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Take Care Kids, la fondazione italiana che aiuta i bambini in Thailandia

Pattaya (Thailandia) - Gli italiani, per fortuna, non sono solo protagonisti di storie orribili. Qui a Pattaya, nella nota località turistica thailandese - conosciuta soprattutto per la vita notturna - dieci anni fa è nata la Fondazione Take Care Kids, che sostiene concretamente i bambini in difficoltà. Una struttura tutta italiana fondata da Giorgio Lusuardi. Attualmente ospita diciotto bambini e in questi anni ha aiutato oltre sessanta piccoli ad avere un futuro. Quel futuro troppo spesso negato dagli abusi e dalla povertà.

Photo credits: Fabio Polese

Lusuardi è un viaggiatore incallito e amante di tutti i Paesi del Sud Est Asiatico. Ma la sua vita cambia quando per la prima volta entra in un orfanotrofio a Pattaya. «Ho visto come vivevano questi bambini e dovevo fare qualcosa per loro. Così ho iniziato autonomamente a portare i primi aiuti». Poi, dopo il tragico maremoto che ha colpito anche la Thailandia nel dicembre del 2004, «grazie all’aiuto di altre persone abbiamo iniziato a mettere le fondamenta per la nascita di Take Care Kids».

Da quel giorno di strada ne è stata fatta tanta e tante sono le storie dei bambini che, grazie alla fondazione italiana, hanno ritrovato il sorriso. Una di queste è quella di Bean, entrato nella casa di Take Care Kids perché, dopo aver subito violenze sessuali dal compagno della madre, era costretto a vivere per strada. «A soli sei anni, mi diceva che non aveva più voglia di vivere. Abbiamo fatto di tutto per recuperarlo e alla fine, dopo una lunga battaglia, ci siamo riusciti».

Prem è un altra piccola innocente che «è stata torturata e seviziata dalla matrigna perché non voleva accettarla». La donna ha provato anche ad ucciderla, «per fortuna non ci è riuscita ed oggi è ancora ospite della nostra struttura».

C’è anche chi ha dovuto subire abusi continui. E’ la storia di Emy, di appena otto anni. «Il compagno di sua madre, un australiano, abusava ripetutamente di lei». Emy è riuscita a scappare e a rifugiarsi dai suoi vicini. «Sono stati proprio loro a chiedere il nostro aiuto, dopo aver saputo delle volenze subite dalla piccola. E’ stata con noi oltre un anno e siamo riusciti a recuperarla».

Purtroppo, però, «i bambini che hanno subito violenze sessuali da piccoli, avranno sempre problemi, soprattutto in età avanzata». Lusuardi parla chiaro: «Le cicatrici fisiche esteriore si rimarginano facilmente, specialmente in un bambino. Quelle mentali, invece, rimangono. E come dicono qua in Asia, lo spirito cattivo torna a trovare la vittima».

Le storie di questi bambini sono tutte segnate da orribili violenze e soprusi, «a volte frutto di situazioni economiche disperate». Ma questo Lusuardi lo sa bene sin dall’inizio della nascita di Take Care Kids. «Quando ho fondato l’associazione ho pensato che dovevamo aiutare le situazioni più tragiche», quelle che le altre organizzazioni umanitarie scartavano perché «venivano considerate irrecuperabili». Ovviamente, «non siamo riusciti a risolvere tutto, ma possiamo essere soddisfatti per il lavoro che abbiamo costruito». Un lavoro puro, fatto con il cuore e senza quei secondi fini che, troppo spesso, coinvolgono le grandi organizzazioni umanitarie.

@fabio_polese

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