ll G20 si annuncia difficile. Quindi forse sarà proficuo

Su temi conflittuali, le frustrazioni del neofita Trump, l’attivismo della veterana Merkel e la riservatezza calcolata di Xi definiranno di un G20 che potrebbe produrre qualcosa di più della solita foto finale.

Angela Merkel parla durante una conferenza stampa prima del G20 di Amburgo. REUTERS/Michele Tantussi
Angela Merkel parla durante una conferenza stampa prima del G20 di Amburgo. REUTERS/Michele Tantussi

I vertici delle venti nazioni più avanzate al mondo tendono a elencare i problemi della governance mondiale, ma non a risolverli perché per mettere tutti d’accordo abbassano gli obiettivi. Il G20 del 7-8 luglio ad Amburgo, invece, si annuncia teso e promette colpi di scena.

Nelle sale e nei corridoi della Filarmonica dell'Elba si troveranno rinchiusi come in un reality i massimi leader del mondo, molti dei quali hanno già annunciato che non tralasceranno di sollevare alcuna questione per quanto spinosa. L'elenco è lungo: dal libero commercio dopo Trump, Brexit e la fine del trattato Tpp al cambiamento climatico dopo il ritiro degli Usa dagli accordi di Parigi; dalla crisi dei rifugiati alla lotta al terrorismo.

Con tempismo ben calcolato, nell’ordine del giorno si è inserito Kim Jong Un, il leader nordcoreano, sparando quello che si ritiene essere un missile balistico intercontinentale. Gli Stati Uniti sono allarmati e una delle prime reazioni del loro umorale presidente è stata tuonare contro la Cina che non avrebbe esercitato sufficiente pressione sul vicino.

Donald Trump e Xi Jinping

Tra gli incontri nei "corridoi" o “al margine” che nei G20 permettono ai leader di incontrarsi bilateralmente evitando le formalità diplomatiche, quello tra Donald Trump e il premier cinese Xi Jinping sarà tra i più importanti e difficili. È stato lo stesso Xi a lamentare sulla Cctv una svolta "in negativo" delle loro relazioni.

Lamentandosi con un tweet di quel 85% di commercio nordcoreano con la Cina e di una mancata azione ferma di Pechino per frenare la corsa agli armamenti nucleari di Pyongyang, Trump sembra non cogliere la complessa situazione in cui si trova Pechino. Rompendo i ponti con Pyonyang potrebbe spingere la Corea del Nord verso quella del Sud, il cui nuovo presidente, Moon Jae-in, è aperto alla possibilità di riportare i fratelli del Nord alla ragione finanziando la loro disastrata economia. Se invece la Corea del Nord implodesse, la Cina si troverebbe invasa da milioni di rifugiati. Washington, mostrando i muscoli come ha fatto con una vendita di armi per 1.4 miliardi di dollari a Taiwan ignorando la politica di "un’unica Cina" e inviando un cacciatorpediniere nel Mar della Cina Meridionale che i cinesi rivendicano, mette a disagio Pechino e la spinge verso i paesi suoi oppositori.

Xi Jinping e Angela Merkel

La Cina al G20 è anche impegnata a consolidare il suo crescente ruolo nella governance globale dopo l'arroccamento degli Usa nell'isolazionismo e nel protezionismo. Lo fa mano nella mano con la Germania. "La natura strategica delle relazioni sino-tedesche è sempre più importante", scrive Xi in un editoriale su Die Welt. "La Germania è il principale partner commerciale della Cina in Europa e la Cina lo è della Germania" e la Cina e la Germania insieme possono essere la prima linea della lotta al cambiamento climatico. E tutti scordano che la Cina non è una democrazia.

Il dumping dell’acciaio

L'acciaio a prezzi stracciati che la Cina vende in Europa e negli Usa è un problema anche per la Germania che, tuttavia, considerando i ben 170 miliardi di euro l'anno di commercio con la Cina, non lo bloccherà alle frontiere invocando, come ha proposto Trump, “la sicurezza nazionale”.

Xi e Vladimir Putin

I due si sono incontrati alla vigilia del vertice, ma se individuassero una strategia per tenere a bada lo spavaldo Kim, non è detto che scelgano di coinvolgere il loro il parigrado americano che da quando è al potere non ha smesso di premere sulla loro sponda pacifica.

Angela Merkel

Ha tenuto ben otto incontri con capi di Stato per preparare un vertice che lei stessa dice "sarà molto difficile" tra paesi – ci saranno anche Arabia Saudita, Sudafrica, Messico, Argentina, Australia, Brazil, Canada, China, India, Indonesia e Turchia – che insieme rappresentano circa due terzi della popolazione mondiale.

In una recente conferenza stampa ha parlato senza peli sulla lingua del clima, uno dei suoi temi più cari: “Il trattato di Parigi è irreversibile e non negoziabile" e "di un nuovo spirito di unità in Europa”, nonostante e oltre Brexit.

Merkel e Trump dopo Shinzo Abe

Dopo la cancellazione della visita a Berlino del segretario del Commercio Usa Wilbur Ross, Merkel ha detto "avremo un confronto intenso al G20" perché "il disaccordo è ovvio e sarebbe disonesto ignorare il conflitto". Si incontreranno Merkel e Trump per discutere del surplus commerciale tedesco e dei divieti alle importazioni di carne Usa in Germania?

Riguardo al commercio Merkel ha già segnato un punto su Trump e sulla premier britannica Theresa May incontrando settimana scorsa il primo ministro giapponese Abe per accelerare i tempi della firma del trattato di libero commercio tra Ue e Giappone all’autunno. "Nonostante i movimenti protezionistici£, ha aggiunto Merkel, “stiamo mandando al mondo un messaggio forte e positivo”.

Trump e Putin

L’incontro al margine più interessante sarà quello tra il presidente Usa e quello russo venerdì pomeriggio: un novello della diplomazia che ama improvvisare se la dovrà vedere con uno dei grandi professionisti della manipolazione, addestrato da sempre a ottenere quello che vuole. I due hanno obiettivi differenti: Trump restare a galla e dimostrare che è, davvero, un abile negoziatore, e Putin mostrare (alla sua opinione pubblica a casa) che sa tenere testa a Trump.

Da discutere avrebbero la Corea del Nord, le interferenze russe nelle elezioni Usa ed europee, le sanzioni contro la Russia, la politica espansionistica di Putin in Ucraina e la gestione della guerra in Siria. Le aspettative? Sono molto basse: Putin deve distrarre la sua gente da una possibile imminente crisi economica per la caduta dei prezzi del petrolio. Da parte americana, quasi tutti i commentatori concordano che si accontenterebbero di un "non fallimento".

Merkel e Tayyip Erdogan

Con due giornalisti tedeschi in prigione in Turchia, Berlino è insofferente e ha vietato al presidente turco Tayyip Erdogan di parlare in pubblico ai turchi in Germania. Erdogan non l’ha presa bene.

Una soddisfazione: il cambiamento climatico si affronta anche con nella finanza

In contrasto con gli attriti c’è la manifesta soddisfazione per il lavoro svolto dal Gruppo per la stabilità finanziaria espressa dal suo presidente, il canadese Mark Carney, governatore della Banca d’Inghilterra. I grandi passi avanti compiuti dal Financial Stability Board, un gruppo di lavoro creato dal G20 nel 2009 non si limitano all’aver contribuito ad abbassare i rischi finanziari globali nelle attività del sistema bancario e nei mercati dei derivati. Completando la ricerca commissionata dal G20 nel 2015, Carney e l’Fsb sono riusciti anche a concretizzare un nuovo approccio al cambiamento climatico. Da una parte con una campagna per rendere più trasparenti le relazioni delle imprese sull’impatto ambientale nei risultati aziendali e come il cambiamento climatico può modificare i risultati finanziari delle società, che ora è appoggiata dagli amministratori delegati delle cento più grandi multinazionali al mondo – che insieme muovono 3.300 miliardi di dollari.

Il governatore Carney lo sostiene da anni: l’aumento della temperatura globale e degli eventi climatici imprevedibili rappresentano nel lungo termine un concreto rischio finanziario. Forse questo è un linguaggio più comprensibile di quello scientifico per alcuni partecipanti al G20.

@GuiomarParada

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