Svezia, le future elezioni si giocheranno su scuola e cultura

Non è un caso che quest’anno la Capitale Europea della Cultura sia Umeå: da sempre città creativa, in conseguenza dell’istituzione dell’Università avvenuta negli anni sessanta il centro urbano (650 chilomentri a nord di Stoccolma e 400 a sud dell’Artico) ha conosciuto una espansione demografica - da quarantamila a quasi centoventimila abitanti, trentaseimila dei quali iscritti all’università - senza pari in Europa.

Il ruolo della città svedese sarà presentato, a partire dal 31 gennaio, all’inizio del Dálvvie, la prima delle otto stagioni dei Sami, popolazione autoctona del nord della Scandinavia, nel cui territorio si trova Umeå.

Nei tre giorni di inaugurazione, artisti locali e stranieri contribuiranno ad uno spettacolo in cui neve e luci saranno cornice di diversi eventi, sullo sfondo del fiume Umeälven e della piazza centrale, Rådhustorget. Le iniziative comprenderanno più di centoventi eventi, oltre all’apertura di nuovi musei. Umeå vanta una scena musicale che spazia dal pop all’ hardcore, passando per la classica. Molte realtà europee sono entrate nell’ideazione di “Umeå 2014”, attraverso un concorso che ha portato alla selezione di cinquecento progetti artistici.

Ma in Svezia quest’anno si parla di cultura anche nel dibattito in vista delle consultazioni europee - ed in seguito in quelle politiche - del 2014. Molti ritengono che quando il sistema scolastico era gestito dallo stato centrale (prima del processo di decentramento avviato nel 1989 dai Social Democratici con l’allora ministro dell’Educazione - poi premier -Göran Persson) l’impostazione della didattica privilegiasse uno stimolo a diventare più bravi, rispetto ad una successiva tendenza al livellamento che alcuni attribuiscono al trasferimento delle competenze alle istituzioni locali.

I Moderati (“Moderata Samlingspartiet”, Centrodestra) intendono proseguire nella tutela del decentramento. Storicamente in Svezia è stato difficile formare maggioranze per le forze liberali, più deboli rispetto ai Social Democratici (“Socialdemokratiska arbetareparti”, partito alla guida dell’area di Centrosinistra), ma l’attuale governo, guidato per la seconda volta dal leader dei Moderati, Fredrik Reinfeldt, ha dimostrato maggiore coesione rispetto ai governi che il Centrodestra ha formato nel passato. La minore vulnerabilità dell’alleanza lascia emergere tra le componenti del governo elementi di frizione: la scuola - considerata una variabile determinante dello sviluppo - è uno dei principali.  I Moderati pensano che se otterranno risultati in campo scolastico, l’esecutivo avrà avuto successo.

L’istruzione svedese è apprezzata per l’incoraggiamento della creatività e di una considerazione positiva degli interessi particolari di ogni alunno. Jan Björklund, Ministro dell’Istruzione, ha espresso la preferenza del suo partito, i Liberali (“Folkpartiet liberalerna”) per una re-statalizzazione della scuola, aggiungendo che i duecentonovanta comuni svedesi non hanno le competenze giuste per ottenere i maggiori risultati che a suo avviso si registravano venti anni fa.

Il dibattito sulla scuola ha fatto seguito alla delusione per un diverso equilibrio nelle classifiche internazionali dell’apprendimento, il che però non dipende solo dai risultati raggiunti nel paese, ma anche dall’avanzata di nuovi portatori di record accademici, come gli stati emergenti dell’Asia. Anche le opposizioni, ad esempio i Verdi (“Miljöpartiet de Gröna”)  con Gustav Fridolin hanno affermato che l’attuale Ministro dell’Istruzione, Björklund, non può essere biasimato per dinamiche che non sono iniziate negli ultimi anni, ma già nei decenni passati.

L’esecutivo ha espresso l’intenzione di modificare la situazione in cui la maggior parte degli alunni seguono a sei anni un corso prescolare per iniziare poi la scuola a sette anni, anticipando l’inizio dei corsi all’età di sei anni. Il governo svedese intende aggiungere un anno di frequenza per quanti non sono riusciti a raggiungere livelli di conoscenza adeguati al passaggio alle secondarie (ginnasio) e migliorare, rendendo in alcuni casi obbligatori, i corsi di recupero estivi. In Svezia l’iscrizione alle superiori è facoltativa, l’idea di fondo è incentivarla rafforzandone le basi formative.

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