Metr: dal futuro la metro della seta che unisce i continenti

Immaginare l’Europa come una grande città e non solo, estendere il proprio sguardo fino all’estremo oriente, superando gli storici confini culturali che separano due continenti che d’altra parte, di fatto, costituiscono un unico blocco orografico. Parliamo di Eurasia e di un progetto futuristico, quasi fantascientifico, ma dalle suggestioni forti e - a detta dei promotori - per nulla campate in aria: anzi, su un orizzonte temporale riferito al 2050, potrebbe addirittura parlarsi di un’anticipazione realistica.

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 Il progetto in questione si chiama Metr e si propone di realizzare una vera e propria “metropolitana” intercontinentale, le cui fermate siano le principali città di Europa, Russia e Asia, e che metta in comunicazione via binario ed alta velocità popoli e culture per secoli separati da grandi distanze, viaggi pericolosi, insidie e guerre. Poggia le basi su fatti concreti, che la nostra esperienza di italiani fa sembrare remoti: il ritmo con cui la Cina si sta dotando di ferrovie ad alta velocità, con convogli che raggiungono i 400 km/h, fa impallidire qualsiasi polemica pro o no-Tav. Eppure è proprio da Torino che parte la call for action per una progettualità “promossa dal basso”: è l’attuale sindaco del capoluogo piemontese infatti, a pochi chilometri dalla Val Susa e dal cuore della resistenza contro l’alta velocità, che ha promosso un’azione rivolta ai sindaci delle città che verrebbero toccate dalla grande opera di una ferrovia Torino-Pechino. L’idea è quella di istituire un “Forum delle Città della Nuova Via Ferroviaria della Seta” per creare dal basso le condizioni politico-culturali necessarie al decollo dei progetti operativi nel prossimo futuro, come sviluppo ad est del Corridoio Mediterraneo o sviluppo ad ovest della linea che unisce Cina, Kazakistan e la Russia. L’idea di un canale a “scorrimento veloce” che renda possibile in due giorni raggiungere dall’Italia la capitale cinese è, infatti, nata dalla possibilità di collegare due grandi arterie che sono già in fase di realizzazione, con alterne fortune. Il viaggio futuro, per persone e merci, da Est ad Ovest dell’Eurasia e viceversa ha però ancora un’importante interruzione in Medio Oriente, ed è proprio lì che Metr si propone di progettare una nuova linea, con il valore aggiunto di inserirla in un contesto molto critico di equilibri bellici proprio come strumento di pacificazione. L’area è stata sempre cruciale per gli scambi commerciali e culturali ed è stata per molti versi la “culla” della civiltà intesa in senso moderno. Il periodo attuale è però molto delicato e richiede una stabilizzazione difficile da ottenere, non importa per quali motivi e con quali matrici storiche o religiose (c’è chi incolpa gli Stati Uniti, chi torna indietro fino alle tensioni della Guerra Fredda, chi risale ulteriormente all’Impero Ottomano) che è ai primi posti nell’agenda sovranazionale di tutte le istituzioni che si occupino di peace-keeping o enforcing: punto chiave a parere quasi unanime è la creazione delle infrastrutture e delle reti di mobilità. In questo senso, quale miglior traguardo di un binario come il Metr?

Ma procediamo con ordine. Cosa esiste attualmente e come si svilupperebbe il progetto?

I nove Corridoi prioritari della rete Ten-T, nell’Europa Comunitaria, rappresentano già da soli l’estrinsecazione concreta di uno dei valori cardine dell’unione politica tra gli stati: il diritto alla mobilità di popoli, idee e merci. L’Italia è toccata da due di questi nove canali, con il Corridoio Mediterraneo Torino-Lione ed il Corridoio Rhôn-Alpes-San Gottardo. Ma siamo ancora indietro: al di là della questione in Val Susa, infatti, il grande Euro-Metrò per quel che riguarda il Corridoio Mediterraneo vede ancora migliaia di chilometri di rotaie da costruire: nella sola Italia manca ancora l’alta velocità da Milano a Venezia e, proseguendo, verso Trieste ci sono solo progetti, che culminano nell’idea di un tunnel di Divaccia che colleghi la più orientale regione del Belpaese alla Slovenia. Le speranze, espresse dal direttore generale della società Torino-Lione, sono quelle di finire tutto entro il 2030, dove per “tutto” si intendono i nove corridoi della rete Ten-T, dei quali sette viaggiano sull’asse Nord-Sud e due sull’asse Est-Ovest.

