Grandissimo fratello 2: Euromaidan in bianco e nero

Ancora una volta , i media dell’est e dell’ovest stanno guardando gli avvenimenti di un paese lontano attraverso la lente del proprio pubblico, e il risultato è un’immagine distorta. Se a volte è dannatamente vero che le cose si capiscono molto meglio quando viste da lontano, non è questo il caso del caso delle manifestazioni di Euromaidan in Ucraina.

 

Specchio, specchio delle mie brame

Dando un’occhiata alle notizie riferite dai media europei, sono spesso sopraffatto dall’impressione di guardare un’immagine riflessa in uno specchio. È più o meno come lo specchio magico, dove i giornalisti e gli analisti – e anche i rappresentanti dell'Unione europea – vedono solo quello che vogliono vedere. E non chiedono altro .

Ho già scritto di come sia ingannevole interpretare le manifestazioni filoeuropeiste come «la voce degli ucraini», e che le elezioni del 2010, che hanno portato al potere Yanukovich, sono state giudicate conformi alle norme internazionali. Paradossalmente  le manifestazioni di Euromaidan, che sono viste dall’Europa come la forma più genuina di democrazia popolare, sono in buona parte sostenute da Svoboda, il partito ultranazionalista macchiato di xenofobia, omofobia e con posizioni negazioniste, e che celebra come un eroe nazionale Stepan Bandera, il leader filonazista dell’OUN (l'Organizzazione dei nazionalisti ucraini durante la seconda guerra mondiale). Per Svoboda , che ha ottenuto la maggioranza dei voti nelle province occidentali, la vicinanza all'Europa è vista in chiave nazionalista e antirussa. Davvero poco a che fare con i principi e i valori europei.

Il lato orientale dei media

All’altra estremità dello spettro c’è il punto di vista interessante offerto dai media russi. «È ovvio che la Russia ha lanciato una massiccia campagna di disinformazione contro l’Ue e l’accordo con l’Ucraina», ha twittato ieri Carl Bildt, ministro degli Esteri della Svezia.

Mentre Medvedev ha detto che la comparsa di rappresentanti dell’Unione europea a Kiev «non può essere chiamata in nessun altro modo se non una esplicita interferenza in uno Stato sovrano», l’ammiraglia della tv russa Pervij kanal ha dispiegato tutte le sue armi: quando da due a cinquecentomila ucraini hanno inondato Piazza dell’Indipendenza a Kiev per chiedere le dimissioni di Yanukovich, l’emittente russa ha riportato «qualche centinaio di persone» che urlavano in strada. Ma l'oscar per la disinformazione è andato alla stella del giornalismo Dmitry Kiselyov di Rossiya 24 , nel vero senso della parola: durante una collegamento in diretta da Kiev l’8 dicembre, il giornalista ucraino Vitaly Sedyuk interrotto il corrispondente per consegnare al capo del canale russo una statuetta d'oro. «Ecco un Oscar per il tuo canale e Dmitry Kiselyov , per le fesserie e le bugie che dite in diretta», ha gridato Sedyuk alla telecamera.

E il vincitore è…

Recentemente nominato a capo di una nuova testata creata con decreto da Putin, Kiselyov sembra aver fatto ogni sforzo per meritare il premio. Recentemente ha descritto Vitali Klitschko, campione del mondo dei pesi massimi di pugilato e leader dell’opposizione ucraina, come un’icona gay. E solo pochi giorni prima aveva dato la sua arguta spiegazione delle proteste in Ucraina: «Svezia, Polonia, Lituania: non vi ricordano niente? È la stessa alleanza che Pietro il Grande ha sconfitto a Poltava nel 1709. Carl Bildt proviene da un’antica famiglia aristocratica svedese, alcuni suoi antenati erano generali, e lui era un agente della Cia in gioventù. Divertente che possa sembrare, adesso vogliono vendicarsi per Poltava». Sì, divertente. O non tanto.

I canali russi sono ampiamente seguiti in tutto lo spazio post-sovietico da centinaia di milioni di persone che parlano russo e si sentono in qualche modo parte della stessa grande comunità. Il canale RT – finanziato dal Cremlino con un bilancio stimato di 300 milioni di dollari – è una multinazionale di news che trasmette in inglese, spagnolo e arabo, e gestisce il sito di notizie più seguito al mondo con 1,1 miliardi di spettatori. E ora si deve aggiungere anche la nuova corazzata Russia Today. Grande, sempre più grande, grandissimo fratello.

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