Una zanzara di sinistra: perché lo Zika virus è anche una questione politica

Lo Zika virus è un’«emergenza sanitaria pubblica di livello internazionale». L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) non ha usato mezzi termini per definire la malattia trasmessa dal mosquito Aedes aegypti. Sullo Zika, effettivamente, si sa ancora poco ed è giusto che le autoritàinvitino alla cautela. La relazione con i casi di microcefalia è «fortemente sospetta» ma non provata scientificamente; la trasmissione per via sessuale non è confermata e al momento non esistono vaccini o soluzioni capaci di arrestare la diffusione della malattia. L’unica certezza è che le donne incinte, se contraessero il virus, metterebbero a repentaglio la salute del feto. In questo panorama d’incertezza e cautela c’è una voce che canta fuori dal coro: quella di Marcelo Castro, Ministro della Sanità del governo brasiliano.

Recife, Brazil Luciele Souza, 23, who is nine months pregnant, stands at the entrance of her house in a slum of Recife, Brazil, February 7, 2016. REUTERS/Nacho Doce

Da quando il virus ha iniziato a essere la sua principale preoccupazione, Castro ha inanellato una serie di gaffe: «Stiamo perdendo “di brutto” la guerra contro il Mosquito»; «il sesso è per gli amatori; la gravidanza, per i professionisti»; «non forniremo il vaccino a 200 milioni di brasiliani, tifiamo affinché le donne, prima di entrare nel periodo fertile, prendano lo zika virus così diventano immuni al mosquito. E non c’è bisogno del vaccino». Senza dimenticare l’ultima perla: «gli uomini sanno proteggersi meglio delle donne». Potrebbero addirittura non sembrare dichiarazioni di un Ministro della Salute. Eppure lo sono. E sono state pronunciate dall’uomo che, al momento, occupa una delle posizioni politiche più difficili in Brasile.

Dall’ottobre del 2015, il Brasile ha registrato 404 casi confermati di microcefalia e/o sindromi nel sistema nervoso centrale. Altri 3670 sono in fase di studio. Il momento del governo a guida PT (Partido dos Trabalhadores) è uno dei più delicati. L’economia stenta a riprendere, gli scandali di corruzione (recenti e passati del partito) e la disoccupazione crescente hanno fatto di Dilma Rousseff un bersaglio perfetto per lopposizione.  E il caso dello Zika virus, che indirettamente ha acceso i riflettori internazionali sul Brasile, non ha certo agevolato il compito del Planalto. Castro, seppur psichiatra di formazione (fermo da 30 anni), non è sembrato l’uomo giusto per affrontare la sfida sanitaria. Le sue gaffe, volontarie o meno, hanno infastidito la Presidenza, oltreché complicare il dialogo con i media. E allora perché non sollevarlo dall’incarico? Perché non scegliere un profilo più adeguato all’«emergenza globale»?

Perché anche la lotta all’Aedes Aegypti ha i suoi risvolti politici. Marcelo Castro appartiene al PMDB (Partido do Movimento Democrático Brasileiro), alleato del PT di Dilma Rousseff. Un partito senza troppe ideologie definite, ma con esigenze ben chiare. Soprattutto in termini di poltrone. Il PMDB, infatti, racchiude due anime in contrasto: c’è chi vorrebbe l’impeachment della Rousseff, come Eduardo Cunha, presidente della Camera e c’è chi non vuole rompere gli equilibri di governo. Nell’ottica di rinforzare l’ala anti-impeachment, Castro è stato nominato Ministro della Sanità nell’ottobre del 2015. Un rimpasto per ingraziarsi gli alleati, dando più poteri agli uomini di Leonardo Picciani, capogruppo alla Camera del PMDB. E un colpo a Eduardo Cunha, che invece sostiene Hugo Motta (PB), pro-impeachment.

Marcelo Castro è contemporaneamente non gradito ai governativi, che vorrebbero la sua poltrona indietro, e agli anti-governativi dello stesso partito, che lo attaccano per screditare il governo. «Il PT guida la Sanità da oltre dieci anni. Questa zanzara è petista. Se Castro dovesse perdere l’incarico, ci sarebbe un motivo in più per l’impeachment di Dilma», ha dichiarato Lucio Viera Lima, deputato federale dello stato di Bahia. Secondo i rumors di Brasilia, il Ministro sarà “ibernato” ma resterà al suo posto. Impensabile rompere gli equilibri in un momento così delicato. A quanto pare lo Zika virus non è solo un’emergenza sanitaria, ma anche politica.

@AlfredoSpalla

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