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Isis: il prigioniero John Cantlie e il videomessaggio da Kobane

L'ultimo video dell'Isis che vede come protagonista l'ostaggio John Cantlie irrompe con una forza devastante sui social network. Non più con la tuta arancione da prigioniero, come nei precedenti cinque videomessaggi, non più seduto a una scrivania.

Turkish Kurds watch the Syrian town of Kobani from near the Mursitpinar border crossing, on the Turkish-Syrian border in the southeastern town of Suruc in Sanliurfa province, October 18, 2014. REUTERS/Kai Pfaffenbach

Questa volta il 'testimonial' dello Stato Islamico è vestito di nero e assume i panni del corrispondente di guerra portandoci dentro Kobane.

Il video, intitolato 'Inside Ayn al Islam', fatto sparire a grande velocità da Youtube, ci mostra una visione aerea della cittadina assediata, che Cantlie chiama 'Ayn al Islam' appunto, e non Kobane, ripresa da un drone.

Non un Uav (Unmanned aerial vehicle, detto comunemente drone) militare (si spera) ma un apparecchio che ci regala comunque riprese ad effetto, portate anche da due zoom che ci illustrano intorno al ventesimo secondo quella che sembra essere una raffineria situata nello schermo in alto a destra e poi un secondo zoom che da il via alla 'corrispondenza' da terra di John Cantlie.

Sullo sfondo è visibile un valico di confine con la Turchia. L'ostaggio afferma di essere nella 'safe area' curda. Il video è recente ed è stato girato sicuramente dopo il 20 ottobre: infatti Cantlie cita i lanci americani di rifornimenti e fa riferimento alle esternazioni del Segretario di Stato americano John Kerry: “Good old John Kerry doesn't seem to think the mujahdeen are retreating. He called Kobane a 'horrible example of the unwillingness of people to help those fighting the Islamic State'”.

Un chiaro esempio di contropropaganda, arricchito anche di spezzoni di video sempre dello Stato Islamico che mostrano i miliziani di Abu Bakr al-Baghdadi procedere di casa in casa e affermare che si trovano a circa 400 metri dal valico principale (qui il video integrale).

Ovviamente non possiamo sapere se quello che afferma Cantlie è vero e se realmente si trovava nella parte nord e nel corridoio di sicurezza curdo presso il confine (fonti dell'Ypg riferiscono infatti che il video sembrerebbe girato nella parte est di Kobane vicino ad una scuola professionale) ma il documento comunque ci fa vedere l'altra parte del conflitto e della propaganda.

Ancora una volta il meccanismo dell'informazione mainstream viene deriso (“I media occidentali – e non riesco a vedere nessuno di loro qui nella città di Kobane - hanno detto recentemente che lo Stato Islamico è in ritirata”, dice Cantlie, smentendo in parte quanto riferito dai grandi network internazionali.

D'altronde nelle scorse settimane era possibile vedere anche dalle colline antistanti Kobane, nella zona di Yumurtalik, scorrazzare i pickup dell'isis e proprio recentemente la televisione turca Imc Tv ha mostrato miliziani dello Stato Islamico lungo il confine.

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