Focus - I flussi migratori del Sud America, una lezione per UE e USA - Parte 2

I sudamericani, sempre di più, scelgono di migrare nei paesi vicini. Le destinazioni preferite? Argentina e Venezuela. Si “scappa”dal Paraguay, mentre l’Italia èil terzo paese con piùimmigrati sudamericani. I flussi regionali rivelano un Sud America piùvivo che mai. Europa e Stati Uniti non sono piùin cima ai desideri, perchéla politica comincia a pesare. La lezione sudamericana in un focus esclusivo.

Dopo aver presentato un quadro generale dei flussi migratori sudamericani, cerchiamo di capirne le dinamiche grazie all’aiuto dell’Unità di Analisi Migratoria dell’Ufficio Regionale dell’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) per l’America del Sud. Ezequiel Texidó, esperto in consulenza internazionale, investigazione e gestione nel campo migratorio e docente universitario, ha partecipato alla stesura del rapporto 2017 e risposto alle domande di Eastwest.eu sul tema dei flussi migratori.

Buongiorno, Dott. Texidó. Come possiamo definire le tendenze della migrazione sudamericana?
«Si tratta di una regione di origine, destino e transito per migranti internazionali. L’emigrazione verso paesi extra-regionali (inteso come fuori l’America del Sud, ndr) persiste, ma la regione si presenta più attraente in termini di opportunità lavorative e gode di legislazioni migratorie più benefiche, oltre a reti umane già costituite che favoriscono la mobilità interregionale».

Diversi governi del Sud America hanno cambiato il proprio orientamento politico negli ultimi anni. Le politiche neoliberali hanno condizionato limmigrazione e lemigrazione?
«La Comunità Andina e il Mercosur hanno facilitato la circolazione all’interno della regione. hanno facilitato la circolazione all’interno della regione. Per esempio, ai cittadini sudamericani, grazie all’accordo di residenza del 2002, è concessa la residenza legale con pochi requisiti: non serve il passaporto per viaggiare, né un visto turistico per chi vuole rimanere fino a 90 giorni. A livello nazionale, il Brasile ha appena approvato una legge sull'immigrazione che abroga quella stabilita dalla dittatura militare nel 1980, mentre in Perù è stata approvata la Politica Nazionale 2017-2025, che tiene conto del quadro dei principi della «Gobernanza sobre Migración», la risoluzione  approvata dagli Stati membri OIM nel 2015».

LEuropa cosa potrebbe apprendere dalle dinamiche migratorie dellAmerica del Sud?
«I paesi sudamericani hanno stabilito dei quadri normativi a livello regionale che riescono a stare al passo con i flussi. Sono state, inoltre, introdotte delle amnistie e dei programmi specifici per l’arrivo di migranti extra-regionali. Il Brasile, per esempio, dal 2012 autorizza l’emissione di visti umanitari per gli haitiani; l’Ecuador nel 2010 e l’Argentina nel 2007 hanno promosso delle amnistie nei confronti degli haitiani. In Argentina, Uruguay e Brasile sono stati attuati dei programmi di reinsediamento per le vittime del conflitto siriano».

Perché lArgentina è il paese con più immigrati della regione?
«È stato uno dei principali poli della grande migrazione dall'estero del ventesimo secolo. Adesso continua a ricevere i flussi regionali»

In Venezuela, si registra un tasso dimmigrazione del 4,8% e di emigrazione dll1,9%, ma si tratta di dati aggiornati al 2015. Questinformazione potrebbe essersi alterata sensibilmente negli ultimi due anni a causa della crisi politica?
Le cifre si basano sul «Trends in International Migrant Stock: The 2015 revision». Saranno aggiornate nel 2020 e terranno conto dei cambiamenti avvenuti. Nel caso del Venezuela proseguono le destinazioni storiche dell’emigrazione. Negli USA, la presenza venezuelana è cresciuta del 18% dal 2010 al 2015 (da 215.023 a 255.520). In Spagna, invece, solo il Venezuela cresce fra le popolazioni sudamericane presenti: nel 2016 c’erano 180.289 venezuelani in Spagna, di cui il 65% (117.300) con nazionalità. La comunità venezuelana cresce anche in Colombia e si osserva un certo dinamismo in Argentina, Cile e Uruguay.

Perché, allo stesso tempo, il Venezuela riesce ad attrarre tanti stranieri?
«Proprio come l’Argentina è stato un paese che ha fatto da polo per l’emigrazione del secolo XX. Ora riceve immigrati dalla regione caraibica, soprattutto dalla Repubblica Dominicana, e dalla vicina Colombia a causa del conflitto armato».

LItalia è il terzo paese non sudamericano - dopo USA e Spagna - dove si registra una forte migrazione extra regionale. Perché i sudamericani scelgono il nostro paese come meta?
«È una scelta riconducibile ai legami dell’antica emigrazione europea nel continente sudamericano. L’acquisizione della nazionalità italiana (o di qualsiasi altro paese europeo) facilità la mobilità, così come l’ambientamento per tratti culturali comuni e l’inserimento nel mondo del lavoro».

Vi aspettate che ci sia una forte contrazione di emigrazione verso gli Stati Uniti, nei prossimi anni, in seguitoalle politiche dell'attuale presidente Donald Trump?
«Attualmente, gli Stati Uniti sono il più grande “magazzino” dell’emigrazione sudamericana con quasi 3 milioni di persone. Osservando le statistiche elaborate dal Census Bureau degli Stati Uniti, la dinamica del quinquennio 2010-2015 mostra una diminuzione dello stock totale dei migranti sudamericani negli Stati Uniti (-15%). In questi anni sono cresciuti solo i collettivi di Paraguay, Venezuela e Brasile. I Paraguaiani hanno quasi triplicatola propria presenza (da 10.023 a 28.642.); i venezuelani sono cresciuti del 18% e i brasiliani hanno aggiunto 2.000 emigrati, raggiungendo un totale di 361.374. Potremmo concludere che, aldilà delle dinamiche specifiche di alcuni paesi, la tendenza è già in calo dal 2010».

Lei ritiene che la migrazione sudamericana sia più efficace di quella europea, da un punto di vista dellintegrazione sociale?
«In termini generali, la maggior parte dei migranti della regione condivide lo stesso idioma e caratteristiche culturali simili che agevolano l’integrazione. La migrazione infraregionale rimane comunque un tratto storico, che nei prossimi anni si manterrà con minore o maggiore intensità»

@AlfredoSpalla

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