Sentsov e Kohver. Dei delitti e delle pene. Due processi politici in Russia

Due sentenze esemplari, due processi diversi ma con in comune l’intenzione di far vedere al mondo, ma soprattutto ai paesi vicini, dal Baltico all’Ucraina, chi è il più forte. L’ultima settimana di agosto due tribunali, due giudici, hanno emesso due pesantissime sentenze di condanna per quelli che, di fatto, sono stati due processi politici: troppo gravi le accuse, troppo deboli le prove, già scritte le sentenze. Oleg Sentsov è un regista ucraino, condannato a vent’anni di reclusione. L’accusa: terrorismo. Eston Kohver è un agente dei servizi segreti estoni, condannato a quindici anni di carcere duro. L’accusa: contrabbando e spionaggio.

Rostov-On-Don, RussiaUkrainian film director Oleg Sentsov looks on from a defendants' cage as he attends a court hearing in Rostov-on-Don, Russia, August 25, 2015. A Russian court on Tuesday sentenced Sentsov to 20 years in a high-security penal colony for "terrorist attacks" in Crimea, the Black Sea peninsula that Moscow annexed from Ukraine in April 2014, RIA news agency said. REUTERS/Sergey Pivovarov
Rostov-On-Don, RussiaUkrainian film director Oleg Sentsov looks on from a defendants' cage as he attends a court hearing in Rostov-on-Don, Russia, August 25, 2015. A Russian court on Tuesday sentenced Sentsov to 20 years in a high-security penal colony for "terrorist attacks" in Crimea, the Black Sea peninsula that Moscow annexed from Ukraine in April 2014, RIA news agency said. REUTERS/Sergey Pivovarov

Sentsov, ovvero il terrorista

Oleg Sentsov, classe 1976, è un giovane regista ucraino. E’ stato arrestato l’11 maggio 2014 con l’accusa diessersi procurato esplosivoallo scopo di usarlo contro le autorità russe che nel frattempo avevano occupato la Crimea, sua regione natale. Quando nell’inverno 2014 a Kiev scoppia la protesta, Sentsov diventa un attivista di Automaidan. Dopo la fuga di Yanukovich si sposta a Simferopoli, capoluogo della Crimea, città dove e nato e cresciuto, e qui lo sorprende l’arrivo degli “uomini verdi”, quei soldati senza mostrine che in meno di ventiquattrore prenderanno il controllo della penisola e che, in quei primi giorni di occupazione, in molti non si azzardano a chiamare russi. L’esercito ucraino, in quelle ore convulse, non sa che fare. L’ordine è di restare chiusi nelle caserme, bisogna evitare a tutti i costi che scoppi una guerra (che poi, più tardi, esploderà comunque nel Donbass). Sentsov è tra coloro che portano cibo e generi di prima necessità ai soldati imprigionati nelle loro baracche. Ma l’FSB, i servizi segreti russi, lo arrestano. L’accusa è di avere “pianificato attacchi” e di essere in possesso di esplosivi, un terrorista quindi. Difficile verificare la validità di tali accuse. Le prove del processo sono artefatte, accusa Sentsov, che dichiara di essere vittima di un processo politico. A nulla vale la mobilitazione internazionale di registi come Ken Loach e Pedro Almodovar. Quando arriva la sentenza, Sentsov, in piedi davanti alla corte, dichiara “voi rappresentate una forza occupante, e non può venire nessuna giustizia dagli invasori”.

Kohver, ovvero la spia

Eston Kohver è un agente del KaPo, il servizio segreto estone. E’ stato arrestato il 5 settembre 2014 lungo la frontiera tra i due paesi, presso Luhamaa. Secondo la versione estone, Kohver stava indagando su alcuni traffici illegali ed era lì per incontrare un informatore, questo spiega i cinquemila euro che aveva in tasca e la pistola nella fondina. Per arrestarlo i russi hanno usato granate stordenti e disturbatori di frequenze. Non è chiaro se sia stato catturato di qua o di là dalla frontiera. Una volta nelle loro mani, i russi lo hanno esibito in televisione dicendo di averlo colto in una azione di spionaggio. Il tribunale di Pskov, che ha la giurisdizione per il territorio in cui è avvenuta la cattura, ha condannato l’agente estone a15 anni di reclusione da scontare in regime di stretta sorveglianza in una colonia penale russa. Le motivazioni della condanna sono spionaggio, passaggio illegale della frontiera russa, contrabbando e porto illegale d’armi.

Sentenze parallele

Le due sentenze rappresentano un chiaro messaggio ai paesi vicini. Che nessuno si sogni di interferire con le ambizioni di potenza russe. La Crimea è russa, punto, e chi si oppone a quella che è una palese violazione del diritto internazionale è un terrorista. E che tutti vedano la fine che fa un terrorista. Il Baltico è solo il prossimo nella lista. Non a caso, una settimana dopo la sentenza Kohver, il parlamento estone ha deciso di erigere un muro di filo spinato sul confine russo. La recinzione sarà lunga 108 km e sarà alta due metri e mezzo, e verrà installata su un totale di due terzi della frontiera. Un segno di quanto siano tesi i rapporti tra i due paesi, ma è tutta l’area del Baltico a soffrire costanti invasioni dello spazio aereo, esercitazioni militari ai confini, senza contare le recenti proposte di rivedere la legittimità dell’indipendenza dei paesi baltici o i finanziamenti ai partiti e alle televisioni filorusse, che invocano la secessione delle aree russofone. Queste due sentenze, più che questioni di politica interna, sono messaggi rivolti all’esterno. E servono anche a misurare la reazione occidentale, finora non pervenuta.

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