Non solo petrolio. Azerbaijan, nuova frontiera per aziende e giovani italiani

“L'attrattività dell’Italia come sinonimo di qualità della vita e del lusso da parte della clientela azera costituisce senz'altro un asset per gli obiettivi di espansione e di penetrazione commerciale del mercato nazionale azero”. E' quanto si legge nel rapporto Info Mercati Esteri della Farnesina, dedicato all'Azerbaijan, nazione della quale il nostro paese è principale partner economico.

Baku, AzerbaijanA girl, draped in Azerbaijan's national flag, walks with a boy on a street in downtown Baku, Azerbaijan June 18, 2015. REUTERS/Stoyan Nenov
Baku, AzerbaijanA girl, draped in Azerbaijan's national flag, walks with a boy on a street in downtown Baku, Azerbaijan June 18, 2015. REUTERS/Stoyan Nenov

In occasione del match di qualificazione agli Europei di calcio,  il 9 ottobre scorso a Baku è stato presentato “Made in Italy on the Field”, format di promozione per l’Italia, ideato d’intesa con l’Ice e dall’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Il 26 ottobre, inoltre, ottantadue  aziende nostrane hanno preso parte alla 21^ edizione di Baku Build, fiera internazionale delle costruzioni e del design. Iniziative che sembrano confermare l'interesse del nostro Paese per la repubblica caspica nel settore non-oil.

Di Italia e di Azerbaijan abbiamo scelto di parlare con Manuela Sessa, direttore di Go International e presidente dell'AGIA (Associazione Giovanile Italia Azerbaijan), soffermandoci sulle opportunità che aziende e competenze italiane potrebbero cogliere nell'ex repubblica sovietica.

Dott. Ssa, di cosa si occupa la sua Associazione?

“L’AGIA opera nell’ottica di favorire l’incontro e il dialogo tra italiani e azerbaijani, realizzare progetti congiunti e sviluppare nuove opportunità di relazione tra i giovani dei due Paesi”.

Perché è nata? E con quali fini?

“Dopo aver visitato Baku, dinamica capitale azera, nell’estate 2013 abbiamo avuto la reale percezione delle innumerevoli opportunità che l' l’Azerbaijan può offrire.

Dalla sua nascita nel giugno 2014, AGIA ha potuto collaborare e contare sul supporto dell’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaijan in Italia e del Ministero della Gioventù e dello Sport per la realizzazione di numerosi progetti, sia di scambio giovanile, sia di informazione e promozione. Abbiamo portato una delegazione italiana per una visita istituzionale a Baku; accolto una numerosa delegazione di giovani azerbaijani a Roma per il Rome Model United Nations; organizzato un’Area Paese in occasione della Fiera delle Carriere Internazionali; realizzato uno speciale “Go International – Azerbaigian, un Paese di opportunità”; creato un sito internet www.agiaitalia.org e una pagina FB molto attivi, dove è possibile tenersi costantemente aggiornati sulle opportunità di studio e di lavoro in Azerbaigian”.

Con quale ottica l'ex repubblica sovietica guarda al nostro Paese?

“Le relazioni diplomatiche tra Italia ed Azerbaigian sono antiche e i due Paesi hanno spesso lo stesso modo di guardare ed approcciare molti temi internazionali: ad esempio, esiste una stretta collaborazione, sul piano politico,  nelle Nazioni Unite, nella Nato, nel Consiglio d’Europa e in altre organizzazioni internazionali”.

Dunque un'ottica di condivisione e di cooperazione. Secondo lei, perché un'impresa italiana dovrebbe investire in Azerbaijan?

“Per varie ragioni. Sicuramente perché siamo difronte ad un Paese giovane che ha ottenuto l’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991 ed ha tutta la voglia, l’interesse e le potenzialità per crescere e svilupparsi, come sta facendo, a ritmi elevati. Tantissimi sono i settori che si stanno rinnovando e il Governo è costantemente impegnato nell’aumentare il livello di internazionalizzazione e diversificazione dell’economia. Stanno, infatti, nascendo nuove occasioni di scambio e penetrazione commerciale ed oggi sempre più imprese italiane hanno interessi nel settore non-oil. Mi riferisco, ad esempio, alle costruzioni, al design d'interni, alle infrastrutture alberghiere e di intrattenimento nei settori ad alto contenuto tecnologico, nel comparto agroalimentare-vinicolo, nel settore bancario, etc, in cui le eccellenze italiane troverebbero terreno fertile. Questo può fare dell’Azerbaijan un’ottima meta per chi è alla ricerca di nuovi partner commerciali”.

L'interesse italiano, quindi, va oltre la TAP?

“L’Azerbaigian occupa una posizione geopolitica strategica, spartiacque tra due continenti, Europa ed Asia e, dunque, con un ruolo storicamente importante a livello di rapporti politici, economici e culturali. Dal punto di vista delle risorse, oltre alle note ed ampie disponibilità di idrocarburi presenti nel bacino del Mar Caspio, lo stato caspico possiede tantissime altre ricchezze e risorse. Mi riferisco alla notevole varietà morfologica del territorio che ospita circa 9 microclimi differenti, con caratteristiche uniche dal punto di vista climatico, paesaggistico, faunistico e floristico; alle ricchezze culturali, storiche ed artistiche; alle tradizioni culinarie, musicali e dell’artigianato”.

@marco_petrelli

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