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Bo Xilai (che ricorrerà in appello) e le cause - politiche - della caduta

Bo Xilai è stato condannato all'ergastolo e si mettono in fila le reazioni e i significati di questa sentenza. Di sicuro si tratta di una decisione forte dell'attuale leadership, tesa a mettersi per sempre alle spalle, o almeno è lecito pensarlo, la figura ingombrante di Bo Xilai. La notizia del giorno è quella lanciata dalla Reuters: secondo fonti cinesi Bo Xilai avrebbe già deciso di ricorrere in appello come garantisce l'articolo 216 del codice di procedura penale cinese.

Raramente gli appellanti hanno successo, ma si tratta di un atto garantito, all'interno del quale la difesa potrebbe anche presentare nuove prove. Del resto Bo Xilai per tutta la durata del procedimento ha negato tutte le accuse, salvo ammettere alcuni comportamenti sbagliati.

Come spesso accade con personaggi di questa levatura, si sono evidenziati nel corso di questa storia tanti elementi folcloristici ed esotici, sottolineando l'importanza del processo, solo perché Bo Xilai era un politico rilevante.

Nelle tante ricostruzioni dei media, con eccezioni, naturalmente, l'importanza del procedimento è stato dunque ancorato alla figura carismatica e particolare di Bo Xilai, sottolineando spesso le sue sparate propagandistiche e additandolo come fulcro e testa della «sinistra neomaoista» solo e principalmente per la sua campagna fatta di canzoni rosse, messaggi del Timoniere e giovani mandati in campagna.

In realtà Bo Xilai è caduto perché a capo del cosiddetto «modello di Chongqing» su cui l'ex leader politico ha innervato tutte le sue doti di grande comunicatore e di innegabile personalità (sicuramente tendente ad una leadership autoritaria e solitaria, in palese contro tendenza con quella «collegiale» ormai decisa dal Partito). Abbiamo già specificato che Chongqing non è probabilmente l'unica città ad avere operato con determinate caratteristiche: secondo molti intellettuali cinesi si tratta di un modello comune, ma che Bo Xilai ha sicuramente spinto al massimo delle sue potenzialità e rischi, condendolo con elementi ideologici e metodi duri (basti pensare alla campagna contro le triadi) e portandolo infine alla notorietà nazionale.

Bo Xilai dunque era pericoloso per i vertici del Partito Comunista e da qui discende l'importanza del processo, perché il suo modello costituiva una strada rischiosa per una Cina che mai come oggi è avviata verso riforme che tenderanno a diminuire due pilastri del «modello Chongqing»: i finanziamenti statali e i prestiti bancari. Con Bo Xilai il prodotto interno della città è cresciuto al 15,8 percento, mentre quello della la Cina era «solo» al 10 percento. Bo Xilai ha voluto finanziamenti statali a cascata, per aumentare le potenzialità di acquisto dei cittadini. Ha speso 15 miliardi di dollari per la costruzione di 13 milioni di metri quadrati di edilizia residenziale pubblica per le famiglie povere e prevedeva un piano di altri 40 milioni di metri quadrati capaci di accogliere fino a due milioni di persone. Chongqing – durante il regno di Bo Xilai - ha emesso tre milioni di hukou, ovvero i permessi di residenza urbana che ancorano al luogo di residenza quel minimo di welfare garantito dallo stato cinese. Bo Xilai – agli occhi dei cinesi – è quel politico dunque che ha permesso ai lavoratori migranti l'accesso alle cure sanitarie, l'istruzione e la sicurezza sociale.

Per molte di queste scelte, Bo Xilai è stato estromesso dalla politica nazionale, mentre rimangono validi alcuni interrogativi, per niente giudiziari e completamente politici: quanto è forte ancora oggi l'ala «neomaoista» nel Partito e quanto pagherà questa pesante sconfitta giudiziaria del suo uomo più in vista?

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