Zuckerberg, le sue prigioni

Dopo una visita al carcere di San Quintino, il fondatore di Facebook ha avviato un ambizioso e costosissimo progetto di riforma del sistema penitenziario. Alla filantropia si accoppia la pressione sulla politica. Ma per ora Zuck sembra aver accantonato le ambizioni presidenziali.

Un uomo guarda attraverso la grata della porta della sua cella nel carcere di Chino, California. REUTERS/Lucy Nicholson
Un uomo guarda attraverso la grata della porta della sua cella nel carcere di Chino, California. REUTERS/Lucy Nicholson

Accantonata l’idea di candidarsi alla Casa Bianca come riferito quest’estate dai media di tutto il mondo, Mark Zuckerberg, proprietario del 59,7% delle azioni del social network più seguito del pianeta a cui sono iscritti 2 miliardi di utenti, si concentra sulla filantropia annunciando di voler vendere nei prossimi 18 mesi 75 milioni di azioni di Facebook, per un valore stimato tra gli 8 e i 12 miliardi di dollari. I proventi verranno devoluti alla Zuckerberg e Chan Initiative per sostenere l’educazione nelle scuole e la riforma delle carceri negli Usa.  

L’associazione no profit del fondatore di Facebook ha già ricevuto negli anni cospicue elargizioni e lui non è certo nuovo alla filantropia. Ma questo ultimo progetto, nato dopo aver visitato con sua moglie Priscilla Chan il carcere di San Quentin in California e aver raccolto le istanze dei familiari dei detenuti, (1 su 5 recluso per reati minori di spaccio e detenzione di droga su una popolazione carceraria di circa 2 milioni) ha traguardi molto ambiziosi: vuole sviluppare un sistema educativo di qualità nelle scuole, migliorare la condizione dei detenuti nelle carceri e fare pressioni sul Congresso perché promuova una riforma democratica della giustizia e del sistema carcerario.

A inizio 2016 gli Stati Uniti recludevano 2.145.100 persone nelle loro 4.575 prigioni (locali, statali, federali, private a vario livello) mentre il tasso di detenzione degli Usa era di 666 detenuti ogni 100 mila abitanti, il più alto del mondo, con una spesa annuale per le tasche degli americani di circa 85 miliardi di dollari.

Il sistema penitenziario negli Usa è anche fonte di grandi profitti per le prigioni private e più ancora per le imprese che costituiscono l’indotto del complesso carcerario. Il problema rimane però il recupero dei detenuti che ad oggi vengono restituiti alla società dopo aver scontato una pena puramente afflittiva.

E’ qui che l’azione di Zuckerberg si propone di essere incisiva e creare, come lui e sua moglie hanno dichiarato, un “modello”. Per questo sono stati scelti tre gruppi di advocacy a cui verranno donate le azioni Facebook e dato mandato di gestire i progetti, la Just Leadership Usa che lavora per ridurre la popolazione carceraria della metà entro il 2030, la Alliance for Safety & Justicelanciata lo scorso anno con la mission di ridurre la durata e l’entità delle pene e il cui motto è “schools not prisons” e la FAMM (Families Against Mandatory Minimums) che tra le altre propone azioni di advocacy per ridurre il minimo delle pene per i reati minori.

Come riporta la FAMM i dati sulle carceri americane sono sconcertanti: solo nel 2015, l’87% di tutti i colpevoli di reati contro leggi federali hanno scontato una pena in carcere mentre solo il 10% ha ottenuto la libertà vigilata o i domiciliari. Comunque tutte e tre le organizzazioni concordano con Zuckerberg che solo attraverso programmi educativi e di formazione si può immaginare di migliorare la società.

Ed infatti Just Leadership Usa concentra i propri sforzi sulla formazione dei detenuti ed ex detenuti organizzando corsi di self empowerment e leadership training. Il corso Leading with Convinction da loro promosso dura 12 mesi e si svolge sia in presenza che online, con la partnership della  “Columbia Law School’s Center for Institutional and Social Change and Opportunity Agenda” della Columbia University. Fondato nel 2007 il Centro è diventato un punto di riferimento per la collaborazione tra studenti, praticanti e leaders con l’obbiettivo di migliorare le disuguaglianze strutturali della società attraverso la trasformazione delle istituzioni.

C’è da ben sperare dunque anche se i fondi per portare avanti questo ambizioso progetto saranno necessari per un lungo periodo. Per questo Zuckerberg ha dichiarato recentemente che tra i suoi obiettivi futuri c’è quello di donare alla Zuckerberg e Chan Initiative il 99% delle sue azioni, valutate circa 50 miliardi di dollari.

@LauraKiss15

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