Se la Cina si prepara a mollare Kim e ad accogliere l'esodo nordcoreano

Pechino starebbe costruendo dei campi profughi al confine. E ha chiuso il ponte da cui passano i commerci con Pyongyang. Messaggi rivolti al regime, come le esercitazioni militari congiunte con Mosca: il tempo della negoziazione è scaduto, è ora di fare una scelta

Camion attraversano il ponte dell'amicizia dal Dandong cinese, provincia di Liaoning, a Sinuiju, in Corea del Nord. REUTERS/Thomas Peter
Camion attraversano il ponte dell'amicizia dal Dandong cinese, provincia di Liaoning, a Sinuiju, in Corea del Nord. REUTERS/Thomas Peter

Di campi profughi aveva parlato per la prima volta il Financial Times la scorsa settimana. Ieri la notizia è stata ripresa dal Guardian: Pechino starebbe costruendo una rete di campi lungo il confine con la Corea del Nord per contenere un eventuale esodo nel caso di una guerra (un tema che ultimamente la stampa di Stato sta trattando con molta attenzione, dando anche indicazioni alla popolazione in caso di conflitto nucleare). Il Guardian riporta l'origine di questa «voce»: la settimana scorsa il Financial Times aveva pubblicato un documento apparentemente uscito dai file interni della China Mobile, azienda incaricata di dotare di connessione internet gli eventuali campi profughi.

Il documento uscito sui social ma la cui veridicità al momento non è ancora stata verificata, descriverebbe la creazione di almeno cinque campi nella provincia di Jilin e fornirebbe anche in nomi di tre di questi, che sarebbero a Chengbai. Altri due - secondo il New York Times che ha ripreso la notizia -  sarebbero a Tumen e Hunchun. Lu Kang, portavoce del ministero degli Esteri di Pechino non ha confermato l'esistenza del progetto, ma non l'ha neanche smentita.

La notizia si somma ad altre: nei giorni scorsi la Cina ha annunciato la chiusura del ponte che collega Dandong alla Corea del Nord; si tratta del ponte attraverso il quale avviene la maggior parte degli scambi commerciali tra i due Paesi. Sotto al ponte c'è quella «frontiera» che si mischia al paesaggio e al fiume rendendo l'area storicamente luogo di contrabbando e mercato nero.

Entrambi gli eventi, gli annunci e i rumors, potrebbero lasciar pensare che la Cina stia mandando dei messaggi a Pyongyang: di sicuro sono in corso trattative e Pechino sembra voler dimostrare a Kim Jong-un di essere pronta anche a “mollare” l'alleato, nel caso dei campi profughi, o irrigidire ancora di più i limiti agli scambi commerciali tra i due Paesi, come nel caso della chiusura del ponte di Dandong.

Analogo messaggio potrebbe arrivare anche dall'annuncio di esercitazioni congiunte tra Pechino e Mosca: secondo quanto comunicato si tratterà manovre di difesa anti missilistica congiunte per il contrasto alle minacce provenienti da «Paesi terzi». In ogni caso esercitazioni che dovrebbero allertare Kim Jong-un: la Cina si sta comportando come se una negoziazione fosse ormai agli sgoccioli. Tocca a Pyongyang, ora, presumibilmente nel segreto dei rapporti tra Cina e Corea del Nord, dare una risposta concreta.

Le esercitazioni sino-russe sono state annunciate dal ministero della Difesa russo, come riportato dall'agenzia di stampa Sputnik. La seconda esercitazione russo-cinese di difesa missilistica per la sicurezza aerospaziale nel 2017, assistita da computer e con l'ausilio di personale, è condotta presso l'Istituto di difesa aerea e antimissilistica dell'accademia dell'Aeronautica militare dell'Esercito popolare di liberazione cinese nella sede di Pechino. «Durante l'evento, verrà esercitata l'interazione tra i contingenti di difesa aerea e missilistica di Russia e Cina per contrastare congiuntamente le minacce missilistiche provenienti da paesi terzi», si legge in una nota diffusa dal ministero di Mosca. La prima esercitazione russo-cinese di difesa missilistica assistita da remoto si e' tenuta a maggio dello scorso anno, presso l'Istituto centrale di ricerca delle forze aerospaziali del ministero della Difesa russo.

Sospendere le esercitazioni Usa-Corea del Sud è invece quanto ha chiesto Moon Jae-in a Washington in attesa di novità da Pechino; il presidente coreano infatti sarà oggi in Cina. Si tratta di un viaggio con due obiettivi ben precisi: riannodare i rapporti bilaterali e cercare un accordo per fermare le ambizioni nucleari di Pyongyang.

Secondo il Financial Times, funzionari del governo sud-coreano avrebbero chiesto agli Stati Uniti di ritardare gli esercizi militari congiunti in programma nella penisola coreana per febbraio-marzo 2018, che avverrebbero in concomitanza con i Giochi Olimpici e Paraolimpici Invernali. La Corea del Sud teme che le tensioni nella penisola possano influenzare negativamente i Giochi Olimpici Invernali, magari coinvolgendo anche gli atleti provenienti dal Nord (la vendita di biglietti anche pare sia ancora scarsa).

La richiesta di Seul di ritardare gli esercizi congiunti con gli Usa, che Pechino considera una fonte di instabilità nella penisola coreana, potrebbe essere accolta favorevolmente dalla Cina e aiutare gli sforzi che Pechino sta compiendo per trovare una soluzione al problema nucleare nord coreano.

Nel corso della visita Moon visiterà anche il nuovo stabilimento produttivo del costruttore di auto sudcoreano Hyundai Motor a Chongqing, nel sud della Cina.

@simopieranni

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