Pechino s'infiamma per Taiwan e avverte gli Stati Uniti

Il presidente e il premier usano toni durissimi contro chi minaccia l'integrità della Cina. Nel mirino c'è il nuovo Taiwan Travel Act degli Stati Uniti, che incoraggia i contatti con i funzionari dell'isola ribelle. E  i media cinesi avvertono: "Prepariamoci a uno scontro militare".

La portaerei cinese Liaoning. REUTERS/Bobby Yip
La portaerei cinese Liaoning. REUTERS/Bobby Yip

Nel discorso di chiusura dell'ultima assemblea nazionale cinese, Xi Jinping – presidente, segretario e capo delle forze armate – ha infiammato la platea, e probabilmente molti cuori, quando ha fatto espliciti riferimenti alla sovranità cinese e quando ha tuonato contro eventuali mire divisive. «Nessun centimetro del nostro grande Paese può essere separato dalla Cina» ha detto Xi scagliandosi contro le velleità indipendentiste. Con un palese riferimento agli Usa, Xi ha dichiarato che «Solo chi è una minaccia per gli altri vede gli altri come una minaccia a se stesso».

Questa durissima posizione in merito a Taiwan è stata ribadita anche dal premier Li Keqiang che, durante la sua conferenza stampa al termine dell’Assemblea nazionale, ha detto: «Non possiamo tollerare alcun sentimento indipendentista taiwanese». Pechino, al contrario, ha aggiunto il premier, intende agevolare il dialogo per la riunificazione con Taipei, offrendo parità di trattamento economico ed educativo. Anche il premier ha inviato un avvertimento agli Usa, dichiarando che la Cina non consentirà a nessuna forza esterna di usare Taiwan come una pedina nello scacchiere geostrategico.

Tutta questa attenzione per l'isola ribelle, dove si rifugiarono i nazionalisti sconfitti dai comunisti prima della proclamazione della Repubblica popolare cinese nel 1949, è arrivata dopo la proclamazione del Taiwan Travel Act, una legge che secondo Pechino rischia di riportare a galla mire indipendentiste che sembravano ormai sopite, specie dopo che anche gli Usa dal 1979 avevano chiuso le relazioni con Taipei riconoscendo, in pratica, la teoria di una "unica e sola Cina" tanto cara a Pechino, nonché a causa di accordi economici che legano il destino di Taiwan a quello della Cina continentale.

Ma la legge che incoraggia gli scambi di visite a tutti i livelli tra funzionari statunitensi e taiwanesi, viene vista come un pericoloso fastidio da Pechino, specie durante una presidenza come quella di Trump, non certamente percepita come attenta ai dettagli tanto cari ai cinesi.

Secondo quanto riferito dall'Istituto statunitense di Taiwan (Ait), il vicesegretario di Stato per gli affari dell'Asia orientale e dell'area del Pacifico Alex Wong è in visita a Taipei, dopo aver tenuto riunioni a Singapore. Anche l'ambasciata cinese a Washington è intervenuta, rilasciando una dichiarazione in cui si è detta "fortemente insoddisfatta" del Taiwan Travel Act, affermando che ha violato gravemente la sovranità della Cina e le basi politiche delle relazioni tra Pechino e Washington. E a dimostrare il nuovo corso dei diplomatici cinesi di cui abbiamo scritto su eastwest.eu, anche l'ambasciatore cinese a Londra in una lettera al Guardian ha tenuto a fare sentire la propria voce: "La Cina è una", ha scritto proprio a proposito di Taiwan.

E sul Taiwan Travel Act è intervenuto il Global Times, quotidiano nazionalista molto vicino al partito comunista. Il giornale ha attaccato gli Usa e ha promesso contromisure dopo la visita sull'isola del diplomatico dell'Ufficio per l'Asia orientale e il Pacifico, Alex Wong: "Dobbiamo ribattere contro l'attuazione del Taiwan Travel Act di Washington".

Secondo il quotidiano ci sarebbero tre possibilità: il divieto di avere rapporti con la Cina da parte dei funzionari Usa che si sono recati a Taiwan fino a quando non lasceranno l'incarico, esercitare pressioni nelle aree di cooperazione bilaterale e nelle sedi internazionali iniziando dalle Nazioni Unite, e, infine, prepararsi a un possibile "scontro militare diretto nello Stretto di Taiwan" che divide la Cina continentale dall'isola autonomamente gestita. "Occorre chiarire che l'escalation allo scambio di funzionari tra Stati Uniti e Taiwan porterà serie conseguenze a Taiwan".

Non solo minacce però, perché nei giorni scorsi Taiwan avrebbe mobilitato navi e aerei da combattimento per monitorare il gruppo da battaglia della portaerei cinese Liaoning, che è transitato proprio attraverso lo Stretto di Taiwan.

E l'isola si ritrova suo malgrado di nuovo al centro dell'attenzione: è una delle pedine di un probabile conflitto diplomatico a bassa intensità tra Cina e Usa che durerà chissà quanto tempo.

@simopieranni

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