si è unita subito Cynthia Viteri del PSC (Partido Socialcristiano), che al primo turno ha ottenuto i voti del 16,32% dei cittadini. In un primo momento, Viteri e Lasso non avevano trovato un accordo nonostante la prossimità ideologica, ma adesso faranno fronte comune per strappare il potere alla sinistra dopo due mandati. Dall’altra parte, diversi analisti si chiedono se il progetto progressista della cosiddetta Revolución Ciudadana di Alianza País non sia arrivato alla fine naturale del proprio percorso. Correa ha dato stabilità politica al Paese, ma senza essere sempre trasparente nelle proprie decisioni. Inoltre, la svolta liberale dell’intera America Latina potrebbe incidere nella voglia di cambiamento degli ecuadoriani. Secondo i sondaggi locali, Lasso avrebbe un vantaggio di 4,2 punti, ma il margine di errore è di 3.4 per eccesso o per difetto. Non è dunque possibile prevedere l’esito. È certo, però, che Assange, seppur la sua stanza dell’ambasciata di Londra sia «angusta, senza luce e senza internet», non abbia molto voglia di uscire per fare una passeggiata.

@AlfredoSpalla

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