Diversa la situazione asiatica, riferita al secondo pilastro di costruzione per il grande ponte Metr.

Negli ultimi giorni infatti, Putin e il leader cinese Xi Jinping hanno firmato a Mosca 32 accordi strategici, tra i quali spiccano quelli nel settore trasporti. Uno in particolare prevede l’avvio di una strada ferrata ad alta velocità Mosca-Pechino, di cui il primo tratto (Mosca-Kazan) è già stato finanziato, con oltre 6 miliardi di euro: la percorrerà un treno in grado di raggiungere i 400 chilometri orari. Forse è un pregiudizio, ma la probabilità è che tra Russia e Cina i progetti siano ancora in fase meno sviluppata che in Europa, ma di contro la capacità di tradurli in realtà sarà molto più rapida: vuoi per la capacità economica di governi più propensi alle logiche di investimento diretto, vuoi per il minor ascolto delle comunità locali e per la conformazione geografica dei territori toccati. Non per nulla la posizione dell’ente di sviluppo delle ferrovie russe ad alta velocità, chiamato suggestivamente e con poca fantasia “Mir” (che in russo significa pace, con lo stesso nome della stazione spaziale orbitante), è quella espressa dal direttore delle relazioni internazionali Ernest Sultanov: "Vogliamo connettere tutti i paesi dell’area Metr (Medio Oriente, Turchia, Europa e Russia) con le tratte già in essere e quelle in fase di realizzazione", senza preoccupazione per le tensioni internazionali, politiche, religiose "che la realizzazione di questo progetto potrebbe contribuire a stabilizzare".

Il ruolo dell’Italia e di Torino.

È anche suggestivo pensare all’importanza che ha assunto, nell’idea visionaria di una grande ferrovia della seta, una città come Torino. All’ultimo Salone Internazionale del Libro, infatti, il sindaco Fassino ha riunito lo stesso Ernest Sultanov, Coordinatore del soggetto promotore MIR Initiative, Mario Virano, Direttore Generale TELT Tunnel Euralpin Lyon Turin, Azer Mursaliev, Direttore delle testate del gruppo russo Kommersant e Limin Wu, Direttore International Business Development CREEC - China Railway Eryuan Engineering Group.

La volontà è quella di siglare un “Libro bianco” in cui gli amministratori locali si impegnino ad attivarsi nei confronti dei rispettivi governi per preparare il terreno alla grande opera. Piero Fassino ai suoi omologhi delle città euroasiatiche ha indirizzato un messaggio chiaro: "In un mondo globalizzato le città sono ancora un punto di riferimento e oggi, insieme al patrimonio storico che rappresentano, si va riscoprendo il loro ruolo fondamentale di simbolo di territori e garanti delle comunità. Tocca alle città costruire da protagoniste il proprio futuro assumendo una funzione trainante nelle politiche di sviluppo e di attrazione degli investimenti promuovendo in prima persona progetti come quello presentato che immagina nuovi scenari per il futuro dei trasporti e disegna la mobilità delle persone e delle merci in una prospettiva di scambio tra popoli". Il riscontro alla sollecitazione di Fassino è stato immediato e positivo: la Carta di Torino è stata infatti già condivisa da 20 sindaci. Merito anche del sostegno e della promozione della piattaforma organizzativa di “MIR Initiative”, cui aderiscono le figure chiave del processo, esperti interdisciplinari ed intellettuali internazionali.

La visione strategica dell’intero processo è raccolta in “Metro del METR, Libro Bianco sul futuro della mobilità nella regione METR” presentato proprio al Salone del Libro da Ernest Sultanov, con queste parole: "Per la sua natura di mobilità a tutti i livelli, la Via della Seta rappresenta la linfa vitale millenaria di gran numero di popoli e paesi. Oggi assumendo anche la forma di alta velocità ferroviaria costituisce un elemento prioritario che crea fiducia e prospettiva e permette di risolvere le crisi economico-politiche e sociali. Infatti senza la mobilità di trasporto e quella sociale i contrasti interni alla società si trasformano in antagonismi e conflitti. Al contrario le reti di trasporto favoriscono lo sviluppo del commercio, lo scambio di idee e la mobilità delle persone. In questo contesto la metropolitana rappresenta una prospettiva strategica di integrazione tra tutte le stazioni - città e le linee di Medio Oriente, Europa, Turchia e Russia, che fanno parte della regione".

