Ucciso l'ex raìs dello Yemen Saleh, ora la resa dei conti nella capitale

L’uomo che ha guidato il Paese per 33 anni è stato ucciso dai suoi ex alleati Houti mentre tentava di scappare da Sana’a. I ribelli esultano, ma è imminente l'attacco delle truppe del governo centrale sostenute dall'aviazione saudita per riconquistare la capitale, già sfiancata da scontri durissimi

Un giovane Houti dopo la morte dell'ex presidente Ali Abdullah Saleh a Sana'a. Yemen. REUTERS/Khaled Abdullah
Un giovane Houti dopo la morte dell'ex presidente Ali Abdullah Saleh a Sana'a. Yemen. REUTERS/Khaled Abdullah

La conferma definitiva arriva da un video realizzato da mobile e senza tagli, dalle milizie Houti, che mostra l'ex presidente yemenita Ali Abdullah Saleh riverso su un pick-up e avvolto in una coperta dopo un colpo letale che gli ha attraversato il cranio, senza modificarne le fattezze del volto.

Nel video, i miliziani ringraziano Allah e gridano che, con la sua morte, il sangue di Hussain al-Houti, storico leader zaidita, protagonista delle rivolte degli Houti al governo centrale di Saleh non è stato versato invano nel 2004.

La notizia, rimbalzata prima sulla agenzia filo-ribelli Tasnim News, ha ricevuto conferma definitiva quando anche la dirigenza del partito di Saleh, al Mutammar, ha confermato la morte dell’ex presidente. Saleh sarebbe stato assassinato mentre tentava di fuggire da Sana’a, inseguito da una ventina di veicoli dei ribelli e raggiunto alle spalle da un colpo mortale.

Se n’è andato così l'uomo che per 33 anni ha fatto il bello e il cattivo tempo in Yemen, usando ogni mezzo, lecito e illecito per tessere le sue alleanze locali e internazionali. Presidente dello Yemen del Nord dal 1978 al 1990 e presidente dello Yemen riunificato dal 1992 al 2012, era nato nel 1942. Sabato aveva annunciato la rottura della sua alleanza con i ribelli Houti, con queste parole: “È arrivato il momento di voltare pagina".

La rottura dell'alleanza era già nota a Sana’a, ma Saleh nell’annuncio aveva teso una mano ai sauditi e al governo centrale del presidente Mansour Hadi. Con questa svolta Saleh aveva già incassato l'approvazione del vicepresidente del Paese Ali Mohsen al Akmar, Generale delle truppe lealiste del Marib ed ex responsabile dei servizi segreti yemeniti, oltre che del partito Islah, compagine di maggioranza dei Fratelli Musulmani yemeniti

Con la morte di Saleh che, con l'ultimo colpo di coda, ha tentato il tutto per tutto per salvare se stesso e la sua famiglia e per ristabilire una alleanza politica conveniente per il Nord dello Yemen, la città di Sana'a, già provata da due giorni di scontri di terra pesantissimi, in qualità e quantità, ha davanti a sé uno dei momenti più pericolosi per la sua stabilità e soprattutto per l'esistenza di migliaia di civili. 

Il successo degli Houti, che si sono vendicati del loro ex alleato, non esclude reazioni durissime da parte delle milizie dell'ex presidente e degli affiliati al suo partito, al Mutammar. Soprattutto, è il preludio a un attacco congiunto della Coalizione, con un’operazione sia di terra che dal cielo. Le truppe del governo centrale, di stanza fino a due giorni fa nel Marib, sono state inviate a Sana'a per contrastare l'azione dei ribelli, mentre la Coalizione ha già lanciato un "paracadute" di armi a protezione dei villaggi intorno a Sana'a. E ai soldati arriverà il sostegno dell’aviazione del governo centrale e dei sauditi. Mentre stiamo scrivendo gle aerei sauditi stanno sorvolando la capitale.

Intanto, nelle aree interessate da più di 24 ore da pesanti combattimenti (zona di Hadda, e al Sabaeen e nel raggio di una ventina di chilometri intorno alla zona delle proprietà di Ali Abdullah Saleh e della sua famiglia), la popolazione è terrorizzata: molteplici fonti locali riportano a eastwest.eu episodi di battaglie casa per casa, irruzione di milizie Houti in abitazioni private, uso dei tetti dei palazzi civili da parte dei cecchini delle truppe dell’ex presidente.

Il comitato internazionale della Croce Rossa Yemen (Irc Yemen) conferma le testimonianze dei civili, aggiungendo sull'account Twitter ufficiale che le scorte di acqua e cibo ormai scarseggiano e le donne incinte non possono recarsi in nessun ospedale. Irc Yemen raccomanda ancora di risparmiare i civili dalla mattanza. In parecchi, intrappolati in città, sono convinti che Sana’a, non si sa per quanto tempo ancora, si stia trasformando nella Taiz del Nord, finora il centro urbano yemenita che ha dato il tributo più alto in termini di distruzioni e di vittime civili a questa guerra terribile iniziata nel marzo 2015.

@battgirl74

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