Ecco quanto spende l'Iran per sostenere il regime di Assad in Siria

Che l'Iran sia impegnato nella difesa del presidente siriano Bashar al Assad non è un mistero. I due Paesi sono alleati e Damasco fa parte di quell'asse sciita che comprende anche i miliziani libanesi di Hezbollah e fa capo proprio a Teheran. Ma la questione è un altra. Quante risorse investono ogni anno gli ayatollah per mantenere al potere la cricca alawita?

Damascus, Syria - Syria's President Bashar al-Assad (R) meets Iran's Foreign Minister Mohammad Javad Zarif in Damascus January 15, 2014, in this handout released by Syria's national news agency SANA. REUTERS/SANA/Handout via Reuters

A fine aprile il Christian Science Monitor aveva scritto che l'Iran spendeva circa 35 miliardi di dollari annui per tenere in piedi Assad. La fonte, secondo il giornale, era addirittura l'inviato speciale ONU in Siria, il diplomatico italo-svedese Staffan De Mistura, che vi avrebbe fatto riferimento in un intervento tenuto di fronte a un think tank di Washington. Adesso, però, è arrivata una correzione ufficiale. Jessy Chahine, la portavoce di De Mistura, ha fornito cifre meno consistenti. Secondo quello che riferisce Bloomberg, infatti, sarebbero sei, e non 35, i miliardi di dollari che viaggiano sulla linea Teheran-Damasco.

Si tratta pur sempre di stime, perché l'Iran non rivela le dimensioni esatte del proprio sostegno a governi stranieri, ne' il budget destinato alle guardie rivoluzionarie impegnate nelle operazioni all'estero (in particolare, le brigate al Quds, il corpo d'élite dei pasdaran). Altri esperti, come Nadim Shehadi, direttore del Fares Center for Eastern Mediterranean Studies, presso la Tufts University, citano numeri superiori a quelli della Chahine. Secondo le ricerche di Shehadi, nel 2012 e nel 2013 la Repubblica Islamica, malgrado le sanzioni che hanno colpito il suo sistema bancario, ha speso tra i quattordici e i quindici miliardi di dollari in aiuti alla Siria, tanto militari quanto economici (linee di credito, forniture petrolifere). Cifre simili a quelle presentate da Steven Heydemann, dello United States Institute of Peace: il sostegno iraniano ad Assad oscillerebbe tra i quindici e i venti miliardi di dollari annui (comprendendo anche le armi e il denaro forniti a tutte le milizie che combattono in Siria a favore del regime).

Non si tratta di un semplice esercizio accademico. Il peso dell'impegno iraniano è importante, anche alla luce delle scelte dell'amministrazione Obama e della volontà di concludere un'intesa con gli ayatollah sul programma nucleare. Secondo Washington, infatti, la progressiva eliminazione delle sanzioni non avrebbe alcun effetto sulla capacità dell'Iran di destabilizzare il Medio Oriente. Anzi, portare Rohani e Khamenei a concludere un accordo con l'Occidente potrebbe trasformare Teheran in un partner, nei molti dossier regionali che la coinvolgono.

Secondo la Casa Bianca, il fatto che l'Iran sia un "disruptor" degli equilibri regionali - sostiene Assad in Siria, gli Hezbollah anti-israeliani in Libano, i ribelli Houthi in Yemen - non deriva dalla quantità di risorse che vengono impiegate, molto inferiori a quelle di cui dispongono le monarchie sunnite del Golfo, che si trovano sul fronte opposto. In un'intervista alla rete israeliana Channel 2 Obama aveva detto che il budget militare dell'Iran era di quindici miliardi di dollari, contro i 150 miliardi di dollari dei Paesi del Golfo ("i pericoli che la regione deve affrontare a causa dell'Iran non sono la conseguenza del fatto che possiede tanto denaro"). Gli avversari dell'accordo, però, credono che le risorse sbloccate dalle sanzioni verranno, almeno in parte, investite per destabilizzare ancora di più il Medio Oriente.

In ogni caso, già adesso il sostegno di Teheran ad Assad è decisivo, perché il regime è a corto di uomini e di risorse, e dipende sempre di più dagli aiuti stranieri. Come ha detto la scorsa settimana il segretario americano al Tesoro, Jack Lew, che ci sia un accordo sul nucleare oppure no, gli americani dovranno restare vigili ed usare tutti i mezzi a propria disposizione perché il disruptor col turbante venga comunque disinnescato.

 

 

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

banner fest sidebarbanner fest unicredit

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA
GUALA