La sorella di Kim alle Olimpiadi: apertura o provocazione?

È la donna più potente della Corea del Nord. E sarà la prima esponente della dinastia regnante a varcare il confine con il Sud dopo 68 anni. Un evento epocale, che sulla carta corona la tregua olimpica. Ma può aiutare Pyongyang a piegare il regime delle sanzioni

Un atleta non identificato si allena nello Slopestyle allo Phoenix Snow Park nei Giochi olimpici invernali di PyeongChang. Corea del Sud, 8 febbraio 2018. REUTERS / Issei Kato
Un atleta non identificato si allena nello Slopestyle allo Phoenix Snow Park nei Giochi olimpici invernali di PyeongChang. Corea del Sud, 8 febbraio 2018. REUTERS / Issei Kato

La sorella di Kim, Kim Yo-jong, sarà la prima della famiglia al potere a Pyongyang  a varcare il confine con il Sud dopo 68 anni. Evento epocale, sicuramente, e c'è da credere che tutti i fotografi saranno per lei, immortalata, magari, seduta accanto a Mike Pence, vice presidente degli Stati Uniti. La giovane sorella del Brillante leader – colpita dalle sanzioni per violazione dei diritti umani nel gennaio 2018 - guiderà una delegazione, tra cui sarà presente anche un funzionario colpito dalle sanzioni per il nucleare. Quella di Pyongyang, dunque, è un'apertura o l'ennesimo tentativo di dimostrare la propria attuale forza «negoziale»?

Partiamo dalla sorella, recentemente promossa all'interno del Politburo del partito dei lavoratori e dunque assurta a un ruolo ancora più importante di quelli precedenti. È lei ad aver lavorato all'immagine di Kim Jong-un, soprattutto all'inizio del suo mandato, quando c'era da convincere una popolazione a seguire un leader così giovane e sostanzialmente sconosciuto.

E ora si ritroverà alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di PyeongChang e poi incontrerà il presidente sud coreano Moon Jae-in, uno degli artefici di questo riavvicinamento. E in nome di questa rinnovata vicinanza, Seul ha deciso di derogare temporaneamente le sanzioni.

Il portavoce del ministero degli Esteri sudcoreano Noh Kyu-duk, ha specificato che «La nostra posizione di base è che non causeremo alcuna controversia per una potenziale violazione di sanzioni nei confronti del Nord per rendere un successo le Olimpiadi di PyeongChang», ha spiegato, rivolto a Washington e Tokyo. «Noi speriamo - ha continuato - che voi comprendiate che il governo ha fatto ciò che riteneva necessario e misure minime per garantire il successo dei giochi».

La sospensione delle misure accordate sarà, ha spiegato ancora Noh, «temporanea», sostanzialmente un'«eccezione». Eccezione o meno, secondo i falchi sudcoreani, Kim Jong-un avrebbe ottenuto così un altro importante successo: fare arrivare al Sud sua sorella in rappresentanza di famiglia e dinastia – la delegazione arriverà con un jet privato – e «spezzare» le sanzioni che fino ad ora sono state le uniche armi nelle mani dei suoi avversari.

Sulle doti della sorella, del resto, il quotidiano sudcoreano Chosunilbo ne aveva scritto per la prima volta nel 2011: una ragazza mai vista compariva in una foto, accanto al leader Kim Jong-un. C'era solo un dubbio: era la sorella o la moglie? I fatti successivi avrebbero dimostrato che si trattava di Kim Yo Jong.

E ancora: nel 2014 Kim Yo Jong, nata il 26 settembre 1987 – secondo il North Korea Leadership Watch – era considerata la persona al comando della Corea del Nord: all'epoca il fratello (i due sono figli della stessa madre, la terza moglie di Kim Jong-il) era scomparso, forse perché malato. Tutti gli osservatori degli affari interni – ovvero analisti che provano a mettere insieme scampoli di informazioni che giungono da decisioni pubbliche del regime, miste a dicerie e racconti di qualche defectors nord coreano – presentarono allora al mondo l'immagine di questa ragazza, Kim Yo Jong.

