La Russia alla conquista del sud-est asiatico

Con la partecipazione all’East Asia Summit, Putin conferma l’interesse russo per la regione, in cerca di nuovi mercati per le industrie della difesa e dell’energia. Il principale partner è il Vietnam, ma Mosca sta rafforzando i legami anche con Malaysia,  Indonesia e Filippine   

Vladimir Putin su una scala mobile prima di un incontro con il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in a margine del vertice ASEAN-Russia a Singapore, il 14 novembre 2018. Sputnik / Alexei Druzhinin / Kremlin via REUTERS
Vladimir Putin su una scala mobile prima di un incontro con il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in a margine del vertice ASEAN-Russia a Singapore, il 14 novembre 2018. Sputnik / Alexei Druzhinin / Kremlin via REUTERS

Lo scorso novembre, per la prima volta, Vladimir Putin si è recato a Singapore per partecipare all'East Asia Summit (Aes), un forum organizzato ogni anno dai leader di sedici Paesi della regione. Una mossa, quella del presidente della Russia, che conferma la volontà di Mosca di ampliare maggiormente il suo ruolo nell'Asia Orientale. Dal vertice il numero uno russo ha invitato ufficialmente «i funzionari dell’Asean a partecipare alle prossime riunioni dei summit economici di San Pietroburgo e di Vladivostok che si terranno nel 2019». Cosa che le Associazione delle Nazioni del sud-est asiatico (Asean) - ovvero Brunei, Vietnam, Indonesia, Cambogia, Laos, Malesia, Myanmar, Singapore, Thailandia e Filippine - hanno accolto con entusiasmo.

La vendita di armamenti russi ha superato quelli statunitensi nella regione

Mosca, da parte sua, è evidente, mira a conquistare nuovi mercati per le sue industrie della difesa e il vasto settore energetico. Oltre che a far crescere i mercati dove già sta giocando al meglio le sue carte. Nel sud-est asiatico, infatti, secondo i dati resi pubblici dall'International Peace Research Institute di Stoccolma, un think-tank svedese, le compagnie di difesa russe avrebbero venduto armamenti per un valore pari a 6,64 miliardi di dollari tra gli anni 2010 e 2017, superando le vendite statunitensi nello stesso periodo pari a 4,58 miliardi.

Hanoi è il principale partner commerciale di Mosca nel sud-est asiatico

Il Vietnam, complice anche il retaggio del loro legame durante il periodo della guerra fredda, è il più grande acquirente di armi della Russia, nonché il maggior partner commerciale e alleato nella regione. Sempre nel periodo che va dal 2010 al 2017, gli acquisti per la difesa di Hanoi hanno rappresentato il 78% delle esportazioni totali di armi della Russia nel sud-est asiatico.

Il Vietnam è anche l'unico membro dell'Asean ad aver firmato un accordo di libero scambio (Fta) con l'Eurasian Economic Union (Eaeu), un gruppo commerciale guidato, non ufficialmente, dalla Russia e che comprende anche il Kazakistan, la Bielorussia, l'Armenia e il Kirghizistan. Da quando questo accordo è entrato in vigore nel 2016, il commercio tra Mosca e Hanoi ha raggiunto i 5,2 miliardi di dollari nel solo 2017, con un aumento del 29% rispetto all'anno precedente. Entrambe le parti hanno recentemente concordato di raggiungere un fatturato di 10 miliardi entro il 2020.

Altri accordi di libero scambio in cantiere

Accordi simili con altri membri dell'Asean sono in cantiere. La visita di Putin a Singapore, infatti, ha visto il leader russo e il suo omologo primo ministro Lee Hsien Loong ribadire il loro impegno a concludere al più presto un accordo di libero scambio Eaeu-Singapore. Intanto, il commercio bilaterale tra i due Paesi è passato da 1,38 miliardi a 5,38 miliardi negli ultimi dieci anni, quando le compagnie russe hanno ampliato le loro attività nella città-Stato.

Anche il leader malese Mahathir Mohamad, secondo quanto riporta Asia Times, avrebbe espresso la propria volontà di cercare una più profonda cooperazione in materia di difesa e commercio durante un incontro con Putin avvenuto nella sua visita a Singapore. In particolare, il premier malese, avrebbe chiesto aiuto a Mosca per il mantenimento degli aerei da combattimento di fabbricazione russa. Mohamad Sabu, ministro della difesa della Malesia, nel luglio scorso ha dichiarato che solo quattro dei ventotto caccia Sukhoi Su-30MKM e MiG-29 di proprietà della Royal Malaysian Air Force sono attualmente operativi a causa di problemi di manutenzione e mancanza di pezzi di ricambio. Molti analisti vedono la richiesta di Putrajaya come un'opportunità per la Russia e la Malesia di approfondire la cooperazione tecnico-militare ma anche per aumentare e diversificare la loro collaborazione in altri ambiti commerciali.

Legami sempre più stretti anche con Filippine e Indonesia

Mosca si sta facendo strada anche in altre parti della regione, creando legami di difesa più stretti con le Filippine - storico alleato statunitense - e l'Indonesia. Quest'ultima ha concordato nel 2017 l'acquisto di undici aerei da combattimento Sukhoi SU-35, del valore di 1,14 miliardi di dollari. Inoltre, la compagnia petrolifera statale russa Rosneft e la società di energia nucleare Rosatom, stanno portando avanti progetti multimilionari con Giacarta.

@fabio_polese

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