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Web e raggiri: le donne siriane fra guerra e schiavitù sessuale

Sole, prive di soldi e documenti, spesso neanche registrate nei registri dei rifugiati: sono migliaia le giovani donne siriane esposte al rischio della tratta e dei matrimoni forzati.

Donna siriana rifugiata in Germania. REUTERS/Wolfgang Rattay
Donna siriana rifugiata in Germania. REUTERS/Wolfgang Rattay

Il Libano è uno dei paesi mediorientali che ospita il maggior numero di rifugiati: la vicinanza geografica, infatti, ne fa prima meta per chi fugge dagli scontri fra lealisti e miliziani del Jihad, magari ragazze che, accettando la copertura delle spese di viaggio e di documenti, si affidano ad organizzazioni che le accompagnano in Libano per poi sequestrarle, torturarle e costringerle alla strada. Un caso eclatante è quello della casa d'appuntamenti Chez Maurice a Jounieh, un autentico girone infernale nel quale erano finite 75 siriane, fortunatamente liberate nell'aprile scorso inseguito ad un blitz della polizia.

Mercato del sesso In Libano la prostituzione è legale, malgrado il governo stia limitando la concessione di licenze d'esercizio in nome di una politica di contenimento del fenomeno del meretrecio; secondo il Dipartimento di Stato americano, nel 2015 circa 5000 persone sono giunte a Beirut per lavorare nel mercato del sesso (locali, night, casinò) e altre 5000 vi sono arrivate l'anno precedente. Ma non a tutti va bene, cioé non tutte le storie di lavoratori in cerca di fortuna sono a lieto fine: lo stesso Dipartimento ricorda che, ad oggi, il paese mediorientale è “destinazione” del crocevia di traffici, illegali, che coinvolgono sfruttatori di manodopera a costo zero e della prostituzione. Inoltre, con più di 1,5 milioni di profughi entro i propri confini, non è difficile per uomini senza scrupoli reperire “merce” fra coloro i quali, invece, hanno varcato i confini libanesi per salvarsi la vita e avere un futuro. 

Voglio una moglie

Lo scorso agosto il Corsera riportava la notizia del giro d'affari che, solo a Milano, ruota attorno ai matrimoni combinati fra giovani cinesi e anziane italiane o, ancora, fra mediorientali e immigrate dell'Est impiegate in Italia, in particolare rumene poiché cittadine UE. Un costoso viatico (migliaia di euro per l'unione) per ottenere il permesso di risiedere nel nostro Paese. La miseria spinge a gesti estremi, anche ad accettare un marito che potrebbe essere un nonno e, se accade in Italia che una ventenne sposi un pensionato, figuriamoci cosa può succedere in realtà che vivono situazioni di ermegenza.

Web e socials

In Libano e in Egitto, ad esempio, la sopravvivenza, il bisogno di cibo, un po' di sicurezza sono fattori sufficienti a spingere le famiglie a concedere, dietro compenso, le figlie adolescenti a scapoli (sovente più grandi d'età) in aperta violazione delle internazionali sulla contrazione di matrimonio e sul sesso con minori. Altre volte a favorire le unioni ci sono canali più legali, siti che propongono incontri con donne adulte come il Free Islamic or Muslim Marriage & Matrimonial Service Website - Free Syria Muslim Singles Dating, Marriage or Matrimonial. C'è una cosa che incuriosisce: i profili con foto sono pochi, gli utenti sono quasi tutti laureati ed impiegati nel loro paese, dunque di apparente successo e che non avrebbero bisogno di abbandonare la terra natìa; poi, leggi i nomi delle località di residenza: Homs, Damasco, Aleppo e un campo profughi,  situazioni di guerra che certo influiscono sulla volontà di trovare un compagno “any country – any religion”, come si legge negli annunci.
Dunque, sotto il cappello, rassicurante, del meeting site può nascondersi il pericolo di cadere nella rete del matrimonio forzato, della violenza domestica o dei trafficanti. Nel 2014, ad esempio, è al Arabiya a titolare Syrian refugee brides advertised on Facebook, articolo nel quale si rende nota l'attività di Siryan refugees for marriage, pagina con vasta scelta di foto per eventuali rapporti. La fanpage è stata prima censurata, poi è ricomparsa con uno stile diverso e ancora chiusa dai gestori di Facebook; tuttavia, non è dato sapere per quanto tempo sia stata libera di veicolare i suoi contenuti.  

Vecchia storia

Nel dicembre 2006, il Dipartimento di Stato USA segnala casi frequenti di sequestro del passaporto e di costrizione sulla strada di giovani donne giunte in Libano per lavorare; altri rapporti, del 2002 e del 2004, denunciano abusi su donne e minori stranieri, anch'essi trasferitisi nel Paese dei Cedri per trovare fortuna e finiti vittime dello sfruttamento del lavoro e dei loro corpi. Pertanto, ciò che nel 2017 accade alle ragazze siriane altro non è che l'evoluzione di prassi criminali sviluppatesi in tempi in cui la guerra non era ancora alle porte, né si poteva far leva sulla disperazione di milioni di rifugiati. Pratiche illegali che si sono evolute, riuscendo anche ad aggirare le politiche di contenimento dell'immigrazione adottate più di recente da Beirut: coloro ai quali viene negato l'accesso, infatti, finiscono spesso in clandestinità, status che li rende invisibili alle autorità e che li spinge, per fame, ad accettare condizioni di lavoro disumane pur di mangiare. O, ancora, ad essere esposti a rapimenti: d'altronde, se non esisti chi verrà mai a cercarti?

Trovare una soluzione al traffico non è facile, in particolare se esso si articola in altri paesi del Medio ed Estremo oriente, dalla Cina e dalla Thailandia fino alle coste del Mediterraneo. Polizie locali, Interpol e agenzie internazionali cercano, costantemente, di porre freno ad una moderna schiavitù che coinvolge milioni di individui per un volume d'affari da capogiro; un'impresa non facile alla quale, però, possono contribuire in modo determinante i media, mantenendo alto il livello di attenzione su un illecito, lo schiavismo, vecchio come il mondo e che trova nuova linfa nella miseria, nelle guerre e nella generale poca conoscenza che l'opinione pubblica mondiale ha dell'argomento.

@marco_petrelli

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