Considerata una fedelissima del fratello, unica della famiglia a essere stata fotografata pubblicamente (a un concerto di Eric Clapton), veniva all'epoca presentata al mondo come la vera novità della Corea del Nord dopo la morte di Kim Jong-il. Michael Madden, uno degli animatori del sito nkleadershipwatch.com, disse che Kim Yo Jong veniva data nella posizione di vice-direttrice del partito dei lavoratori: una carica fondamentale.

La donna più potente del Paese?

Il primo maggio 2014 il Guardian titolava: «La sorella di Kim diventerà la donna più potente del Paese?». Il riferimento era duplice: era da poco caduto in disgrazia lo zio, Jang Song-taek, (ucciso probabilmente anche perché considerato «troppo» vicino a Pechino) e con lui la moglie, Kim Kyong-hui, fino ad allora considerata la donna più potente di Pyongyang.

Dopo il confronto con la zia, si dice che la giovane Kim Yo Jong abbia superato in «peso politico» anche la moglie del giovane dittatore, considerata molto potente solo per la sua posizione di moglie, ma non per la sua capacità di agire politicamente.
Dal 2014 ad oggi Kim Yo Jong ha disegnato la sua traiettoria politica nell'ambito che ai nostri giorni appare quello più importante: la comunicazione e l'immagine pubblica del fratello.

Nel mondo attuale e con l'eco che hanno gli annunci e le minacce del giovane leader di Pyongyang, l'immagine che Jong-un propone di sé diventa fondamentale per consentire di parlarne, scriverne e tenere alta l'attenzione su questo nuovo leader mondiale.

E la responsabile numero uno dell'immagine del fratello era lei, Kim Yo Jong: una volta che Kim Jong-un è tornato saldamente al controllo del potere, è stata lei a curare la sua immagine tanto interna, quanto internazionale.

È stata la sorella – che come il fratello avrebbe studiato a Berna, in Svizzera e si sarebbe poi laureata in informatica in patria – a obbligare Kim a prendere parte a eventi locali, inaugurazioni, manifestazioni, così da creare l'immagine del Brillante Leader, vicino alla popolazione coreana. È stata lei, a quanto si dice, a creare il mito dell'amicizia di Kim con l'ex star del basket americano Dennis Rodman.
E sarebbe stata lei – cosa più importante di tutte - a spingere sulla somiglianza anche fisica tra Kim Jong-un e Kim Il-sung, il «creatore» della dinastia comunista della Corea del Nord, il «presidente eterno».

L'invenzione di Kim Jong-un

Poco dopo la morte del padre Kim Jong-il, il giovane Kim, probabilmente per consolidare il proprio potere, creò immediatamente una crisi con gli Stati Uniti attraverso i test di alcuni missili: all'epoca, al confine tra Cina e Corea del Nord la vita scorreva uguale come tutti giorni ma, trattandosi del primo periodo al potere, non pochi cinesi e nord coreani che trafficavano al di qua del confine segnalavano un dato non da poco: nessuno conosceva davvero il giovane leader. Nessuno sapeva bene chi fosse. Nessuno neanche sapeva bene come fosse fatto, che volto avesse.

Pare che sia stata proprio l'opera della sorella ad associare Kim Jong-un non solo fisicamente ma anche moralmente al Presidente eterno, portando il suo ritratto ovunque, sottolineando le somiglianze con quello che dai nord coreani è considerato una specie di semi-dio.

E ora Kim Yo Jong è stata nominata membro del Politburo, la massima carica politica del Paese, in sostituzione di uno zio che avrebbe raggiunto limiti di età. In realtà, secondo gli osservatori, insieme ad altri movimenti di nomine questa mossa sancirebbe una sorta di passaggio generazionale in Corea del Nord: Kim sembrerebbe aver compiuto un vero e proprio ricambio politico, tagliando ogni filo conduttore con il passato regime del padre e ponendo nei punti chiave del potere suoi uomini, o donne, fidate.

Ma le storie delle dinastie familiari non sono prive di sorprese: i segreti di cui sono a conoscenza le persone più vicine al più potente del momento non sempre sono prodromi di fedeltà o capacità di stare al proprio posto. E la giovane Kim Yo Jong, benché abbia avuto una carriera sotto traccia, pare una persona con le idee piuttosto chiare. Senza contare che l'attuale immagine del fratello è un sua invenzione.

@simopieranni 

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

GUALA
GUALA