Rojava Kurdistan, il tassello sconosciuto del Grande Kurdistan

Il Rojava Kurdistan è un territorio a maggioranza curda che comprende il nord della Siria e che si snoda lungo tutta la linea di confine con la Turchia. E' la parte occidentale di un ipotetico 'Grande Kurdistan' che prenderebbe porzioni di territorio anche da Iraq, Turchia e Iran. In Iraq di fatto il Krg, (Kurdistan Regional Government) è autonomo, anche se formalmente sempre sotto Baghdad.

Kurdish female fighters of the Kurdish People's Protection Units (YPJ), Malikiya, Hassaka province, December 9 2013. Photo REUTERS/Rodi Said


Il secondo tassello del 'Grande Kurdistan' è appunto il Rojava, che è anch'esso di fatto autonomo dal 2012, anche se il territorio autogestito dai curdi non è senza soluzione di continuità. Infatti è diviso in tre regioni (o cantoni), Kobani, Efrin e Cyzire, amministrate dal Kurdish Supreme Committee, formato da elementi del Kurdish Democratic Union Party (PYD) e del Kurdish National Council (KNC). I due gruppi, seppur con differenti visioni ideologiche e con frequenti scontri a livello politico, hanno segnato un accordo di cooperazione il 12 giugno 2012 al fine di gestire con un governo condiviso i territori liberati. E non è un caso che l'accordo sia stato siglato a Hewler, nel Kurdistan iracheno, sotto l'ala protettiva di Massoud Barzani.

Braccio armato del Kurdish Supreme Committee sono le Forze di Difesa Popolare, la People's Defence Forces (YPG) e la Women's Defence Forces (YPJ), che da oltre due anni stanno combattendo sia contro gruppi ribelli islamisti sia contro l'Isis.

I curdi, in special modo quelli del Pys, sono sempre stati molto cauti nelle alleanze, giocando spesso su più fronti. Il rapporto con il governo centrale di Damasco è anch'esso ambiguo, basato sulla non ingerenza reciproca a livello territoriale.

Dei curdi del Rojava se ne è parlato poco fino a quest'anno, causa l'avanzata Isis in Iraq e quindi il coinvolgimento, non solo dei peshmerga, ma anche dei guerriglieri del Pkk e appunto, dei suoi omologhi siriani del Pyd. Sono stati loro, e non i peshmerga iracheni, a creare un corridoio umanitario sul monte Sinjar per permettere a migliaia di yazidi di scappare dall'assedio dei militanti del Califfato lo scorso agosto.

Attualmente le People's Defence Forces (YPG) stanno addestrando centinaia di yazidi, raggruppati sotto la sigla del Sinjar Protection Unit. Con il Pyd e i guerriglieri del Pkk impegnati in prima persona a contenere e fronteggiare quotidianamente i miliziani dell'Isis in Siria, la richiesta di riabilitazione del partito di Ocalan, togliendolo dalle liste Ue e Usa delle organizzazioni terroristiche, è un passo necessario. Questione di non poco conto che sta sollevando accesi dibattiti in Turchia.

Gli uomini del Pyd e del Pkk non combattono solo in Siria o lungo i confini dell'Iraq ma sono arrivati a dare manforte ai peshmerga anche a Jalawla, a 160 km da Bahgdad e a Makhmour, a sud di Mosul.

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