Thailandia, il business milionario della tratta degli esseri umani

Il primo maggio scorso sono stati trovati i cadaveri di 26 persone, immigrati provenienti dalla Birmania e dal Bangladesh, in una fossa comune nella provincia thailandese di Songkhla, nel sud del Paese. Secondo il quotidiano thailandese «The Nation», che ha riportato il racconto di un sopravvissuto alle strage, gli immigrati in prevalenza dell’etnia musulmana dei Rohingya - che da anni scappano dalle violenze etnico-religiose dallo Stato Rakhine, nel nord-ovest della Birmania - sarebbero stati uccisi «con colpi di arma da fuoco e a bastonate» da persone legate al traffico degli esseri umani. Sempre secondo la testimonianza rilasciata dall’uomo sopravvissuto, in vari campi lungo il confine tra Thailandia e Malesia, sarebbero state uccise più di 500 persone.

Lhoksukon, Indonesia - Migrants believed to be Rohingya rest inside a shelter after being rescued from boats at Lhoksukon in Indonesia's Aceh Province May 11, 2015. Nearly 600 migrants thought to be Rohingya refugees from Myanmar were rescued from two wooden boats stranded off the coast of Indonesia's northern Aceh province, authorities said on Sunday. The overcrowded boats, which were carrying nearly 100 women and dozens of children among the refugees, were towed to shore by fishermen after running out of fuel. REUTERS/Roni Bintang

Tra gli arrestati alcuni funzionari locali.

In questi giorni la polizia thailandese ha arrestato quattro persone sospettate di gestire il traffico di esseri umani e altre otto sono ricercate. Fra le persone arrestate c’è anche un membro del consiglio provinciale di Songkhla, dove è stata ritrovata la fossa comune, e due funzionari del villaggio di Padang Besar. Il generale Somyos Pumpanmuang ha riferito che sono stati emanati altri mandati di cattura e ha assicurato che tutti i colpevoli verranno consegnati alla giustizia, «anche i politici locali e funzionari amministrativi convolti».

Human Rights Watch chiede una un’indagine indipendente.

Human Rights Watch (HRW), proprio per la pericolosa connivenza tra le autorità thailandesi e i trafficanti, ha chiesto l’apertura di un’indagine indipendente con il coinvolgimento delle Nazioni Unite. «La tratta di persone in questa area della Thailandia è fuori controllo da molto tempo», ha dichiarato Brad Adams, direttore per l’Asia di HRW. «La scoperta di una fossa comune in un campo di smistamento gestito da trafficanti di esseri umani purtroppo non è una grande sorpresa. Il lungo coinvolgimento di funzionari thailandesi nel traffico di esseri umani significa che per scoprire la verità e punire i responsabili è necessaria un’indagine indipendente con il coinvolgimento delle Nazioni Unite». Ma questa richiesta potrebbe rimanere inascoltata. Come i precedenti governi thailandesi, infatti, la giunta militare al governo guidata da Prayuth Chan-ocha - dopo il colpo di stato del maggio 2014 - non consente all’ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) di condurre le pratiche di accertamento.

Il business milionario della tratta di esseri umani.

Nell’ultimo rapporto «The Trafficking in Persons» (TIP) che fa riferimento ai dati del 2014, redatto dal Dipartimento di Stato americano sul traffico umano, viene sottolineato che lo spaventoso fenomeno della tratta illegale delle persone in Thailandia è cresciuto enormemente. I numeri delle persone coinvolte sono altissimi e fruttano a queste organizzazioni criminali milioni di dollari. Secondo i dati forniti da alcune organizzazioni umanitarie che lavorano in difesa dei diritti umani, solo nel 2014, almeno 53 mila persone sarebbero finite nella tratta degli esseri umani, fruttando a questi trafficanti senza scrupoli, più di ottanta milioni di dollari.

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