 "La rete europea TEN-T di cui è previsto il completamento entro il 2030 - ha evidenziato nella stessa occasione Mario Virano, Direttore Generale TELT Tunnel Euralpin Lyon Turin - ha nove corridoi di cui sette riguardano gli storici itinerari nord-sud, cioè le direttrici del passato lungo le quali si è consolidato lo sviluppo nel dopoguerra; poi ci sono due corridoi est-ovest, che rappresentano il futuro, con il Corridoio Mediterraneo tra la penisola iberica e l’est europeo passando per la Pianura Padana. Il libro bianco METR of the METR, con la presentazione dei processi in corso per la realizzazione della Nuova Via Ferroviaria della Seta, fa comprendere che questa direttrice est-ovest è la grande opzione su cui scommettere nei prossimi anni, collegando via terra con lalta velocità e lalta capacità l’Atlantico con il Pacifico. Dopo quasi settecento anni torna di attualità la s.uggestione di Marco Polo, ma questa volta la Via della Seta passa da Torino , al servizio della sua vocazione agli scambi culturali ed alle esportazioni di beni e servizi a scala globale". 

Il Libro Bianco è costituito da 28 autorevoli contributi sullo sviluppo futuro della mobilità e delle comunicazione nella macroregione METR. Le firme includono personalità di primo piano provenienti da imprese di costruzioni (Comsa, Acciona, CREEC), ferrovie (RZD - Ferrovie Russe, FS - Ferrovie dello Stato, SNCF - Société Nationale des Chemins de fer Français, ADIF - Administrador de Infraestructuras Ferroviarias), industrie (Finmeccanica, Siemens, Alstom), istituzioni finanziarie (European Bank for Reconstruction and Development), istituzioni intergovernative (UIC - Union internationale des chemins de fer), ambientalisti (IENE - Infra Eco  Network Europe) e società di consulenza (Bain & Co, A.T. Kearney). Gli interventi introduttivi al Salone del Libro dello scorso maggio sono affidati a Igor Ivanov, Presidente del Consiglio per gli Affari Internazionali Russo, ex Ministro Affari Esteri; Piero Fassino, Sindaco della Città di Torino e Presidente Anci Associazione Nazionale Comuni Italiani;  Azer Mursaliev, Direttore di Kommersant, casa editrice moscovita del Libro Bianco ed Ernest Sultanov, Coordinatore di MIR Initiative. Tra gli autori Mario Virano, Direttore Generale TELT Tunnel Euralpin Lyon Turin; Giuseppe Sciarrone, Co-fondatore NTV SpA; Mauro Moretti, CEO Finmeccanica S.p.A.; Mamuka Bakhtadze (Georgia), Direttore Generale AO Georgian Railway; Luis Castilla (Spagna), Ceo Acciona Infrastructure; Jochen Eickholt (Germania), Ceo Rail Systems Siemens AG; Jan Harder (Svizzera), Direttore Molinari Rail AG;  Alexander Misharin (Russia), Primo Vice presidente Russian Railways JSC; Guillaume Pepy (Francia), Presidente SNCF Société Nationale des Chemins de fer Français;  Yury Spektorov (Russia), Presidente Board Bain & Company CIS; Niko Warbanoff (Germania), Head of International  Business Development Deutsche Bahn AG; Ying Zhu (Cina), Direttore Generale CREEC China Railway Eryuan Engineering Group Co., Ltd.

Sembrerebbe dunque che il terreno, per procedere in questa impegnativa direzione sia fertile. Il primo pensiero, a monte delle considerazioni geopolitiche, va alla natura dell’Uomo, ripercorre gli anni in cui venne costruita la ferrovia della Nuova Frontiera, tra Est ed Ovest degli Stati Uniti, che si rilevò fondante per l’identità della più grande democrazia del mondo. Ma le differenze sono tante e le questioni che sottendono ad una rivoluzione così profonda anche: in Europa i confini sono caduti ma hanno lasciato aperte questioni come l’immigrazione, e l’economia cinese si è rilevata tanto devastante, nella concorrenza globale, da far parlare a molti di politiche anti-dumping che sembrerebbero in diretta antitesi con un processo di questo tipo. Il progresso e la globalizzazione, di cui il nostro tempo è figlio tra crisi economiche devastanti, imparità sociali crescenti ma comunque stili di vita migliori di qualsiasi altro periodo storico, sono inarrestabili, ma possono essere portate avanti con strategia e consapevolezza. E forse proprio in questo quadro si inserisce il grande progetto Metr. Intanto, il prossimo appuntamento èa giugno a San Pietroburgo con il primo incontro del Forum della Città.

@johnfvtc

 

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