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La strage di Lugansk: qual è la verità?

Mentre in Italia si celebrava la festa della Repubblica, in Ucraina delle esplosioni uccidevano dei civili nella piazza centrale di Lugansk in pieno giorno. Chi ha sparato? La rete si è scatenata con spiegazioni complottiste e dietrologiche, e le parti in guerra si sono accusate a vicenda della strage. Proviamo a fare una ricostruzione con i filmati messi subito in rete, immagini satellitari e foto geolocalizzate.

Partiamo da un punto fermo: l’aviazione militare ucraina era impegnata in quelle ore nel cielo di Lugansk per rispondere a un attacco sferrato dai ribelli all’alba in una zona periferica della città. Ci sono molte testimonianze filmate di almeno un aereo Su-27 e un Su-25, oltre che di almeno un elicottero. La zona della battaglia era comunque distante dal centro di Lugansk.

Alle 14.55 locali, però, alcune improvvise esplosioni nel parco della centralissima piazza Eroi della Grande guerra patriottica hanno colpito la sede dell’amministrazione locale (che era occupato dai separatisti) uccidendo un numero ancora imprecisato di persone, tra cui molti civili.

Come prevedibile, i media delle due parti in guerra – esercito ucraino e separatisti filorussi – si sono accusati a vicenda della strage. Alcune spiegazioni dietrologiche tenderebbero addirittura a dimostrare che la piazza è stata colpita da terra con lanciarazzi dagli stessi separatisti per dare la colpa al governo di Kiev. Ma le evidenze disponibili in rete possono aiutare a dare una spiegazione più realistica.

Cominciamo con il primo video, di cruciale importanza, che mostra un Su-25 volare sulla città e sparare almeno una raffica di razzi. Osservando il video qui sotto, si vede l’apparecchio sparare una prima raffica di flares (contromisure per l’antiaerea, sono i puntini luminosi che restano dietro l’aereo), poi una raffica di cinque razzi (che potrebbero essere S-13, di cui i Su-25 sono equipaggiati) e ancora una seconda raffica di flares.

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Incrociando il video con immagini satellitari e foto geolocalizzate (sequenza qui sotto), si riesce a dedurre la posizione esatta da cui è stato girato, ossia via Kotsiubinskovo all’altezza del numero 25; la direzione in cui era puntata la videocamera, che fa una carrellata da est a ovest, la direzione di volo dell’aereo (pure da est a ovest) e il punto abbastanza preciso in cui vengono sparati i razzi. Questo dimostrerebbe che almeno un aereo sorvolava il centro di Lugansk e che alcuni colpi sono stati sparati sulla città. La direzione è compatibile con la piazza e il palazzo colpito.

Il momento delle esplosioni è stato ripreso da una telecamera fissa puntata sulla piazza. Il filmato è stato subito usato da chi accusa i separatisti di aver causato la strage, in quanto mostra al quarto secondo una flash tra gli alberi e una frazione di secondi dopo un’esplosione sul lato sinistro. Dimostrerebbe che è stato sparato un lanciarazzi dal centro della piazza verso l’edificio. Ma il filmato è compatibile con l’ipotesi di razzi S-13 sparati dall’alto: una raffica è composta da 5 colpi a distanza di 0,15 secondi l’uno dall’altro. I due flash potrebbero essere due dei 5 razzi (gli altri sono fuori dalla ripresa). Il primo fa meno fiamme perché affonda nel terreno ed è seminascosto dagli alberi. Il fumo che si solleva poi lungo tutta la linea dimostrerebbe che si tratta di una raffica longitudinale dall’alto.

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Il terzo video rafforza questa tesi. Nei minuti immediatamente successivi alle esplosioni si ritrovavano diversi crateri nella piazza. Sembrano allineati lungo l’asse est-ovest (osservando il video si può orientare) e presentano dei fori d’entrata rivolti a est e inclinati di circa 45 gradi. Come se fossero appunto stati sparati dall’alto e da est, dove si trovava il Su-25 del primo video.

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L’ultima immagine satellitare riassume tutto quello che siamo riusciti a ricostruire fino qui. La videocamera che ha ripreso il primo video si trova vicino alla torre delle telecomunicazioni, che ci aiuta a localizzarla con esattezza. L’angolo della ripresa, che scorre da est a ovest, individua la traiettoria dell’aereo e localizza con una buona approssimazione il punto in cui ha sparato. La direzione in cui punta la videocamera in quel momento, cioè sud-sudest, porta dritto alla piazza e al palazzo colpiti, a distanza di alcuni isolati.

Purtroppo gli indizi, gravi precisi e concordanti, portano a ritenere che con ogni probabilità, sia stato un aereo dell’aviazione ucraina a sparare sull’abitato. Il palazzo dell’amministrazione locale era occupato da tempo dai separatisti, ma è incomprensibile come il comando dell’operazione antiterrorismo in corso nella regione possa aver dato l’ordine di colpirlo considerando che si trova nel cuore della città. E per giunta in pieno giorno. Molte delle vittime sono donne. In rete ci sono diversi filmati agghiaccianti che non ci siamo sentiti di riproporre qui. Niente può giustificare un attacco aereo su una città che – va ricordato – non è una zona di guerra ma continua la propria vita regolarmente, nonostante la presenza dei ribelli armati.

Le autorità di Kiev hanno negato l’azione aerea, ma è davvero difficile dare loro credito dopo questa analisi. In questo blog abbiamo molte volte scritto della disinformazione e della propaganda da parte dei media russi sulla crisi ucraina, ma in questo caso abbiamo assistito al contrario. Le spiegazioni di siti, blogger e media filoeuropei vanno contro ogni logica e non aiutano a scoprire la verità.

E colpisce dolorosamente il silenzio dei mezzi d’informazione italiani su quella che sarà ricordata come l’ennesima strage di questa guerra civile in Ucraina.

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