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L’Accademia di Danimarca diventa Ecosostenibile

Oggi l’Accademia di Danimarca a Roma (costruita nel 1967 dall’architetto danese Kay Fischer) è un esempio tipico di modernismo scandinavo: presto i lavori di rinnovamento ne faranno un esempio di architettura ecologica, senza intaccarne l’aspetto.

 

credits ALDO CIUMMO

 
La parte principale dei lavori comincerà il prossimo agosto e durerà circa sette mesi, ma la progettazione di ogni singolo intervento nella struttura è già iniziata. Il primo marzo 2015, quando le attività dell’Accademia ripartiranno, l’edificio potrà contare su una serie di vantaggi concreti, dal risparmio energetico all’ottimizzazione della temperatura.

I pannelli fotovoltaici che verranno sistemati sul tetto assicureranno, in base ai calcoli già effettuati, sia maggiori servizi (come il condizionamento dell’aria) sia un notevole risparmio di emissioni nocive per l’ambiente. La responsabile dei lavori, Bente Lange, è architetto.

Lavoreranno con Lange anche Flemming Schröder, ingegnere specializzato nella riduzione dei consumi energetici attraverso la disposizione delle strutture interne ed esterne ed attraverso l’utilizzo dei materiali; Marianne Tuxen, esperta  del ramo dell’architettura che si occupa dell’illuminazione degli interni e delle possibilità di ottimizzarla attraverso la disposizione delle varie parti del fabbricato; e Jane Schul, la quale è architetto di esterni ed esperta della funzionalità della vegetazione ai fini del risparmio energetico risultante dalla valorizzazione della luce e della temperatura.

I lavori sono sostenuti economicamente da due fondazioni danesi: la A.P  Møllerfonden (che ha già supportato l’Accademia) e la Carlsbergfondet (che ha donato la struttura) e dal Ministero della Cultura della Danimarca.

Marianne Pade, direttrice dell’Accademia di Danimarca, si occupa del coordinamento del progetto, mentre Pia Hansen ne cura l’aspetto economico.  La ditta italiana Acta, formata da professionisti del settore, cura la parte giuridica ed organizzativa legata ai diversi interventi di ristrutturazione necessari, i quali saranno effettuati materialmente solo in seguito ad una gara che si svolgerà probabilmente entro maggio, dopo l’ottenimento dei permessi già richiesti al Comune ed alla Soprintendenza ai Beni Culturali.

 In Danimarca si parla molto della vivibilità degli edifici assicurata da metodi di protezione naturale: anche nel caso dell’Accademia danese a Roma gli interventi previsti toccheranno ogni elemento della costruzione, in modo da assicurare dettagliatamente l’ottimizzazione dell’energia, della luce, della temperatura e da evitare e minimizzare le emissioni di agenti inquinanti e lo spreco di acqua.

L’esame del miglioramento delle strutture esistenti perciò riguarda anche i particolari, prevedendo ad esempio la sostituzione di alcune caldaie e la realizzazione di un sistema di aerazione naturale, attraverso piccole modifiche in alcune delle pareti e la piantumazione di diversi arbusti intorno alla struttura.

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