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Cina al 6,9, l'Apocalisse è rimandata

Xi Jinping il presidente cinese, incontrerà oggi Cameron, la Regina e poi Corbyn. Secondo la stampa inglese si tratta di incontri molto importanti da parte di un leader che viene definito «populista» dal Telegraph, ad evidenziare le caratteristiche nazionaliste di una leadership che nonostante il rallentamento economico, appare per ora ben salda.

Tutto questo, la visita inglese di Xi, proprio nelle giornate in cui la Cina ha ufficializzato la propria crescita al 6,9 per cento nell'ultimo trimestre.

L’Ufficio nazionale cinese di statistica ha rilasciato i numeri che tutti attendevano. Si tratta dei dati di crescita del terzo trimestre della Cina, quelli che un po’ tutto il mondo prevedeva come tragici, in modo da spiegare i recenti capitomboli della borsa. Forse c’era anche chi sperava in dati negativi per vedere il gigante cinese in difficoltà.

E i dati confermano - in effetti - un calo, perché la crescita al 6,9 per cento rappresenta l’andamento più basso dal 2009, quando l’onda lunga della crisi europea aveva lambito anche l’economia cinese.

Ma nello stesso tempo la cifra rappresenta un motivo di tranquillità per Pechino, perché ancora una volta sembrerebbe evitato il cosiddetto «hard landing». 

La Cina tiene, anche se i numeri impressionanti della propria economia, se rapportati a popolazione e percezione della qualità della vita, non lasciano troppo tranquilla la leadership. Lo stesso Presidente Xi Jinping ha sottolineato il momento non certo roseo, sottolineando però come la congiuntura sfavorevole sia propria di tutti i paesi in via di sviluppo.

Ci sono però alcuni dati significativi, ad esempio quello relativo al mercato interno. Un segnale di incoraggiamento per il sogno cinese, ovvero il desiderio espresso dalla leadership di avere un’economia trainata dai consumi anziché dalle esportazioni. Stando ai dati rilasciati dall’Ufficio nazionale di statistica pechinese, le vendite al dettaglio di beni di consumo sono cresciute del 10,9% a settembre rispetto all’anno precedente.

Si tratta di un 10,8% in più rispetto ad agosto. I dati mostrano il più alto tasso di crescita dall’inizio di quest’anno.

Con questi numeri da mostrare, come segnale di un paese che «tiene», Xi Jinping è arrivato ieri in Gran Bretagna. Ha spiegato che la Cina è pronta ad un’epoca d’oro nei rapporti con Londra a conferma di una affinità ritrovata. 

Gli onori con cui Xi è stato ricevuto hanno immediatamente fatto balzare agli occhi la freddezza della precedente visita negli Stati uniti. Del resto proprio Londra aveva spaccato il fronte occidentale per quanto riguarda la partecipazione alla banca di investimenti a guida cinese.

L’accordo più importante che verrà firmato dovrebbe riguardare il nucleare. Due aziende cinesi di proprietà statale, dovrebbero investire 16 miliardi di sterline (25 miliardi di dollari) per un progetto nucleare costruito dalla francese Edf a Hinkley Point, nel sud-ovest dell’Inghilterra. Il direttore della Edf Energy, Vincent de Rivaz, ha descritto la visita di Xi come una «tempestiva opportunità» per chiudere l’affare. 

@simopieranni

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