eastwest challenge banner leaderboard

Egitto: la polizia uccide la rivoluzionaria operaia Shaimaa El-Sabbagh. Oltre 16 morti per il quarto anniversario dalle rivolte

Sono 16 i morti e 35 feriti negli scontri per il quarto anniversario dalle proteste di piazza Tahrir del 25 gennaio 2015: un bilancio destinato a crescere. Scontri tra manifestanti e polizia si sono svolti al Cairo, Alessandria d'Egitto, nel governatorato di Beheira e nel quartiere popolare di Mataryya.

Cairo, Egypt Socialist Popular Alliance Party (SPAP) activist Shaimaa al-Sabbagh receives help after she was shot during a protest by the party in Cairo January 24, 2015. Sabbagh was shot dead with birdshot in central Cairo on Saturday, security sources said, one day before the anniversary of the popular uprising that ousted autocrat Hosni Mubarak in 2011. The security sources did not elaborate. REUTERS/Al Youm Al Saabi Newspaper

La morte di Shaimaa El-Sabbagh

In particolare, la morte di Shaimaa El-Sabbagh segnerà non solo queste nuove contestazioni ma l'intero impegno politico anti-regime della frammentata e divisa sinistra egiziana. Shaimaa, 32 anni, è una vera martire degli operai e dei lavoratori egiziani. È stata uccisa da un poliziotto nel pomeriggio di sabato. L'attivista del partito dell'Alleanza socialista stava partecipando a una manifestazione organizzata dal movimento di sinistra in piazza Talaat Harb, a due passi da piazza Tahrir. La giovane, madre di un bambino di cinque anni, Bilal, stava portando fiori e rose a Tahrir per commemorare i morti delle rivolte del 2011 quando è stata raggiunta da un proiettile di gomma, sparato da un poliziotto che si trovava a pochi metri di distanza da lei. Secondo l'autopsia, il colpo ha perforato cuore e polmoni di Shaimaa. «Il marito, Osama, trasportava in braccio il suo corpo insanguinato, l'ha condotta dietro al caffè Bustan mentre suo figlio Bilal piangeva», ci racconta l'amica e attivista Reem Gamal che ha assistito alla scena. «In ospedale, per dare l'autorizzazione per la sepoltura, hanno chiesto ai familiari di dire che si è trattato di suicidio», ha aggiunto la giovane attivista.

Le reazioni alla morte della giovane attivista

Per Moataz Elshennawy, portavoce del partito dell'Alleanza socialista, si è trattato di un «assassinio premeditato» a opera della polizia. Moataz ha anche aggiunto che la manifestazione non era stata autorizzata (in base alla legge anti-proteste è impossibile ottenere autorizzazioni in tempi utili per manifestare) ma era stata annunciata in anticipo. Il procuratore del Cairo ha aperto un'inchiesta sulla morte di Shaimaa. Il ministro dell'Interno ha negato invece la responsabilità della polizia negli attacchi, mentre il premier Ibrahim Mahleb ha assicurato che chiunque si sia reso responsabile della sua morte sarà giudicato in un giusto processo.

Le proteste di ieri, nonostante il lutto nazionale dichiarato per la morte del re saudita Abdullah, sono state organizzate dai Fratelli musulmani, dal movimento 6 Aprile, che ha chiesto ai suoi affiliati di raggrupparsi in alcuni quartieri circostanti piazza Tahrir: Abdel-Moneim Riyad, Abdeen, Opera e Bab Al-Louk; e da vari gruppi socialisti. Decine di attivisti islamisti che mostravano le foto dell'ex presidente Mohammed Morsi, secondo loro, l'unica e legittima guida del paese, sono stati immediatamente arrestati dalla polizia.

La scarcerazione dei figli di Mubarak

Oltre alla consueta repressione politica, alla vigilia dell'anniversario, c’era un motivo in più per non festeggiare. Non tanto l’ormai digerita assoluzione dell’86enne Hosni Mubarak, confinato nell’ospedale militare di Maadi, ma la ben più preoccupante scarcerazione dei figli Alaa, 54 anni, e Gamal, 51. I due businessmen, in prigione dal 2011 nel carcere di Tora, rappresentano l’incarnazione non solo della corruzione e del malaffare, insieme a tutti gli alti dirigenti del Partito nazionale democratico, ma anche qualcosa di più: la smania della conservazione del potere e del familismo amorale di cui i mubarakiani si sono fatti portavoce con le sfrenate liberalizzazioni degli anni Novanta, affamando milioni di egiziani e impoverendo lo stato. Ora Gamal e Alaa potrebbero paradossalmente riprendere la loro carriera politica, archiviata ormai la condanna a tre anni per peculato: i due avrebbero distratto 14 milioni di euro dalle casse dello stato per spese private.

La morte di Shaimaa conferma una volta di più quanto la repressione non colpisca solo i movimenti islamisti ma anche i partiti laici, di sinistra e i movimenti giovanili. L'aggressività di polizia e del ministero dell'Interno, insieme al ritorno degli uomini di Mubarak, se uniti a nuove manifestazioni di piazza, possono mettere però a dura prova la tenuta del regime dell'ex militare e creare condizioni esplosive in vista delle elezioni parlamentari di marzo.

Scrivi il tuo commento
@

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA