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Nella “nuova” Birmania aumentano i detenuti politici

Stando alle promesse di Thein Sein dovevano essere liberati tutti i detenuti politici entro la fine del 2013. In realtà il numero è aumentato ed è destinato a crescere anche in questi ultimi mesi dell’anno. A denunciarlo sono gli attivisti di Assistance Association for Political Prisoners (Aapp), uno dei più importanti gruppi della dissidenza in Birmania che opera in favore dei detenuti politici.

A man protects his head as a riot police officer hits him with a baton during an anti-Muslim riot in Hlegu, outside Yangon, late April 4, 2014. Photo REUTERS/Soe Zeya Tun

L’associazione - fondata da Tate Naing, uno dei leader della rivolta studentesca del 1988 - ha base lungo il confine tra Thailandia e Birmania.

“Il presidente Thein Sein aveva annunciato che avrebbe rilasciato tutti i prigionieri politici in Birmania. Ma in realtà questo non è accaduto”, ha dichiarato Aung Myo Kyaw, uno dei responsabili dell’Aapp ed ex prigioniero politico che ha trascorso nove anni della sua vita in carcere proprio per la sua attività politica. “Al momento ci sono almeno 84 detenuti politici sparsi nelle carceri del Paese e altri 122 attivisti sono a processo con accuse di natura politica”. Solo nel mese di agosto 2014 gli attivisti di Aapp hanno documentato 28 casi di incriminazioni per reati di natura politica e hanno segnalato che almeno 41 agricoltori – sempre ad agosto - sono stati arrestati per aver manifestato a difesa delle proprie terre.

Undici anni di carcere per aver distribuito dei volantini.

L’ultimo arresto è quello del 52enne Htin Kyaw, attivista birmano condannato a undici anni di carcere nei giorni scorsi con l’accusa di “disturbo dell’ordine pubblico” per aver distribuito dei volantini per le vie di Yangon, la capitale commerciale della Birmania. “Htin Kyaw ha solo espresso la propria opinione, senza violare nessuna legge”, ha sottolineato in un comunicato Amnesty International. “Gli sforzi incessanti delle autorità birmane di silenziare l’opposizione devono cessare subito”. “Purtroppo - continua Amnesty International - il caso di Htin Kyaw è solo la punta dell’iceberg. Decine di attivisti pacifici e difensori dei diritti umani sono stati arrestati”. “Tutte le leggi utilizzate per mettere a tacere gli oppositori devono essere cancellate o modificate immediatamente, in modo da rispettare gli standard dei diritti umani internazionali”.

Ancora oggi le manifestazioni di dissenso verso quello che viene definito il “nuovo” governo birmano sono punite con forza e per scendere in piazza è necessaria un’apposita autorizzazione da parte delle autorità. Autorità che molto spesso non concedono nessuna autorizzazione. “Il problema – sottolinea Phil Robertson, vice direttore di Human Right Watch per l’Asia – è che i funzionari del governo e la polizia agiscono ancora come facevano durante la dittatura militare: inventano accuse e arrestano gli attivisti”.

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