Siria e Iraq: il prezzo della liberazione

A Raqqa e a Mosul i civili, sudditi forzati di ISIS, ora vivono e muoiono sotto le bombe di chi combatte il Califfato. Organizzazioni umanitarie e Nazioni Unite denunciano anche l’uso illegale di armi al fosforo.

Persone che attraversano un passaggio improvvisato in un villaggio vicino Raqqua dopo che il ponte è stato distrutto nella lotta tra tra la coalizione guidata dagli Usa e lo Stato islamico. REUTERS/Goran Tomasevic
Persone che attraversano un passaggio improvvisato in un villaggio vicino Raqqua dopo che il ponte è stato distrutto nella lotta tra tra la coalizione guidata dagli Usa e lo Stato islamico. REUTERS/Goran Tomasevic

BEIRUT: Human Rights Watch ha denunciato nei giorni scorsi l’uso di bombe incendiarie al fosforo bianco da parte della coalizione internazionale, guidata dagli USA, che combatte ISIS in Iraq e in Siria. Armi che rappresentano un grande pericolo per la popolazione civile, soprattutto quando sono utilizzate in aree urbane.

La denuncia è scattata in seguito ai dati e alle testimonianze che arrivano dal campo di battaglia per Raqqa, la roccaforte di ISIS nella Siria settentrionale. La città è sotto attacco da parte delle “Forze Democratiche Siriane” (SDF), gruppo di miliziani in maggioranza curdi sostenuto dalla coalizione a guida statunitense.

Secondo le convenzioni internazionali le armi al fosforo bianco possono essere utilizzate sui campi di battaglia per creare cortine fumogene o illuminare il terreno di scontro. Per questo il fosforo bianco non è classificato come arma chimica e messo al bando, nonostante provochi ustioni, intossicazioni e avveleni le sorgenti d’acqua e i terreni.

In realtà il fosforo bianco è un’arma chimica in piena regola che tutti gli eserciti del mondo impiegano da più di un secolo come bomba incendiaria. A contatto con l'ossigeno presente nell'aria produce anidride fosforica generando calore. L'anidride fosforica reagisce violentemente con tutti i composti contenenti acqua, pelle e carne umana compresi, e li disidrata producendo acido fosforico. Il calore sviluppato da questa reazione brucia la parte restante del tessuto molle. Il risultato è la distruzione completa del tessuto organico.

I frammenti di fosforo bianco, quando tornano a contatto con l’ossigeno, possono riaprire le ferite anche dopo il trattamento ed entrare nel flusso sanguigno causando danni agli organi interni. Per questo i terreni e le sorgenti contaminati non sono utilizzabili per lungo tempo.

“In qualsiasi modo sia utilizzato il fosforo bianco espone ad alti rischi di terribili ustioni e durevoli malattie nelle città affollate come Raqqa e Mosul e in qualsiasi altra area con forte concentrazioni di civili.” Ha dichiarato Steve Goose, direttore HRW.

“Le forze statunitensi dovrebbero prendere tutte le precauzioni possibili per ridurre al minimo i danni ai civili quando utilizzano fosforo bianco in Iraq e Siria.”

Recentemente, a Ginevra, anche gli esperti delle Nazioni Unite per i crimini di guerra hanno affermato che gli intensi bombardamenti aerei della coalizione sulla fortezza di Raqqa hanno causato “sconvolgenti perdite di vite nella popolazione civile.”

“In particolare notiamo che la campagna aerea a sostegno dell’avanzata terrestre del SDF a Raqqa, ha causato non solo la morte di un numero elevato di civili, ma ha anche costretto ad abbandonare le loro case 160.000 persone.” Ha detto Paulo Pinheiro, presidente della Commissione d’inchiesta sulla Siria delle Nazioni Unite.

Anche l’Osservatorio siriano per i diritti umani, ONG che dall’inizio della guerra civile tenta di tenere la tragica contabilità dei morti, afferma che sono centinaia le vittime innocenti dei bombardamenti.

L'ambasciatore siriano presso l’ONU a Ginevra, Hussam Edin le viitime innocenti , ha denunciato “sono numerose le violazioni commesse dalla coalizione internazionale, che mira all'infrastruttura, uccidendo centinaia di civili, gli ultimi 30 pochi giorni fa  a Deir al-Zor.”

Dal canto suo la coalizione guidata dagli USA dichiara che esamina le accuse e che è molto attenta a evitare vittime civili nei suoi raid in Siria e in Iraq.

Sembra che ormai l'imperativo di combattere il terrorismo debba essere perseguito anche a spese dei civili, che si trovano, incolpevoli, a vivere e soffrire nelle terre conquistate da ISIS.

@MauroPompili 

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