Russia-Turchia, nello sport la guerra è già iniziata

A quasi un mese dall’abbattimento del Sukhoi Su-24, i toni tra Cremlino e Ankara non sembrano abbassarsi, mantenendo vivo il timore che dalle parole si passi ai fatti. Nella conferenza stampa di fine anno ospitata al Cremlino davanti a 1400 giornalisti Vladimir Putin ha ribadito di non vedere “alcuna possibilità di appianare le relazioni con la Turchia” a breve termine.

REUTERS/Maxim Zmeyev

Nel frattempo c’è una guerra già iniziata tra le due parti, che si sta giocando tutta in campo sportivo. Un conflitto per lo più simbolico, ma di elevato impatto emotivo, fatto di partite saltate, contratti annullati e ritorsioni varie.

Il primo passo lo hanno compiuto Lokomotiv Mosca, Spartak Mosca, Kuban Krasnodar e altri club della Prem’er Liga, che hanno deciso annullare le abituali sessioni di allenamento previste durante la lunga pausa invernale del campionato a Belek, Kundu, Kemer e in altre località della costa mediterranea turca. Su invito del ministero dello Sport di Mosca e della Lega calcio nazionale, quest’anno una delle mete prescelte per gli allenamenti tra gennaio e marzo sarà il Golfo persico. Non a caso l’annuncio del boicottaggio delle strutture di allenamento turche è stato formalizzato con un tweet dell’account ufficiale dell’ambasciata russa negli Emirati Arabi Uniti datato 10 dicembre, secondo cui i club russi a gennaio si andranno ad allenare ad “ad Abu Dhabi invece che in Turchia”.

Altra meta di ripiego sarà Ayia Napa, nella parte greca di Cipro, dove nei prossimi mesi, a causa del boicottaggio della Turchia, è atteso un vero e proprio boom di presenze russe. “A causa del conflitto in atto tra Russia e Turchia molte squadre di calcio russe hanno mostrato interesse per allenarsi da noi - ha spiegato Yiannis Karousos, sindaco della cittadina mediterranea, secondo cui diversi tour operator russi hanno visitato la zona in cerca di campi da calcio, hotel e altre strutture legate al turismo invernale.

Contratti annullati

Al momento Mosca appare intenzionata a sfruttare fino in fondo le potenzialità che il calcio e gli altri sport possono garantire in termini di propaganda. A pochi giorni dallo scoppio della crisi con Ankara il ministro dello Sport russo Vitaly Mutko ha imposto il divieto di ingaggio di calciatori turchi nel campionato russo, affermando che “se qualcuno volesse sottoscrivere un contratto con un calciatore turco durante la sosta invernale, non potrà farlo”.

Ancora più incisiva, se confermata, sarebbe la decisione di annullare i contratti delle compagnie turche impegnate in Russia nei lavori di preparazione della Coppa del Mondo del 2018. Per il momento sono saltati i lavori di rifacimento dell’impianto elettrico e antincendio dello stadio della Dinamo, una delle strutture che tra tre anni ospiterà la Coppa del Mondo. Il contratto, dal valore di quasi 30 milioni di euro, era stato appaltato ad agosto alla turca Anel Elektrik, ed è stato annullato nei primi giorni di dicembre proprio “a causa degli attuali sviluppi”. Altre commesse rischiano di subire la stessa sorte.

Mosca vs Istanbul

Altro appuntamento critico è fissato per febbraio, quando Fenerbahce e Lokomotiv Mosca, due dei più rappresentativi club dei due paesi, si incontreranno per i sedicesimi di Europa League.

In molti, all’indomani del sorteggio di Nyon che ha stabilito l’accoppiamento, hanno espresso timore per la gestione della sicurezza per la gara di andata a Istanbul (16 febbraio) e per quella di ritorno a Mosca (25 dello stesso mese), tanto che il direttore sportivo della Lokomotiv, Kirill Kotov, ha auspicato anche la possibilità di giocare in campo neutro.

Finora, da quando è iniziata la crisi, l’unico precedente di confronto tra società sportive dei due paesi si è avuto nella pallavolo. Il primo dicembre scorso, a pochi giorni dall’abbattimento del caccia da parte dell’aviazione turca, due società russe (Belogorod e Dinamo Mosca) si sono rifiutate di andare a giocare a Smirne e ad Ankara “per ragioni di sicurezza”, ricevendo però critiche anche da parte del ministro Mutko, che ha invitato a “non drammatizzare né aggravare la situazione” e a far distinzione tra “sessioni di allenamento” (boicottabili) e “calendario ufficiale delle competizioni internazionali”, da onorare fino in fondo.

Rispetto al confronto di febbraio tra Lokomotiv e Fenerbahce dalle due parti sono arrivati solo toni rassicuranti. Mutko si è detto sicuro che “i turchi sono in grado di garantire la sicurezza e che non vi saranno problemi”, mentre il primo ministro di Ankara Ahmet Davutoglu si è spinto ad affermare che “se giocata in uno spirito di sportività, la partita potrà contribuire a ridurre le tensioni tra i due paesi”.

Ma, al di là dei buoni propositi, il tema sicurezza per la doppia sfida di febbraio resta all’ordine del giorno, e preoccupa la Uefa così come le autorità dei due Paesi. A dimostrarlo ci sono anche gli incidenti avvenuti a Istanbul nemmeno due mesi fa, prima della partita tra lo stesso Lokomotiv e il Besiktas, un’altra delle squadre di Istanbul. In un clima, vale la pena ricordarlo, non ancora avvelenato dalla recente crisi diplomatica.

@carlomariamiele 

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