Le armi di ISIS, dai kamikaze ai droni

L’esercito del Califfo usa tecniche di guerriglia e alta tecnologia. Ogni arma è lecita compreso l’uso delle dighe per assetare o allagare gli avversari.

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Le immagini dei mezzi da combattimento utilizzati dagli uomini di ISIS sembrano scattate sul set del film “Mad Max”, celebre per le sue macchine da guerra medievali e contemporaneamente infernali. Nei video di ISIS, come nel film, vediamo in azione nei deserti siriani e iracheni convogli di camion e trattori carichi di esplosivi e ricoperti di lastre di metallo e irti di punte di ferro. 

“Questo, però, non deve trarre in inganno – ha dichiarato ad al-Arabya il generale curdo Sirwan Barzani - ISIS dispone anche di attrezzature da combattimento moderne ed efficaci.”

La linea del fronte che divide le forze curde dagli uomini di ISIS si estende per circa 1.000 chilometri. Nonostante alcune vittorie importanti delle forze peshmerga, come la liberazione del monte Sinjar, la montagna degli Yazidi, lo Stato Islamico continua nella sua offensiva.

“Siamo stati attaccati quattro volte nelle ultime due settimane.” Per il generale Barzani, che comanda la zona di Makhmour, questi assalti sono probabilmente legati all’avvicinarsi dell’inverno. “I miliziani di ISIS approfittano delle lunghe notti e delle nebbie per cercare di infiltrarsi nel territorio che abbiamo riconquistato. Queste azioni da commando sono possibili solo perché i jihadisti hanno a disposizione binocoli e visori notturni. Sicuramente le forze del Califfo sono state indebolite, ma hanno ancora uomini e mezzi moderni per continuare a combattere.”

Le milizie di ISIS sono guidate da ufficiali esperti, molti appartenevano all’esercito di Saddam Hussein, che applicano tecniche di guerriglia assai efficaci. Gli attacchi di solito sono preceduti da un accurato lavoro di intelligence. “ISIS raccoglie informazioni sulle posizioni militari prima di passare all'attacco – ha detto Ahmad al-Duri Shaouki, esperto militare - cominciano tagliando le linee di rifornimento prima di attaccare il loro obiettivo.”

In Iraq grazie a questa tattica sono riusciti a conquistare, anche per breve tempo, installazioni dell’esercito regolare e così razziano armi e attrezzature delle forze irachene.

“Le operazioni dei jihadisti seguono un copione abbastanza standardizzato –dice ancora al-Duri Shaouki - iniziano con veicoli esplosivi guidati da kamikaze che cercano di aprire la strada, seguiti da camion che trasportano almeno un centinaio di miliziani che fanno fuoco in tutte le direzioni con armi leggere e pesanti.

L’esercito del Califfo, inoltre, usa anche le risorse del territorio come arma non convenzionale. Nell’aprile 2014 i jihadisti assediati a Fallujah, in Iraq, chiusero le dighe sull’Eufrate per assetare le forze governative nelle città circostanti. Di conseguenza grandi zone del’Iraq hanno sofferto la siccità. A Raqqa, l’ISIS ha deviato l’acqua dal lago di Assad, secondo fonti locali, per minacciare di allagamento le forze irachene.

ISIS ha anche perfezionato la tecnica del veicolo esplosivo lanciato con un kamikaze contro l’obiettivo. Grandi camion sono trasformati in veri e propri mostri esplosivi. Caricati con diverse tonnellate di ogni tipo di esplosivo sono ricoperti di pannelli di metallo per proteggere il conducente e permettergli di provocare l’esplosione solo quando ha raggiunto il bersaglio. 

I jihadisti hanno anche sviluppato semplici, ma efficaci  tecniche per sfuggire ai voli di ricognizione della coalizione internazionale. Per muovere le truppe impiegano camion a due livelli, quello superiore è caricato da animali, quello inferiore pieno di miliziani invisibili ai voli di ricognizione. In altri casi, coprono i cassoni dei camion carichi di esplosivi con pesanti teli di plastica per impedire la loro rilevazione da aerei dotati di sensori capaci, in teoria, di riconoscere la firma termica di carichi pericolosi.

L’esercito del Califfo ha a disposizione strumenti bellici ad alta tecnologia e tra le sue file uomini capaci di usarle.

Nell’ufficio del generale Barzani fa bella mostra di sé un moderno drone. “Era dell’ISIS, lo abbiamo trovato in una loro postazione. Hanno diversi droni che usano per ricognizioni sulle nostre posizioni. Questo dispositivo è usato anche dagli americani, è pazzesco che disponga della stessa tecnologia. Soprattutto è incredibile sapere che tra loro ci sono persone capaci di usarlo, mentre a noi curdi mancano a volte le munizioni, figuriamoci attrezzature sofisticate.”

@MauroPompili

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