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Vite spezzate da un'America che non sa immaginarsi senza armi

«I numeri non sono sufficienti per dire la verità», spiega Gary Younge. Così nel suo libro-inchiesta Un altro giorno di morte in America il giornalista ha «provato ha introdurre i volti e le vite all’interno della storia». Per raccontare un Paese che non sa pensarsi senza armi

Veglia funebre per le vittime della strage di Thousand Oaks, California, 8 Novembre, 2018. REUTERS/Eric Thayer
Veglia funebre per le vittime della strage di Thousand Oaks, California, 8 Novembre, 2018. REUTERS/Eric Thayer

«Penso che i numeri non siano la verità, serve un contesto». Questo sembra essere il proposito che pervade il libro-inchiesta Un altro giorno di morte in America. 24 ore, 10 proiettili, 10 ragazzi (add editore), in cui lo scrittore e giornalista inglese Gary Younge – fra l'altro editorialista del «Guardian» e autore di broadcast radiofonici – sceglie una data a caso, il 23 novembre 2013, per raccontare la vita di sette ragazzi morti a causa di armi da fuoco. Ricostruendo così esistenze che i semplici dati non possono esaurire.  

Younge, pensa che il giornalismo abbia bisogno di una nuova prospettiva per raccontare il reale senza indugiare nella statistica?

«I numeri non sono sufficienti. Puoi mentire raccontando una storia e puoi mentire snocciolando dati. Tutte le storie sono complesse. I fatti che ineriscono alle morti possono sembrare chiari: ciò che spero di aver fatto è stato introdurre i volti e le vite all'interno della storia».

In accordo alla sua inchiesta, come le appare oggi la percezione degli americani riguardo le armi?

«La maggior parte delle persone con le quali ho parlato per realizzare questo libro non riesce a pensare a un Paese senza armi. È inimmaginabile. Si sta quindi affermando un'opposizione volta al contenimento, piuttosto che al completo sradicamento delle armi».

La National Rifle Association (Nra) sostiene che, anche a causa del Secondo Emendamento, non possa esistere un'America senza armi. È d'accordo?

«Il Secondo Emendamento concerne il diritto collettivo in materia di armi al fine di garantire una migliore regolamentazione: anche il Secondo Emendamento stesso, infatti, raccomanda un certa regolamentazione. L'Nra ha fatto davvero un buon lavoro nel manipolare l'opinione pubblica circa ciò che il Secondo Emendamento dovrebbe sancire».

Secondo la società di sondaggi Gallup, il 47% degli statunitensi afferma di volere leggi più severe riguardo la vendita di armi da fuoco ma tale vendita risulta molto libera. È un paradosso?

«È uno dei tanti paradossi. La maggior parte degli americani ritiene ci debba essere un maggiore controllo in materia di armi: il numero di americani che possiedono un'arma sta scendendo mentre il numero di armi è in aumento. Credo che la ragione per cui il controllo delle armi sia così difficile sia insita nella mitologia individualistica che domina in America. Pensa a te: credo questo, se vogliamo, tipico della narrazione americana, dai western ai film di mafia, dalla politica estera alla letteratura. Diventa quindi necessario un paradigma diverso, una differente narrazione».

 

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